Bieticoltori, più zucchero e meno aiuti

L’Agenzia chiarisce come si deve comportare chi non ha firmato l’allegato A
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La ristrutturazione del settore bieticolo saccarifero procede sulla base delle domande e degli impegni alla riduzione delle produzioni, assunti dai bieticoltori sin dal 2007 e poi dal 2008.
Ma ancora adesso vi sono richieste da parte dei bieticoltori che hanno assunto in passato tali impegni, di ridurre l’entità degli impegni assunti a limitare le produzioni, appunto in occasione delle domande presentate nel 2007 e nel 2008.

Infatti, nel 2008, con apposita circolare l’Agea aveva precisato che i produttori che hanno già presentato domanda di aiuto nel 2007 (riferita alla campagna 2006), ma chiedono di incrementare la quantità di riduzione di saccarosio sulla quale è stato calcolato l’aiuto per ristrutturazione già corrisposto nel 2007, devono presentare apposita dichiarazione redatta come da schema allegato A, entro il 15 maggio 2008. L’Agea precisava ancora che avrebbe provveduto a definire gli ulteriori importi da erogare, moltiplicando la quantità di saccarosio, per l’importo unitario di 256,20 euro. La circolare precisava infine che i produttori che non avevano presentato domanda nel 2007, devono presentare domanda e l’allegato A con la dichiarazione e l’impegno di riduzione della produzione.
Il quantitativo totale di saccarosio utilizzato per il calcolo degli aiuti pagati a tutti i bieticoltori, si ricordava con tale circolare, non può in nessun caso superare la quota nazionale dismessa dalle imprese saccarifere per le campagne 2006/2007 e 2007/2008, pari a t 803.597,70.

A fronte di questo quadro normativo che sembrava definito, sono arrivate le richieste di riduzione degli impegni, per cui l’Agea con circolare del 16 febbraio 2009 ha provveduto a dettare le norme per ridefinire impegni e importi degli aiuti che, nel caso di riduzione degli impegni stessi, comportano una restituzione all’Agea delle somme erogate in più per le annate passate. È evidente che la riconversione delle superfici risulta difficile, per cui si preferisce percepire un aiuto inferiore a quello inizialmente calcolato e continuare a utilizzare i terreni per la coltura della barbabietola.

I casi ipotizzati dalla circolare Agea del 16 febbraio 2009 sono rispettivamente quello del bieticoltore che non ha presentato la dichiarazione con l’impegno alla limitazione della produzione, lo scorso anno e quello che invece ha presentato la dichiarazione definita come allegato A.
Nel primo caso si tratta di un bieticoltore che ora intende produrre una quantità di saccarosio superiore a quella prodotta nella campagna 2006/2007, ma inferiore a quella media prodotta nel triennio di riferimento che va dal 2003 al 2006. Sulla base del nuovo tetto produttivo indicato dal produttore verrà quindi definito l’importo dell’aiuto già pagato che deve essere restituito.
Il secondo caso si riferisce al bieticoltore che ha presentato la dichiarazione di impegno alla riduzione e ora intende invece consegnare presso la stessa impresa saccarifera o presso le stesse imprese alle quali ha fatto consegne nel 2006/07 un quantitativo di saccarosio superiore a quello prodotto in tale campagna.
Anche in questo caso, dopo aver sottoscritto un nuovo impegno, il bieticoltore dovrà restituire l’ammontare degli aiuti già riscossi e calcolati sulla base della nuova quantità che intende produrre.

Per quanto riguarda infine le modalità di restituzione delle somme calcolate come ricevute in più, la circolare precisa che la prima modalità di restituzione è quella tramite compensazione con altri pagamenti comunitari che il bieticoltore deve percepire. La seconda forma è costituita da un pagamento diretto effettuato dal bieticoltore entro trenta giorni dalla comunicazione dell’ammontare dell’importo addebitato. Infine, nel caso in cui la compensazione eseguita dall’Agea a valere su altri pagamenti comunitari non fosse possibile, l’Agea stessa provvederà a richiedere le somme in maniera formale, mediante apposito bollettino di pagamento.


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