Assofertilizzanti è pronta ad affrontare le nuove sfide

Assemblea 2010. I concimi contribuiscono oggi al 48% della produzione alimentare globale
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La crescente domanda alimentare e la necessità di aumentare la produttività agricola ci sta ponendo di fronte una domanda fondamentale: quale tipo di agricoltura vogliamo sviluppare per assicurare il nostro futuro? Quale equilibrio è possibile raggiungere tra aumento della produzione e sostenibilità?

Si tratta di una questione che tutti gli attori della filiera agricola si devono porre e sulla quale è necessario fare una profonda riflessione. In primo luogo è opportuno ricordarci che l’agricoltura nasce 10mila anni fa nel momento in cui l’uomo ha incominciato a trasformare e ad addomesticare la terra riuscendo, attraverso l’innovazione e la tecnologia, a ottenere da essa il massimo del suo potenziale.

Da allora a oggi l’innovazione ha sempre rappresentato il filo conduttore che ha permesso all’agricoltura di garantire il fabbisogno alimentare mondiale e produrre alimenti sani, sicuri e a prezzi accessibili. È questo lo scenario che bisogna sempre tenere in considerazione quando si parla di agricoltura sostenibile per nutrire il pianeta e garantire il nostro futuro. Ed è in questo contesto che i fertilizzanti giocano un ruolo strategico.

Fin dall’inizio della sua storia, l’uomo ha sempre cercato strumenti in grado di reintegrare i suoli delle proprie sostanze nutritive per ottenere raccolti sani e abbondanti e grazie ad essi ha potuto sostenere la crescita demografica mondiale. La terra, infatti, da sola non basta. Occorre curarla, renderla produttiva, amarla, ed è qui che è necessario il nostro apporto per valorizzare un patrimonio indispensabile per l’umanità, garantendo un corretto uso dei fertilizzanti, alla base dell’agricoltura integrata e sostenibile.

La dialettica tra sviluppo economico e ambiente, infatti, non vede queste due entità necessariamente in contrapposizione tra loro e la chiave di volta di questa integrazione è l’innovazione, di cui l’agricoltura moderna si è fatta indispensabile promotrice.

Anche le aziende che fanno parte di Assofertilizzanti hanno compreso fin da subito e fino in fondo questo concetto, investendo ogni anno una significativa parte del loro fatturato in ricerca e sviluppo e facendo della cultura dell’innovazione la stella polare del suo sviluppo.

RICERCA E SVILUPPO

Non dimentichiamo che la popolazione mondiale è cresciuta dai 3 miliardi circa nel 1960 ai 6,7 di oggi e ciò non sarebbe stato possibile senza il supporto dei fertilizzanti che, insieme agli altri mezzi tecnici, hanno reso possibile questo vertiginoso aumento della produttività agricola. La scienza moderna è stata quindi un elemento chiave per trovare nuovi sistemi per incrementare la produzione alimentare e rivoluzionare le tradizionali pratiche agricole.

Oggi l’innovazione ha un ruolo, se vogliamo, ancora più importante, specie se consideriamo il contesto economico in cui stiamo vivendo. La recente crisi economica ha contribuito a riportare al centro dell’attenzione pubblica il ruolo basilare che l’agricoltura svolge da sempre nell’economia globale, ponendo in drammatica evidenza come sia necessario incrementare la produzione per affrontare la crescente richiesta alimentare ed energetica, considerando anche la domanda di biocarburanti.

La Fao stima che nel 2030 ci saranno 2 miliardi di persone in più rispetto a oggi e che già adesso più di 850 milioni di persone soffrono di malnutrizione. Inoltre, almeno 6 milioni di bambini muoiono ogni anno entro il quinto anno di vita a causa delle fame o malattie legate alla malnutrizione. Appare evidente che un’agricoltura arretrata non è in grado di risolvere questi problemi e sostenere i ritmi di crescita che è chiamata a raggiungere oggi.

