Agronomi: il nuovo identikit professionale

Tracciato al Convegno al convegno Conaf in Calabria
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C’è stata molta ufficialità e anche una buona coreografia nella tre giorni di Reggio Calabria, che ha ospitato il XII Congresso nazionale dei Dottori agronomi e forestali, degna manifestazione per festeggiare gli 80 anni del Consiglio nazionale. Ma anche molta sostanza nell’affrontare i temi per lo sviluppo futuro della categoria, il cui perimetro professionale si è andato via via allargando in parallelo con il nuovo ruolo dello stesso settore di riferimento: l’agricoltura, non più semplice produttrice di bene, ma anche di servizi all’intera collettività. L’agricoltura multifunzionale.

Dopo sei anni dall’ultimo congresso, 250 dottori agronomi e forestali (tra delegati e iscritti dei 92 Ordini provinciali) sono quindi tornati a discutere sul futuro della loro professione, una professione profondamente evoluta negli ultimi anni, su temi centrali quale la formazione, la sicurezza e qualità alimentare, il credito alle imprese e il paesaggio.

Molti i risultati ottenuti dal Consiglio nazionale: il primo è sicuramente l’essere riuscito a ricompattare la categoria intorno agli argomenti cardine della professione. Altro traguardo, aver guadagnato l’attenzione della società civile e dei mass media su alcune iniziative che riguardano il rapporto tra professione e società. Tra queste figura il protocollo d’intesa fra la Prefettura di Reggio Calabria e il Consiglio dell’Ordine nazionale per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata (si veda anche «Agrisole» n. 26/2009). La firma, apposta dal Prefetto di Reggio Calabria, Francesco Musolino, e il presidente del Conaf, Andrea Sisti, è avvenuta due giorni dopo che il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, aveva autorizzato l’accordo, avviando un progetto pilota unico in Italia nel suo genere.

In apertura il presidente Conaf, Andrea Sisti, aveva detto: «Vogliamo discutere di una professione che negli anni ha aumentato il proprio ruolo nei confronti dei consumatori, dell’ambiente e del territorio e, più in generale, della società. Oggi gli agronomi si occupano di certificazione degli alimenti, di pianificazione ambientale e di salute pubblica. Tanti e delicati ruoli che meritano una formazione e un riconoscimento adeguati ai tempi».

Raccogliendo l’invito del presidente, dopo tre intense giornate di lavoro, l’assemblea ha quindi approvato i documenti finali per ogni tesi congressuale e un documento di sintesi, documenti che saranno sottoposti all’attenzione anche della società civile, degli attori interessati dalle molteplici attività della categoria e delle istituzioni.

Gli iscritti all’Ordine sono 21mila, di cui oltre 18mila sono dottori agronomi e poco meno di 3mila sono i dottori forestali. In netta prevalenza gli uomini (quasi 17mila) rispetto alle donne (4mila).


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