Articolo 68 esteso al grano duro

Obbligo di sementi certificate introdotto all’ultimo minuto. Tutte le novità del decreto
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Entro il 1° agosto 2009, come previsto dal Reg. Ce 73/2009, il Mipaaf ha comunicato alla Commissione europea le scelte nazionali sull’articolo 68. La decisione definitiva è giunta alla Conferenza StatoRegioni del 29 luglio 2009. In tale sede, sono state apportate alcune variazioni all’accordo raggiunto il 23 luglio 2009 al Coordinamento degli Assessori regionali all’Agricoltura. Quest’ultimo accordo tra gli Assessori era stato caratterizzato da molti contrasti, ma alla fine si era trovato un punto di mediazione. Eppure è stato necessario un supplemento decisionale alla Conferenza StatoRegioni del 29 luglio 2009, che ha introdotto un importante cambiamento: l’obbligo delle sementi certificate di grano duro per gli agricoltori che vogliono accedere ai pagamenti supplementari dell’articolo 68. Richiesta fortemente voluta dal Sud, in particolare Puglia e Sicilia. Alla luce di questo accordo, il ministro Luca Zaia ha emanato il Decreto ministeriale 29 luglio 2009, che fissa definitivamente i pagamenti supplementari dell’art. 68. Il nuovo sostegno dell’art. 68 sarà valido dal 1° gennaio 2010 fino al 31 dicembre 2013. Tuttavia, entro il 1° agosto 2011 e con effetto dal 1° gennaio 2012, le scelte effettuate possono essere modificate.

 

LE MISURE

Le misure finanziabili con l’art. 68 sono di due categorie: accoppiate e disaccoppiate.
Le misure accoppiate sono pagamenti supplementari settoriali soggetti a un vincolo finanziario del 3,5% del massimale nazionale (147,25 milioni di euro); l’Italia ha deciso di utilizzare tutto il plafond (tab. 1);
Le misure disaccoppiate, sono sostegni orizzontali non soggetti a vincoli finanziari; l’Italia ha deciso di destinare 169 milioni di euro a tali misure.
 

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Tabella 1 (clicca per ingrandire)
 

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  Tabella 2 (clicca per ingrandire)

 

I SETTORI AMMESSI

Nell’ambito delle misure accoppiate, i settori maggiormente premiati sono quelli del latte bovino (40 milioni di euro), del tabacco (21,5 milioni di euro), della carne bovina (ingrasso di vitelli – 27,25 milioni di euro – e vacche nutrici – 24 milioni di euro) e dello zucchero (14 milioni di euro). Inoltre sono previste risorse per il settore ovicaprino (10 milioni di euro) e per l’olio di oliva (9 milioni di euro). Per assecondare le esigenze politiche della Regione Liguria, c’è anche un sostegno specifico per la Danae racemosa ruscus (pianta in vaso) con un importo di 1,5 milioni di euro.

 

I SOSTEGNI SETTORIALI

Gli agricoltori che intendono accedere ai pagamenti supplementari dell’art.68 devono:

  • rispettare l’ammissibilità per l’accesso al sostegno di ogni settore (tab. 1);
  • presentare una domanda ad Agea o agli Organismi pagatori regionali, nell’ambito della Domanda Unica per i pagamenti diretti che scade il 15 maggio 2010.

Il D.m. del 29 luglio 2009 ha fissato le condizioni di ammissibilità di ogni settore, ma saranno precisate più opportunamente nei prossimi mesi attraverso le circolari applicative di Mipaaf e Agea. Per ogni settore è previsto un importo massimo del premio e una spesa massima ammissibile (tab. 1). Di conseguenza, l’importo effettivo del premio dipenderà dal numero di domande presentate dagli agricoltori. In molti casi, come ad esempio nel tabacco e nell’olio di oliva, l’importo del premio previsto nel D.m. 29 luglio 2009 potrebbe ingannare l’agricoltore, in quanto è stato fissato a un livello abbastanza elevato, per cui l’importo effettivo potrebbe risultare di gran lunga inferiore.