UN RUOLO DI BASE
I fertilizzanti giocano in questo un ruolo determinante, in quanto rappresentano l’unica possibilità per ottenere raccolti adeguati e sicuri per i cittadini, basti pensare che attualmente essi contribuiscono al 48% dell’attuale produzione alimentare globale. Per ottimizzare le potenzialità di una coltura è infatti necessario in primo luogo reintegrare gli elementi nutritivi nel suolo che la ospita, in modo da garantire nel tempo un’adeguata risposta produttiva e rendere ottimali le caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche dei terreni.

Allo stesso tempo i fertilizzanti sono l’unica possibilità per incrementare la produzione senza estendere le superfici coltivabili, ciò significa in primo luogo risparmiare la deforestazione di numerose aree naturali che altrimenti sarebbero distrutte per creare nuove aree agricole.

Inoltre consentono di fronteggiare in maniera più efficace la crescente siccità e scarsità di acqua che i cambiamenti climatici e lo sviluppo economico delle nuove economie emergenti stanno comportando. Essi pertanto s’inseriscono perfettamente in un’agricoltura sostenibile, che soddisfa i fabbisogni umani, che è economicamente efficace e che migliora la qualità della vita della nostra società. Per mantenere la competitività del settore dei fertilizzanti è necessario però che le istituzioni siano consapevoli degli ostacoli che ancora frenano lo sviluppo del comparto, adoperandosi, ad esempio, per omogeneizzare il più possibile la normativa vigente e incentivare l’innovazione. Si tratta infatti di un settore che, con un fatturato annuo complessivo di 1,1 miliardi di euro e una crescita prevista per il 2010 del 2%, rappresenta una delle realtà produttive più rilevanti dell’agricoltura Italiana.

SFIDE COMPLESSE
Da questo punto di vista nei prossimi anni ci aspettano delle sfide molto complesse: secondo la Fao per sfamare i 9 miliardi di persone che si prevede popoleranno la terra nel 2050 saranno necessari investimenti netti di circa 83 miliardi l’anno nel settore agricolo dei paesi in via di sviluppo, il che vuol dire che gli investimenti in agricoltura dovranno aumentare di circa il 50%. Assofertilizzanti è pronta ad impegnarsi in questa sfida, nella convinzione che vincerla sia possibile, attraverso la costante attività di R&S da parte delle aziende ma anche con delle adeguate politiche che facilitino le aziende del settore nel loro compito.

Thomas Robert Malthus affermava che l’incremento demografico avrebbe spinto a coltivare terre sempre meno fertili con conseguente penuria di generi di sussistenza fino a giungere all’arresto dello sviluppo economico, sostenendo che la popolazione tenderebbe a crescere in progressione geometrica, quindi più velocemente della disponibilità di alimenti, che crescono invece in progressione aritmetica. Oggi sappiamo che non è così, che queste previsioni non si sono realizzate e che abbiamo i mezzi perché non accadano in futuro: ciò è possibile solo grazie alla tecnologia e all’innovazione che, trasformando ciò che è considerato naturale, hanno consentito all’umanità di raggiungere i traguardi che conosciamo oggi.

RUOLO ISTITUZIONALE
In questo contesto Assofertilizzanti ha sviluppato le proprie attività in primo luogo giocando il ruolo che le compete sui tavoli istituzionali ed in particolare all’interno della Commissione tecnico-consultiva per i fertilizzanti prevista dalla normativa. L’Associazione segue e fornisce la consulenza necessaria a coloro che, all’interno del Ministero stanno lavorando per preparare tutto quello che starà dietro al software di gestione dei Registro dei Fertilizzanti (convenzionali e biologici).

Dopo un’iniziale perplessità circa l’utilità di questo registro Assofertilizzanti ha maturato una posizione molto diversa individuando in esso uno strumento in grado di fotografare prima e di monitorare poi il mercato e la qualità dei prodotti nazionali. Su questo tema è necessario d’ora in avanti essere più rigorosi.

Le vecchie sanzioni non invogliavano certo a comportamenti virtuosi. Le nuove, sicuramente molto più incisive, sicuramente rivedibili e meglio circostanziabili, sono state invocate anche dalle aziende per fronteggiare quei comportamenti di concorrenza sleale che accompagnano chi, in questi momenti di crisi, cerca di sopravvivere giocando sui contenuti di nutrienti. Molte nostre aziende che hanno fatto della qualità il tema di punta, hanno avuto riconosciuto, soprattutto dai mercati esteri, il loro impegno ed i loro investimenti in nuove tecnologie e nuovi prodotti.

