Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 24 al 30 settembre 2010)

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Frumento tenero, il primo invariato

Italia

Cautela sulla piazze italiane a dare un segnale di inversione dei prezzi, ma lo scenario europeo fa segnare un calo che potrebbe riportare il mercato ai livelli “pre-crisi Russa”. Bologna e Milano anticipano il cambiamento con una revisione al ribasso delle quotazioni dei foraggeri e la domanda torna a farsi attendista dopo che ha coperto le posizioni fino all’inizio del 2011. Gli invariati sulle principali piazze del Nord sono più di attesa (di conferme dall’Europa) che di stabilizzazione dei prezzi, senza considerare l’effetto calmierante del cambio per le origini Usa e Canada.

 

Duro, bassa qualità a rischio

Italia

Le prospettive a breve restano pressoché immutate per la qualità medio-alta, mentre per la qualità medio-bassa, se confermato a livello europeo, verrebbe a mancare il sostegno del prezzo dei cereali foraggeri. Le borse del Nord quotano lo stesso livello della corsa settimana, con il sostegno (silente) dei principali utilizzatori preoccupati di “far seminare”; differente il clima al Sud ove gli arrivi di merce estera e la limitata domanda inducono i primi momenti di pesantezza degli scambi. L’offerta è indecisa e lo è soprattutto per la mediobassa qualità alla luce dell’apprezzamento dell’euro che rende sempre più attraenti i prezzi del “#3 Canadese”.

 

Mais, l’offerta è ora a un bivio

Italia

Le notizie che vengono dall’Europa condizionano il corso con i mangimisti che attendono l’effetto delle vendite di orzo dall’intervento (in attesa delle decisioni russe…). Dopo aver approfittato della tensione di mercato e sostenuto con la sua ritenzione i prezzi, oggi l’offerta è a un bivio. Le future alternative (a “relativo” basso prezzo…) dei cereali “a paglia” si scontano sulle piazze del Nord ove Bologna perde 6 €/t e lo stesso dovrebbe fare a breve Milano.

 

Cereali foraggeri e oleaginose

Italia

Cereali foraggeri: la notizia del rilascio di orzo dall’intervento ha sconvolto gli equilibri e fatto calare la domanda. L’offerta non trova sbocchi e le borse merci, cautamente, iniziano ad adeguare i prezzi. Il tenero è sotto quota 200 €/t, l’orzo si conferma a 199-200 €/t arrivo. Il sorgo perde un paio di euro/t sull’Ager mentre è invariato alla Granaria.

Oleaginose: l’Ager Bologna (-5 €/t) e Milano (inv.) si allineano ad uno scenario mondiale più vivace ma calmierato dall’effetto valutario favorevole agli importatori.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.
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