AGROFARMACI: Registrazioni, corsa contro il tempo

Attivate convenzioni con centri di ricerca per accelerare le valutazioni dei formulati
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Balzo in avanti dell’Italia per superare il poco invidiabile record di lentezza nell’autorizzazione dei nuovi agrofarmaci.
Il ministero della Salute, grazie all’impulso del direttore generale Silvio Borrello, ha recentemente sbloccato i lavori della Commissione tecnica consultiva prodotti fitosanitari grazie all’attivazione di convenzioni con i più importanti centri di ricerca italiani per la valutazione dei dossier registrativi dei formulati.
Uno di questi centri è l’Icps (International centre for pesticides and health risk prevention), struttura complessa dell’Azienda ospedaliera Luigi Sacco, terzo polo universitario della città di Milano, che in occasione delle celebrazioni per i 20 anni di attività ha organizzato un convegno e una tavola rotonda su questo tema.
Il 2011 sarà l’anno del passaggio dalla vecchia Dir. 91/414, che ha governato il sistema delle autorizzazioni all’immissione di commercio degli agrofarmaci in Europa negli ultimi 20 anni, al nuovo Reg. 1107/2009, che introduce alcuni elementi più restrittivi e un ruolo più articolato (ma anche nuovi vincoli) per le autorità autorizzative.
Il rush finale della Dir. 91/414 rischia però d’ingolfare il nuovo meccanismo autorizzativo ancor prima del via, che arriverà il prossimo giugno.
Attualmente sono 252 i formulati da valutare in Italia per il loro inserimento nell’all. 3 della Direttiva e sono ancora 50 le sostanze attive da valutare per l’inserimento in all.I (l’elenco è a pag. 28 dell’Informatore Fitopatologico uscito con Terra e Vita 46).
La stretta collaborazione con centri d’eccellenza come l’Icps può alleggerire il ministero nel compito di valutazione, ma il nuovo Regolamento comporta anche un deciso aumento degli adempimenti burocratici.
Il mutuo riconoscimento imporrà infatti un dialogo continuo tra le istituzioni della stessa fascia climatica.
La suddivisione delle sostanze attive in 4 categorie di rischio renderà obbligatoria, per ogni Stato membro, la valutazione comparativa del rischio per le sostanze “candidate alla sostituzione”.
La registrazione dei formulati commerciali dovrà arrivare entro 4 anni. «L’informatizzazione delle procedure informa Borrello , anche attraverso l’attivazione di una casella email dedicata allo scambio di informazioni con i titolari delle registrazioni, consentirà di velocizzare l’iter autorizzativo».
Per Borrello il nuovo corso europeo trae spunto proprio da come è organizzato in Italia il sistema di valutazione. «Lo slogan “sicurezza dal campo alla tavola”stigmatizza l’abbiamo inventato noi: l’ottimo lavoro compiuto è testimoniato dal più basso livello nell’Ue di prodotti agricoli (circa l’1%) con residui oltre il limite». «Il nuovo pacchetto fitosanitario Ueosserva Carlo Zaghi del ministero dell’Ambiente introduce anche l’opportunità di qualificare gli operatori sul tema dell’utilizzo sostenibile degli agrofarmaci. In questo senso il settore pubblico dovrebbe riacquisire un ruolo adeguato nell’assistenza tecnica agli operatori». «L’impegno dell’industriatestimonia Luigi Radaelli, presidente di Agrofarma è testimoniato dal fatto che due terzi circa degli investimenti necessari oggi per le registrazioni (saliti a circa 250 milioni di $) sono dedicati agli studi di ecotossicologia».
Investimenti che meritano certezze nei tempi e nelle regole di registrazione.
Dopo la perdita di un terzo dell’arsenale fitosanitario europeo, ulteriori ritardi nell’utilizzo dei prodotti più recenti e innovativi sarebbe solo una beffa per i nostri produttori.

 


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