Assofertilizzanti ha avuto l’occasione di collaborare con le Autorità anche sul tema dell’utilizzo dei residui animali nella produzione dei concimi.
Assofertilizzanti e le proprie aziende, che hanno sviluppato la tecnologia per valorizzare queste sostanze, hanno avuto modo di contribuire all’emanazione delle circolari del Ministero della Salute a riguardo. Anche qui, vista l’estrema competenza delle nostre aziende sull’argomento, l’Amministrazione ha accolto molti nostri suggerimenti.

IL REACH
Già nel 2008 l’associazione ha sollecitato leAziende a prestare la massima attenzione all’entrata in vigore del regolamento Reach. Con diversi incontri dedicati alle problematiche legate alla registrazione dei fertilizzanti abbiamo accompagnato le imprese al primo step del processo: la dichiarazione delle sostanze di interesse.

Nel mese di dicembre di quest’anno per molte aziende cadrà l’obbligo della preparazione dei dossier per la registrazione, della realizzazione delle schede di sicurezza realizzate con le nuove regole che tengano conto anche di un secondo regolamento che ci riguarda il cosiddetto Clp (classification, labelling and packaging of chemicals). Come già lo scorso anno, Assofertilizzanti terrà le sue aziende costantemente informate sugli obblighi, organizzando incontri e seminari sull’argomento. Il primo di questi si è tenuto l’8 giugno a Milano. È notizia recente che il “Working Group fertilizer” della Direzione generale Imprese della Commissione europea vuole affrontare il tema delle sovrapposizioni – se esistono – tra il reg. Ce 2003/2003 e il Reach.

LA COMUNICAZIONE

Assofertilizzanti ha lavorato molto anche sull’aspetto della comunicazione incrementando la visibilità presso i media allo scopo di trasferire il valore della propria attività e i reali benefici della nutrizione delle piante.

Questa attività si è declinata nella continua, incessante collaborazione alla realizzazione di Fertilizzare Oggi che nel tempo ha migliorato in contenuti e veste grafica e che ora è riconosciuto dalla filiera come uno strumento formativo ed informativo di assoluto valore.

Le questioni di mercato, insieme alle avverse condizioni meteorologiche – il 2009 l’anno più piovoso del decennio passato – hanno accentuato la poca propensione a concimare dei nostri agricoltori. Magazzini pieni pagati cari mentre poi i prezzi crollavano, il non riallineamento dei prezzi al consumo dei fertilizzanti con quelli delle commodity agricole sono stati fattori che hanno creato non poche incertezze tra gli operatori. Azioni di protezionismo e di sussidio a livello di alcuni Stati europei hanno reso più acute le difficoltà. L’Associazione è sempre presentata di persona ai tavoli istituzionali chiedendo un intervento di richiamo a chi ostacolava in maniera scorretta le nostre esportazioni o sovvenzionava importazioni di concimi nel nostro Paese.

Cambiamenti climatici, problemi legati alla percolazione dei nitrati in falda, movimenti transfrontalieri di sostanze chimiche aeriformi prodotti dalla dissociazione dei concimi nel suolo, sono i temi che l’Associazione dovrà tenere monitorati in quanto le scelte politiche che verranno fatte per risolvere i problemi creati da questi fenomeni potranno avere conseguenze pesanti sul nostro settore.

Il cosiddetto protocollo di Göteborg, al quale l’Italia aderisce, vuole limitare l’inquinamento transfrontaliero dell’ammoniaca; ciò potrebbe portare a dover prendere in seria considerazione misure restrittive nei confronti di taluni fertilizzanti, tra i quali, ad esempio, l’urea, ma aprire opportunità di sviluppo per prodotti e tecniche agronomiche più evolute.

L’autore è il presidente di Assofertilizzanti. L’articolo è tratto dall’intervento all’Assemblea Assofertilizzanti che si è tenuta a Roma nei giorni 10 e 11 maggio.


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