Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 17 al 23 febbraio 2012)

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Frumento tenero

ITALIA

il miglioramento delle condizioni climatiche e soprattutto l’avvicinarsi della riapertura del Mar Nero (dopo il grande gelo) cominciano a condizionare il mercato. La domanda è fiduciosa che il peggio sia passato e le ultime stime mondiali supportano un il rientro dell’emergenza “maltempo”. Di nazionale resta offerto solo il grano di forza, mentre le altre classi sono una miscela di differenti origini. L’origine russa "riclassificata" è sempre molto competitiva come prezzo e questo condiziona l’andamento delle mercuriali Italiane; i "primaverili" di USA e Canada scendono per il rafforzamento dell’euro. I listini di Bologna e Milano cedono ulteriori 1 a 3 €/t.

 

Frumento duro

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ITALIA

si conferma il trend ribassista sull’onda emotiva dei bassi prezzi di aggiudicazione delle ultime aste del Nord Africa e del timore di vedere le stesse quotazioni (del Canadese) sulle nostre piazze. Anche le alternative Europee sono al ribasso, ma il fattore chiave sarà il comportamento dei detentori di merce nazionale nelle prossime settimane quando dovrebbe ritornare appieno la domanda dei molini. A sfavore di una ripresa ha finora giocato il miglioramento agronomico al Sud, ove le piogge hanno cancellato la latente siccità di Gennaio, con le prime vendite di nuovo raccolto a prezzi inferiori al "pronto" di un 10-15 €/t. La domanda di semola da parte dei pastifici è sempre più alla giornata e questo limita scambio e coperture dei molini. Il favorevole cambio con il dollaro potrebbe far arrivare sul medio periodo più grani esteri. Sulle piazze Italiane si registrano cali di prezzo da 4 a 5 €/t.

 

Mais

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ITALIA

la spada di Damocle della riapertura del Mar Nero e le piogge in Sud America mantengono sotto pressione l’offerta che tuttavia tiene bene e, al momento, non perde terreno. Si parla di un sensibile calo delle superfici Italia 2012, ma la notizia è più che compensata dalla sensazione che le quotazioni del mais comunitario possano ulteriormente indebolirsi sul breve, anche per effetto incrociato con gli altri cereali foraggeri. Sulle piazze del Nord si assiste ad un tentativo di stabilizzare le quotazioni, con Bologna che cede un (solo) euro/t dopo che Milano si era allineata ratificando un meno 5 €/t, per un prezzo arrivo Nord prossimo ai 205 €/t.

 

Cereali foraggeri e oleaginose

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ITALIA

Cereali Foraggeri: la disponibilità di merce c’è e ancor più ce ne sarà quando arriveranno le navi oggi bloccate nel Mar Nero. Il tenero cede e si avvicina ai 223 €/t partenza (-3), l’orzo si riposiziona sui 224 €/t partenza (-2) ed il sorgo bianco si conferma sui 208 €/t partenza.

Oleaginose:
le quotazioni sono stabilizzate dall’effetto valutario che compensa gli sbalzi sul CBOT. La nazionale è sui 395 partenza e l’Ucraina a 390 €/t. Il girasole vola a quota 380 €/t partenza (+20).

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.
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