Anno da botrite. Le contromisure

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Il clima caldo e insolitamente piovoso di questo periodo rende massimo il rischio di infezione botritica dalla fase di chiusura grappolo. La strategia di difesa non deve però prescindere dal limitare le infezioni mediante interventi di tipo agronomico quali l’utilizzo di sistemi di allevamento che favoriscano una migliore aerazione ed esposizione dei grappoli, il ricorso alla potatura verde generalmente da attuarsi nel mese di giugno e della sfogliatura nel periodo precedente la raccolta, la razionalizzazione dei concimi azotati e l’utilizzo di concimi a base di chelati di calcio che, ispessendo i tessuti della buccia li rendono più resistenti agli attacchi del patogeno.

Da tenere infine in considerazione anche un efficace contenimento delle altre malattie fungine quali peronospora e oidio e da fitofagi quali le tignole. La penetrazione nei tessuti vegetali superficiali da parte del patogeno avviene infatti oltre che dagli enzimi litici prodotti dalle ife del fungo in accrescimento, anche attraverso le spaccature degli acini dovute ad eventi grandinigeni, da attacchi di oidio, o dalla attività trofica svolta dalle tignole.

Tali aperture, oltre a rendere agevole al patogeno l’accesso ai tessuti vegetali più profondi, favoriscono la produzione di essudati che sono in grado di influenzare positivamente la germinazione dei conidi di Botrytis e lo sviluppo del tubetto germinativo. L’applicazione di fungicidi specifici contro la botrite generalmente avviene nelle specifiche fasi fenologiche di fine fioritura (A), di solito normalmente trascurata se non in condizioni climatiche particolarmente avverse, pre-chiusura grappolo (B), invaiatura (C), e 3 settimane circa prima della raccolta (D).

Nella fase di pre-chiusura grappolo qualora si voglia ricorrere a trattamenti antibotritici specifici è raccomandabile l’utilizzo di boscalid a causa del suo lungo intervallo di sicurezza, ma soprattutto per la sua buona attività collaterale nei confronti dell’oidio, in questo periodo nel pieno della sua attività epidemica. Se nella fase di invaiatura le condizioni climatiche appaiono favorevoli alle infezioni botritiche si può intervenire sempre con boscalid, nel caso non fosse già stato impiegato in precedenza, oppure utilizzare le anilinopirimidine (pirimetanil e mepanipirim) o iprodione. E’ tuttavia di fondamentale importanza eseguire i trattamenti sempre in maniera preventiva e, per evitare fenomeni di resistenza, prestando attenzione a non ripetere gli interventi con prodotti dotati del medesimo meccanismo d’azione. In viticoltura biologica sono presenti sul mercato preparati a base di Bacillus subtilis, Ulocladium oudemansii o Trichoderma harzianum, da utilizzarsi precocemente già dalla fase di fine fioritura. Tali microorganismi avrebbero la capacità di occupare più velocemente gli spazi trofici, impedendo la colonizzazione da parte di Botrytis cinerea.


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