Cereali. Prezzi nazionali e mondiali a confronto (dal 10 al 16 febbraio 2012)

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Frumento tenero

ITALIA

tiene banco l’incertezza sui danni da gelo in Europa, ma il cambio di temperatura e lo scioglimento del manto nevoso sono eventi positivi. Restano i problemi dal Mar Nero, ma è remoto il rischio di riduzione dell’offerta da quelle aree. L’origine russa a sconto è un’ottimo "grano base" per molte farine. Sulle borse i primi segnali di cedimento primaverile su quasi tutte le classi; solo i teneri di forza ancora resistono, ma il divario di prezzo con le alternative estere si dovrebbe gradualmente ridurre nelle prossime settimane. I listini di Bologna e Milano cedono da 1 a 3 €/t.

 

Frumento duro

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ITALIA

dopo alcune settimane di preavviso, ecco i primi segnali di flessione dei prezzi anche sulle borse ufficiali. La domanda è presente, ma ancor più contano le positive stime produttive in Italia e la "spada di Damocle" della politica commerciale Canadese che sembra orientata a scontare da subito un mercato già previsto in regresso dalla prossima estate. La domanda di semola è ancora limitata ed attendista ma i molini cominciano a prendere posizioni anche sul Luglio-Dicembre a valori prossimi ai 270 €/t arrivo molino. L’offerta dalle origini comunitarie dovrebbe farsi più pressante da qui a Pasqua. Il cambio "volatile" favorisce speculazioni sui grani esteri. Sulle piazze Italiane si registrano cali di prezzo da 2 a 3 €/t.

 

Mais

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ITALIA

i prezzi del mais regrediscono in uno scenario ove il supporto dai cereali a paglia comincia a scricchiolare. Il ritorno del bel tempo e il ripristino della falde pone ottime basi per le semine 2012. Si respira più pressione dell’offerta anche in previsione del ritorno alla normalità nel Mar Nero. La “bolla” speculativa è già finita. La neve si scioglie come le borse di Bologna e Milano che fanno registrare cali di prezzo da 3 a 7 €/t per quotazioni arrivo Nord sui 205-206 €/t.

 

Cereali foraggeri e oleaginose

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ITALIA

Cereali Foraggeri: in regime simbiotico con le vicissitudini comunitarie e mondiali, con il mais che cede qualcosina e con il Mar Nero che si prepara a consegnare, il tenero torna sui 225 €/t partenza (-5), l’orzo si conferma sui 226 €/t partenza ed il sorgo scende a 208 €/t partenza (-2).

Oleaginose:
la soia nazionale che vale sui 395 partenza (+2 €/t) è sostenuta dall’Ucraina che aumenta di 5 €/t. Il girasole si conferma a Bologna a quota 360 €/t partenza.

 

Il commento completo sui prezzi europei e mondiali su Terra e Vita.
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