 

ROTAZIONE TRIENNALE

Una misura innovativa riguarda l’avvicendamento triennale ed è destinata a suscitare molto interesse, soprattutto perché si inserisce in un settore oggi particolarmente in crisi come quello dei seminativi.
Questa misura prevede di destinare 99 milioni di euro (annui) a favore degli agricoltori che attuano tecniche di avvicendamento triennale delle colture. La condizione per ricevere il sostegno è che il ciclo di rotazione deve prevedere la coltivazione, nella medesima superficie, almeno per un anno di cereali e almeno per un anno di colture proteiche o di oleaginose.
Il sostegno non riguarda tutta l’Italia, ma solo le Regioni Centromeridionali: Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. L’obiettivo della misura è quello di interrompere la monosuccessione di cereali (soprattutto grano duro) e di favorire la rotazione con colture miglioratrici (proteiche ed oleaginose).
Per l’accesso al premio, gli agricoltori devono prevedere una rotazione triennale su un determinato appezzamento, in cui nell’ambito del triennio sia presente almeno un cereale e una coltura miglioratrice (proteiche ed oleaginose).
Il D.m. del 29 luglio 2009 fissa con precisione le categorie di colture. I cereali sono tutti ricompresi, da quelli tradizionali (grano tenero, grano duro, mais, orzo, sorgo, avena, segale) a quelli minori (farro, miglio, ecc.). Le colture proteiche ammesse al premio sono fave, favette, favino, pisello proteico e lupini dolci. Le oleaginose ammesse al premio sono soia, girasole e colza.
L’impegno è triennale, ma l’agricoltore ha un vincolo su due anni: un anno per il cereale e un anno per la coltura miglioratrice. Pertanto, non è vietato il ristoppio; ad esempio l’agricoltore può scegliere una rotazione “grano duro – grano duro – favino”. Inoltre è consentita la possibilità di inserire nell’avvicendamento triennale una coltura che non rientri nei cereali, proteiche ed oleaginose; ad esempio l’agricoltore può optare per una rotazione “grano duro – pomodoro – girasole”.
L’importo massimo del contributo è fissato a 100 €/ha, all’interno di un massimale di 99 milioni di euro per tutte le colture beneficiarie. Il pagamento effettivamente erogato dipenderà delle richieste degli agricoltori; tenuto conto delle superfici potenzialmente beneficiarie, l’importo effettivo potrebbe aggirarsi intorno ai 75 €/ha.

 

OBBLIGO DI SEMENTE CERTIFICATA PER IL DURO

Nel caso in cui nell’avvicendamento triennale rientri la coltivazione del grano duro, il premio è concesso solo se l’agricoltore utilizza semente certificata.
Questa norma è stata inserita nel Decreto Ministeriale in “zona Cesarini”, precisamente nella Conferenza StatoRegioni del 29 luglio 2009, sulla base di una forte pressione esercitata dal mondo sementiero e dalle Regioni meridionali, in particolare Sicilia e Puglia.
Infatti, nella decisione uscita dal Comitato degli Assessori all’Agricoltura del 23 luglio 2009, non era previsto l’obbligo delle sementi certificate e il grano duro era il settore più penalizzato dalle scelte nazionali sull’articolo 68. Una penalizzazione che avrebbe avuto un impatto considerevole sulla vitalità delle imprese sementiere e sul lavoro pluriennale della ricerca genetica.

 

ASSICURAZIONI AGEVOLATE

Nell’ambito dell’articolo 68, ha trovato spazio anche il finanziamento per le assicurazioni contro le calamità naturali (70 milioni di euro). Questo ammontare dovrà essere obbligatoriamente cofinanziato con risorse pubbliche nazionali per almeno il 25%, per cui la spesa pubblica complessiva sarà di 93 milioni di euro.
Questo stanziamento è di gran lunga inferiore alle aspettative e ai fabbisogni di coperture assicurative in Italia, soprattutto a seguito delle difficoltà di continuare la positiva esperienza pluriennale dell’Italia in questo settore, che è stata messa in difficoltà dalle scarse risorse pubbliche in ambito nazionale.
L’Italia aveva auspicato e sollecitato l’inserimento delle assicurazioni nell’ambito della Pac, per poi scegliere di utilizzarle in modo abbastanza marginale. Comunque, si tratta di una novità assoluta nell’ambito della Pac e la disponibilità di 93 milioni di euro annui, fino al 2013, costituisce un riconoscimento importante per il sistema assicurativo degli agricoltori, anche se dal punto di vista finanziario dovrà essere completato con ulteriori risorse nazionali.


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