CAMPAGNA CEREALI 2010

Clima avverso e risultati produttivi e qualitativi contrastanti
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Sembrava che dovunque tutto fosse andato per il verso giusto, tanto da far prefigurare ottime rese e brillanti esiti qualitativi, poi la mietitrebbiatura ha parzialmente smentito le attese.
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Tenero, occhi puntati sui germinati.
A livello di rese si è registrata una discreta variabilità a seconda degli areali e delle varietà

Prima quotazione dell’Ager Borsa Merci di Bologna, lo scorso 1 luglio. Limati di pochi punti i pesi specifici rispetto alla campagna 2009 (si torna, di fatto, ai valori del 2008), in listino è stata aggiunta una quinta categoria (mercantile, ps 72-74 con 2% di impurità).

Quotati ad oggi solo il frumento tenero e l’orzo, non ancora il duro. Hanno un prezzo per ora solo i grani speciali e i fini (155 e 149, rispettivamente, le quotazioni massime), ma senza indicazioni relative al tenore proteico. «È ancora prematuro spiega Andrea Villani di Ager-, ma le indicazioni preliminari che arrivano su questo valore e sui chicchi fusariati non sono scoraggianti. Più delicata invece la situazione riguardo a pregerminati e indice di Hagberg».

Se il peso specifico o ettolitrico (kg/hl) è infatti considerato l’indice sintetico dello stato merceologico del prodotto, direttamente legato alle rese in macinazione e trasformazione, l’indice di Hagberg o Falling number (Fn) valuta l’attività enzimatica alfamilasica e quindi indica la presenza di granella che ha anche solo iniziato il processo di germinazione. Gli impasti ottenuti da grani germinati presentano infatti elevati livelli di collosità e di bassa lavorabilità.

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Rispetto a 2007 e 2008, anni in cui si è presentata questa problematica, sembra però cambiare la strategia della Borsa merci. Allora furono infatti inserite in listino due quotazioni (grani speciali 2 e grani speciali 2bis, rispettivamente con indice di Hagberg tra 180 e 200 e tra 130 e 150), quest’anno invece c’è solo una categoria “2” , con Fn compreso tra 150 e 180. Chi consegna grano sotto questi livelli, ne pagherà la differenza in termini di penalizzazioni sul prezzo. «Abbiamo semplicemente – continua Villani – fotografato la situazione. Ma la commercializzazione è ancora all’inizio e i volumi sono estremamente bassi. Non è detto che in un futuro, con la quotazione anche del duro, non si decida di introdurre un’ulteriore suddivisione per premiare chi ottiene Hagberg bassi».

Una “valorizzazione” che spesso funziona al contrario: in passato il grosso dei volumi trattati ha riguardato i prezzi più bassi, più che gli Hagberg più alti.

EMILIA EST E ROMAGNA

Passando al campo, la situazione a inizio luglio in Emilia Orientale e in Romagna poteva sintetizzarsi in due parole: “questione di priorità”, nel senso che più che la pioggia in levata e spigatura, per il nuovo raccolto preoccupano maggiormente i temporali in trebbiatura. In Romagna ed Emilia orientale le raccolte sono state tutte concentrate in una settimana, appena assorbiti gli effetti delle ultime precipitazioni di giugno (il più piovoso del decennio). Trebbiature “a rotta di collo” per evitare le ulteriori precipitazioni previste a inizio luglio di questa estate a singhiozzo.

«L’effetto sulle rese è evidente – testimonia Denis Bartolini di Terremerse – : meno 20-30% a seconda delle zone e della tecnica colturale adottata». Così nel Ravennate e nel Bolognese si arriveranno a raccogliere 40-45 q/ha di tenero e forse un po’ meno di duro. Nei terreni scoperti a causa delle mancate emergenze (altro effetto della pioggia perdurante) si sono sviluppate inedite infestazioni di sorghetta, equiseto e convolvolo che, oltre a penalizzare le rese, hanno ostacolato l’avanzamento delle mietitrebbie avvinghiandosi agli organi di battitura. Le difficoltà a effettuare in maniera tempestiva i trattamenti fitosanitari durante la spigatura hanno innescato attacchi di fusariosi evidenti soprattutto sul frumento duro e soprattutto sulle cultivar ad alta qualità, meno tolleranti. Due mesi di precipitazioni continue hanno messo in crisi le strategie di difesa, oltre ai piani di fertilizzazione. C’è chi non è riuscito ad effettuare la prima concimazione frazionata e chi ha trattato la spiga anche più di 10 giorni dopo il periodo più opportuno. «L’elemento che fa più la differenza quest’anno non è però il numero dei trattamenti, ma la precessione colturale: per le fusariosi è andata peggio addirittura dopo il sorgo che con i ristoppi». Ristoppi e semina su sodo che sono sconsigliati nel Ferrarese a chi produce grano duro. «Con la riduzione ai minimi termini della bietola – sostiene Natalino Gardinale – del Cap di Ferrara e la difficoltà ad organizzare rotazioni “virtuose”, consigliamo l’aratura o al massimo la minima lavorazione. E anche riguardo alla varietà di duro da seminare, puntiamo a un compromesso tra qualità molitoria e tolleranza alla fusariosi».

