Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 20 al 26 gennaio 2012)

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Frumento tenero

ITALIA

il mercato per ora non reagisce alle notizie di restrizioni all’esportazione dal Mar Nero. La disponibilità di nazionale esiste ma è limitata ai soli grani di forza, con i molini ed i mangimifici (che in assenza di “feed” guardano al misto-rosso) ad applicare la scelta delle minime scorte anche per l’incertezza derivante dalla volatilità dei prezzi comunitari. Dall’Europa arrivano segnali di ripresa delle quotazioni che irrigidiscono ancor più una già incerta domanda. I grani esteri (USA e Canada) scarseggiano e costano di più delle alternative comunitarie; dal Mar Nero problemi di esecuzione ritardano gli arrivi dei volumi aggiudicati da Bruxelles a prelievo zero. Sulle piazze di Bologna e Milano regnano gli invariati per tutte le voci di listino.

 

Frumento duro

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ITALIA

permane una situazione da “limbo dantesco” ove domanda e offerta si osservano non senza una buona dose di incertezza sulle rispettive visioni di mercato. L’aumento di Gennaio è rimasto nelle intenzioni per l’assenza di domanda ma la produzione continua e (logicamente) le scorte presso i molini tendono a ridursi per l’assenza di riferimento dei prezzi di vendita dei semilavorati. I principali operatori restano alla finestra anche se al momento i prezzi del nazionale sono i più competitivi; l’indebolimento del dollaro e le strategie di vendita del Canada le ragioni dell’impasse della domanda. Alla Granaria e all’AGER tutto invariato.

 

Mais

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ITALIA

un lieve segnale di ripresa in simpatia con le difficoltà a ricevere grani dal Mar Nero e la fermezza nel mercato mondiale. L’offerta resta ben presente e ricettiva alle richieste della domanda che non lesina qualche flessibilità nel portare a buon fine le coperture necessarie a garantirsi la settimana/mese. L’ampia disponibilità si scontra con la fermezza (rialzista) nel mercato mondiale ed il rafforzamento dell’Euro che riduce l’appetibilità delle origini comunitarie nel bacino del Mediterraneo. Su Milano e Bologna aumenti nominali; quotazioni arrivo Nord sui 201 €/t.

 

Cereali foraggeri e oleaginose

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ITALIA

Cereali Foraggeri: la domanda torna a premere dopo l’evidenza di limiti logistici dal Mar Nero e le voci di tasse all’export in Russia a minare gli oltre 1,2 mio/t d’import comunitario a “dazio zero”. Il tenero è sui 221 €/t partenza (+1), l’orzo a 217 €/t partenza (+1), ed il sorgo vicino ai 200 €/t partenza.

Oleaginose:
la soia estera è in aumento ma l’euro azzera l’evoluzione rialzista con l’origine Ucraina e la nazionale che si confermano sui 368 €/t e 375 €/t; il girasole nominale a 340 €/t.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.
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