Biogas 2013, si volta pagina

Convegno a Fieragricola di Verona il 4 febbraio
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Dal 1° gennaio 2013 la tariffa omnicomprensiva di 28 €cent/kWh non esisterà più. Al suo posto arriverà una tariffa base, modulata sulla potenza dell’impianto e arricchita da bonus per i comportamenti virtuosi. Sono questi gli elementi principali del nuovo sistema di incentivazione per l’energia prodotta da biogas, anticipati dalla consulente del ministro delle Politiche agricole Sofia Mannelli al convegno “Biogas 2013, si volta pagina” organizzato dal Gruppo 24 Ore e da Terra e Vita a Fieragricola di Verona il 4 febbraio scorso. Nel forte clima di attesa che caratterizzava la numerosissima platea di tecnici e agricoltori intervenuti per conoscere il destino di un settore oggi così importante per l’agricoltura italiana, Mannelli ha presentato le varie proposte di incentivazione che sono attualmente allo studio dei tecnici impegnati nella redazione dei decreti attuativi del decreto rinnovabili (Dlgs. n. 28/2011) e ha rassicurato gli operatori affermando che «il decreto non lascerà niente di vago, ma detterà regole certe che consentiranno di pianificare gli investimenti nel lungo periodo».
Alessandro Arioli
, docente dell’Università del Piemonte orientale, ha sottolineato come «il sistema biogas sia in realtà un risparmiatore di terra» e come sia necessario trovare «metodologie intensive e sostenibili di produzione per le colture ad utilizzo multiplo e mutifunzionali, come il mais, l’Arundo donax, il sorgo da fibra, il triticale, a causa della ridotta disponibilità di terreno arabile presente in Italia. Tali metodologie hanno lo scopo di ridurre l’impiego di energia e/o di acqua e concimi, e nel caso ad esempio del mais l’utilizzazione integrata di fertirrigazione a goccia e di aridocoltura eseguite con tecnologie innovative rende compatibile la realizzazione competitiva della coltura anche in aree svantaggiate, marginali, collinari, pedemontane».
«La filiera del biogas – ha sottolineato Claudio Fabbri del Crpa di Reggio Emilia (Centro ricerche produzioni animali) – è corta per due ragioni: la biomassa non può fare tanta strada e neanche il digestato in uscita, per via della direttiva nitrati». Analizzando poi i principali fattori di variabilità nella gestione degli impianti di biogas Fabbri ha ricordato come sia indispensabile «prima di costruire l’impianto valutare il potenziale metanigeno e fare le analisi chimiche per quantificare le biomasse necessarie, verificare la compatibilità con la tipologia impiantistica e le strutture aziendali, valutare le quantità di digestato e di N da gestire e i costi di produzione del metano».
Viller Boicelli, direttore del Cib (Consorzio italiano biogas e gassificazione) che conta oggi quasi 225 soci e che ha l’obiettivo di promuovere lo sviluppo della cogenerazione da biogas e gassificazione in Italia, ha presentato le sue proposte per i bonus per gli incentivi oltre ad alcuni casi di successo distribuiti su tutto il territorio nazionale.
 

Convegno_biogas_feb_2012

 

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