Buonfiglio: Aiuti Pac solo alle aziende iscritte all’Inps

La proposta del sottosegretario alle Politiche Agricole
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La Pac? In Italia, potrebbe essere un affare riservato a 500mila aziende, a fronte di un numero attuale di beneficiari che si aggira attorno al milione e mezzo. A patto di mettersi d’accordo sui criteri di rilevanza dell’attività agricola e su quali sono le «vere» imprese cui riservare i finanziamenti della Pac. Come consente di fare l’articolo 28 dell’ultima riforma della Politica agricola Ue, la cosiddetta verifica dello «stato di salute» varata alla fine del 2008 dai ministri agricoli europei ed entrata in vigore lo scorso anno.

Sul tema è tornato recentemente il sottosegretario alle Politiche agricole e alimentari, Antonio Buonfiglio. «Nel settore agricolo e nella pesca i soldi ci sono ma vengono spesi male», ha affermato Buonfiglio in occasione del Congresso nazionale della Uila. «Tra primo e secondo pilastro della Politica agricola comune sono stati stanziati 7 miliardi di euro – ha precisato il sottosegretario – per 1,3 milioni di presunte aziende agricole, di cui solo 850mila hanno una partita Iva e, a loro volta, solo 600mila presentano una dichiarazione di Iva. Di queste, solo 513mila sono iscritte all’Inps e 313mila risultano assicurate, attraverso l’agevolazione statale che prevede uno sgravio dell’80% per la stipula dell’assicurazione».

I calcoli fatti dal sottosegretario sono tesi a dimostrare che, nell’attribuzione dei contributi comunitari, «bisognerebbe scindere tra chi produce e crea lavoro e chi non lo fa». E il criterio per l’assegnazione delle risorse, secondo Buonfiglio, starebbe «nel giusto mezzo», ovvero quello che permetterebbe di «valorizzare il lavoro». «Grazie al regolamento comunitario – ha detto il sottosegretario – abbiamo la possibilità di dare i contributi a chi svolge attività agricola in maniera esclusiva o prevalente. A mio avviso, il giusto mezzo starebbe nel considerare le 513mila aziende iscritte all’Inps esclusivamente. Se lo facciamo, nel prossimo biennio, queste aziende avranno a disposizione circa un miliardo di euro in più».

L’intervento del sottosegretario Buonfiglio rilancia così un tema chiave per la Pac del futuro. In vista del possibile ridimensionamento degli aiuti comunitari infatti si pone il problema di  restringere la platea dei beneficiari. l’articolo che consente di farlo, non a caso è lo stesso che prevede, a discrezione degli Stati membri, la possibilità di introdurre delle soglie minime per accedere agli aiuti diretti (soglia attualmente fissata dall’Italia a 100 euro). Mentre a Bruxelles il 2010 sarà l’anno dell’apertura ufficiale dei negoziati sulle Prospettive finanziarie, con i fondi agricoli nel mirino di molti partner decisi a limare sostanzialmente gli oltre 53 miliardi della spesa agricola Ue, in Italia potrebbe essere l’anno in cui decidere a chi riservare gli aiuti agricoli.


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