Al Centro e al Sud poca attenzione per la semina su sodo

PUGLIA. Nessun incentivo รจ previsto nei Psr
provaSodo_1.jpg

«La Regione Veneto ha disposto con la Misura 214i del Psr un incentivo di 400 €/ha per gli agricoltori che seminano su sodo e di 245 €/ha per chi effettua la copertura vegetale continuativa del terreno. La Regione Lombardia e la Regione Emilia-Romagna stanno valutando di inserire nei loro Psr misure simili. Invece nel Centro-Sud, dove la semina su sodo ha raggiunto diverse migliaia di ettari, nulla viene previsto dai Psr: le Regioni centro-meridionali trascurano di incentivare una pratica che migliora non solo il reddito ma anche la qualità dell’ambiente».

È con rabbia e amarezza, «e a nome dei sempre più numerosi agricoltori che si avvicinano a questa intelligente tecnica agronomica», che Piero Giglio e Nicola Leone, produttori di grano duro su sodo (il primo 15 ha a Gravina in Puglia-Ba, il secondo 150 ha ad Amendolara-Cs), nonché titolari della ‘La Valle Verde srl’ che costruisce seminatrici su sodo a marchio “Laseminasodo”, denunciano la «storica» assenza di attenzione delle Regioni centro-meridionali verso una tecnica colturale da tempo consolidata.

«La semina su sodo è una realtà operativa a livello mondiale e anche in Italia gli agricoltori la praticano e le Università la studiano – sottolinea Giglio – . Evitando di lavorare il terreno e di consumare gasolio, riduce l’erosione e diminuisce l’emissione di anidride carbonica. Quale tecnica di gestione del terreno è più ecocompatibile di questa? Fanno bene le Regioni del Centro-Nord, dove peraltro le rese unitarie sono più alte che al Sud, a incentivarla, a ulteriore vantaggio degli agricoltori».

Anche agli agricoltori meridionali farebbe comodo un adeguato incentivo, aggiunge Leone, «soprattutto se si tiene contro che da noi le rese sono più basse che al Nord e il prezzo del grano duro è crollato a 13-15 €/q, tale da non riuscire quasi più neanche a coprire i costi. Così si potrebbe garantire un futuro sicuro ed ecocompatibile a una coltura importante per il Mezzogiorno ma che rischia di essere ridimensionata perché non più remunerativa».

La richiesta di incentivi sul sodo ha tanto più ragion d’essere, sostiene Giglio, «se si considera che Puglia, Campania, Sicilia, Calabria e Basilicata sono a forte rischio di disimpegno di oltre 800 milioni di euro dei Psr, se non vengono spesi entro la fine del 2010. Perché non destinarli a chi pratica la semina su sodo? È perciò auspicabile che gli agricoltori chiedano alle loro organizzazioni di fare pressione sulle Regioni affinché incentivino a seminare su sodo».


Pubblica un commento