Discriminante varietale che quest’anno è stata decisiva anche per il frumento tenero: le piogge prolungate cadute a fine ciclo hanno infatti causato gravi problemi di pregerminazione ai frumenti “bianchi” del gruppo Mieti, più suscettibili (soprattutto quelli seminati precocemente). «E anche dove il fenomeno non è evidente – continua Gardinale – la granella è comunque “mossa” (ovvero c’è stato un avvio dell’attività enzimatica germinativa)». Un fenomeno che sembra aver risparmiato i frumenti “rossi” del gruppo Bologna. «Su queste varietà, oggetto di un programma di valorizzazione da parte del Cap di Ferrara, la qualità sembra buona, con tenori proteici che in certe zone arrivano al 14%, e rese di tutto rispetto, che localmente sfiorano i 60 q/ha».

EMILIA OCCIDENTALE

Per avere un’idea di come sono andate le cose per il grano tenero nella parte Ovest dell’Emilia-Romagna, ci siamo rivolti a un’azienda come Progeo che raccoglie qualcosa come 65mila tonnellate di frumento tenero annue, per un totale di circa 12mila ettari. «In linea generale possiamo parlare di rese medio-scarse – spiega Loredano Poli, responsabile settore conferimento di Progeo – con le piogge che hanno complicato le cose e temperature basse anche in periodi come la fioritura dove si attendevano valori più alti. Il clima ha praticamente impedito di entrare in campo nel momento ideale per effettuare le dovute operazioni agronomiche. E il risultato finale è stato quello di rese tra 50 q/ha per le varietà precoci e 65 q/ha per quelle medio-tardive. Anche qualitativamente le varietà precoci hanno sofferto maggiormente del clima avverso, facendo registrare un peso specifico e un contenuto in proteine inferiore alle varietà tardive. Inoltre, le prime varietà che potevano essere raccolte sono state bloccate dalle piogge del 19-20 giugno, andando in alcuni casi incontro a pregerminazione». Comunque, non è stata la professionalità agronomica che è venuta a mancare, bensì di un andamento climatico che ha impedito di intervenire in maniera tempestiva. Ma le tecniche agronomiche rimangono un fattore imprescindibile per l’ottenimento di quantità e qualità anche nel frumento tenero. «Certo – chiosa Poli – nonostante l’annata non sia stata delle peggiori, non siamo ancora ai 70 q/ha che poniamo come limite minimo per coprire i costi di coltivazione. Ma è ormai assodato che il grano non è una coltura facile, bensì necessita di tutte le tecniche agronomiche per farlo produrre tanto e bene».

PIEMONTE
La raccolta del frumento tenero nell’areale del Nord Ovest è iniziata ai primi di luglio, con un ritardo di circa 10 giorni rispetto a una stagione normale. Le copiose precipitazioni di aprile e inizio maggio non hanno fortunatamente influito in maniera negativa sull’ultima parte della fase riproduttiva, ma determinando alcuni problemi di ristagno idrico e la mancata possibilità di eseguire la fertilizzazione azotata conclusiva con le tempistiche ottimali.

«Il primo bilancio – ci dice Massimiliano Allione, cerealicoltore di Tronzano Vercellese – è abbastanza positivo, con rese produttive medie intorno a 6,5-7 t/ha e valori qualitativi soddisfacenti. Da un punto di vista tecnico, la mia scelta varietale è stata coerente con l’orientamento degli anni precedenti e mi sono indirizzato quindi su due varietà di frumento tenero panificabile a ciclo medio-tardivo, che in genere danno i migliori risultati produttivi nelle mie condizioni pedoclimatiche. Gli interventi di diserbo sono stati limitati ad una applicazione di postemergenza contro le infestanti a foglia larga, effettuata prima dell’accestimento della coltura.

La concimazione frazionata ha previsto invece un intervento di pre-semina con 5-15-30 (260 kg/ ha), un’applicazione all’inizio di marzo con nitrato ammonico (260 kg/ha) e una distribuzione finale (23+23, 260 kg/ha) di azoto (in parte a rapida disponibilità, in parte a lenta cessione) per un totale di circa 185 kg N/ha».

«La problematica più evidente di questa annata – continua Allione – è stata la piovosità, sia per quantità che per frequenza degli eventi. Evitare i ristagni idrici e intervenire con i timing appropriati con concimazioni e interventi di difesa non è stato semplice, ma con uno sforzo organizzativo ulteriore abbiamo sopperito a queste difficoltà. In pre-fioritura sono intervenuto con un’applicazione di fungicida e insetticida in miscela ad un concime azotato fogliare e le condizioni fitosanitarie della coltura al momento della raccolta sono risultate buone. Anche la presenza di Fusarium è stata limitata rispetto alle annate precedenti, così come ridotto è stato anche il fenomeno dell’allettamento, che a volte pregiudica la qualità finale del prodotto. La raccolta è stata tardiva anche per raggiungere l’obiettivo di risparmiare sui costi di essiccazione e procedere solo ad una pulitura e ad una ventilazione».

«Da un punto di vista commerciale – racconta Allione – la stipula di contratti di commercializzazione prima della raccolta mostra ancora evidenti limiti. La definizione di una quotazione di riferimento e la suddivisione delle spese di trasporto sono i principali motivi che mi hanno fatto desistere dal perseguire nel 2010 questa strada, motivo per cui attendiamo con attenzione i primi riferimenti dal mercato di Milano per decidere le strategie di stoccaggio ed eventuale di vendita del prodotto».



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