Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 18 al 24 marzo 2011)

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Frumento tenero verso la stabilizzazione

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In assenza di merce locale l’offerta è comunitaria ed estera, con effetto ribassista dovuto all’arrivo di merce extra-Eu forse in parte destinata al Magreb. Il trend è stato ribassista anche perché al momento la Francia non ha altri sbocchi commerciali che il continente europeo, tuttavia si vede all’orizzonte una stabilizzazione dei prezzi (o una ripresa) non appena la situazione in Nord Africa si rasserenerà. Milano e Bologna ratificano il momento transitorio con rispettivamente un invariato e un -5 €/t (che recupera la giornata di chiusura del 17 u.s.).

 

Grano duro sempre giù

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in un mercato cerealicolo che vive di alti e bassi il duro si mantiene indipendente e al costante ribasso. Alla quasi assenza di domanda si contrappone una buona offerta di “rivendite” e dimerce di ogni origine. Sul nazionale i prezzi dei contratti a listino vedono bruschi cali dovuta al fatto che si quota una situazione surreale ove se ilmondo ha poche scorte, l’Italia ne avrebbe anche fin troppe per arrivare a giugno: si parla di oltre un milione di tonnellate a riporto. Le esigue speranze di ripresa sono legate alla possibile riapertura delle aste in Nord Africa e la conseguente inversione sulle piazze del Sud Italia ed europee. Milano vede meno 3 €/t mentre Bologna ratifica un meno 10 €/t (ma la settimana scorsa era chiusa).

 

Mais, le quotazioni tengono

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se il mercato vive di luce riflessa quanto accade in Europa e nel mondo, i segnali di “incertezza e limitata disponibilità” che si ricevono rassicurano gli operatori della sostanziale tenuta delle quotazioni. Dopo la flessione delle scorse settimane, le piazze mondiali si rafforzano e il nostro mercato (che poco aveva recepito i cali “mondiali”) passa un simbolico +1,5 €/t a Milano e un -1 €/t a Bologna che allinea le due Borse . A pesare sul futuro le conferme dell’aumento delle semine nazionali (+68%) e (soprattutto) europee.

 

Cereali foraggeri e oleaginose

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Cereali foraggeri: l’intero comparto vive la crisi generale della zootecnia ed un contesto cerealicolo europeo che stenta a tenere le posizioni. La domanda non preme e l’offerta resta da paesi terzi e dall’Europa. Quotazioni in regresso sulle piazze del Nord con il sorgo che fa segnare un -8€/ t, l’orzo un -3 €/t e il grano -5 €/t.

Oleaginose: la situazione 2011 potrebbe essere più sostenuta che nelle attese,ma al momento le nostre piazze quotano stabilità conMilano “invariato” e Bologna -5€/ t. Segnali di ripresa.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.
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