Asciutta più breve e costante

E la transizione migliora
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Le patologie metaboliche che colpiscono la bovina in transizione possono derivare da alterazioni dell’equilibrio minerale (ipocalcemia), da carenze di energia (chetosi e steatosi epatica) e da insufficiente adattamento del rumine alla dieta da lattazione (acidosi ruminale subacuta o “sara”).

La gestione alimentare dell’asciutta deve puntare a contenere il più possibile l’insorgenza di queste forme patologiche, che possono determinare, oltre al forte scadimento dello stato di benessere animale, una perdita economica notevole in relazione sia ai costi diretti di trattamento che alla perdita di latte che le accompagna ed al peggioramento delle performance riproduttive future.

L’obiettivo dell’asciutta è primariamente quello di permettere la ricostituzione del tessuto secretorio della mammella per la lattazione successiva e in secondo luogo di rigenerare l’apparato digerente, che deve riprendersi dalla dieta “spinta” da lattazione.

LO STATUS QUO

Tradizionalmente il periodo di asciutta dura 60 giorni ed è costituito da 45 giorni di asciutta propriamente detta e 15-20 giorni di “steaming-up”, necessario per adattare il rumine alla dieta da lattazione: nella fase di asciutta, la razione è prevalentemente fibrosa, per mantenere l’ingombro ruminale, e dovrebbe apportare ridotte quantità di amido e proteina (7% e 11 % s.s. rispettivamente); durante lo steaming up, i livelli di amido e proteina vanno elevati rispettivamente fino a 13-15 e 12-13% s.s.

Nella razione da steaming up, inoltre, possono essere introdotti gli additivi necessari alla prevenzione delle dismetabolie (sali anionici, precursori del glucosio, etc.): in questa fase, infine, le bovine al parto possono essere controllate con maggior attenzione soprattutto se fisicamente separate dalle altre.

Mantenere un periodo di asciutta è senz’altro necessario per consentire il recupero della piena funzionalità della mammella: la lattazione continua, infatti, pur migliorando la condizione metabolica degli animali, può determinare perdite produttive notevoli nella lattazione successiva (anche prossime al 30%) e non compensate dal prolungamento della fase produttiva prima del parto.

L’asciutta così com’è strutturata con le tecniche ancora ampiamente diffuse, tuttavia, presenta alcune criticità legate al livello di nutrienti spesso inadeguato, all’elevato numero di cambiamenti di dieta in breve tempo (spesso associati ad altrettanti cambiamenti di stabulazione) e alla difficoltà di rispettare i tempi: in relazione a quest’ultimo aspetto, ad esempio, una durata dello steaming up pari a 15 giorni potrebbe non essere sufficiente per gli animali che partoriscono in anticipo anche solo di pochi giorni rispetto alla data del parto presunta, e che quindi saranno più a rischio di incorrere in dismetabolie da scarso adattamento ruminale quali l’acidosi ruminale subacuta.

MENO GIORNI
Negli ultimi anni, alla luce dei risultati di varie ricerche, sono stati progressivamente rivisti i due concetti di base dell’asciutta, ovvero la durata e gli aspetti alimentari e gestionali. In altre parole sono emerse nuove opportunità da due nuove idee: l’asciutta breve e il cosiddetto gruppo unico.

In relazione alla durata, si è ormai giunti alla conclusione che sono necessari almeno 35-40 giorni di riposo dell’attività secretoria per poter ottenere la massima potenzialità produttiva dopo il parto: la durata al momento consigliata per l’asciutta è quindi compresa tra 40 e 50 giorni.

Molti lavori riportano peggioramenti produttivi in animali che hanno avuto un’asciutta di durata più breve rispetto ai tradizionali 60 giorni: è necessario tuttavia sottolineare che buona parte di questi lavori sono indagini retrospettive, in cui sono state considerate asciutte brevi quelle conseguenti a gravidanze di durata inferiore per motivi spesso patologici (gravidanze gemellari, aborti a fine gravidanza) e che quindi inevitabilmente portano a scarse performance produttive dopo il parto.

IL GRUPPO UNICO
I migliori risultati si ottengono tuttavia non solo quando l’asciutta viene accorciata nella sua durata complessiva, ma soprattutto quando viene ad essa abbinata una strategia alimentare definita gruppo unico. Il concetto del gruppo unico è quello di somministrare alle bovine prima del parto la stessa razione per tutta la durata dell’asciutta, evitando dispendio di tempo ed eccessivi cambi di alimentazione: questa dieta, formulata per avere le stesse caratteristiche della razione da steaming up (amido 15% s.s., proteina 13-14% s.s.), è idealmente costituita da silomais (50%) e fonti fibrose non foraggere (20% s.s.), e completata con alimenti proteici (semi di soia), fonti amilacee (mais) e un nucleo vitaminico-minerale.

Con questo tipo di dieta, si evita l’uso di medica nel preparto, e si riduce quindi il rischio di ipocalcemia, mantenendo nel contempo anche un buon livello di ingestione grazie all’alta digeribilità della fibra somministrata.

I vantaggi riportati dalla letteratura e dalle esperienze di campo con l’impiego del gruppo unico sono l’aumento della produzione di latte, il miglioramento dello status metabolico, il mantenimento di uno stato di forma ottimale grazie alla conservazione del livello di ingestione, la riduzione degli stress da cambiamenti eccessivi di dieta e stabulazione ed il contenimento del grado di affollamento nel box da asciutta.

Inoltre, somministrare una razione così formulata per periodi lunghi favorisce un sufficiente sviluppo delle papille al momento del parto e prepara quindi il rumine ad utilizzare in modo adeguato la dieta da lattazione.

Questi effetti positivi si ripercuotono successivamente sulla fertilità, che si presenta generalmente migliorata. Da un punto di vista pratico, infine, l’allevatore ha un minor numero di razioni da preparare, con maggior semplicità nella gestione dell’asciutta, e non vi sono particolari problemi per gli animali che hanno partorito prima del tempo previsto.

L’adozione di questa strategia, seppur attraente ed apparentemente facile da applicare, può avere successo solamente in aziende il cui management sia mantenuto a livelli medio-alti: in particolare sono necessari un buon livello igienico-sanitario e di benessere degli animali in transizione ed un’attenzione alla registrazione puntuale degli eventi inseminativi (per migliorare la previsione della data del parto) e dei trattamenti antimastite per rientrare nei tempi di sospensione stabiliti. È inoltre indispensabile che la fertilità della mandria sia buona, per consentire agli animali di arrivare alla messa in asciutta con uno stato di forma ottimale: le bovine con Bcs eccessivo già prima dell’asciutta devono essere messe al mantenimento per farle recuperare lo stato di forma prima di procedere con questo tipo di gestione dell’asciutta.


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