Agricoltori attivi, si stringe il cerchio

Incontro Catania-De Castro: il Parlamento Ue non voterà nessuna riforma senza garanzie sui fondi
Agrisole_10_48_Pac.jpg

Si stringe il cerchio sugli «agricoltori attivi ». Il ministero sta lavorando infatti sulla proposta firmata da tutte le associazioni agricole che chiede a Bruxelles di demandare la scelta sui criteri per definire i beneficiari degli aiuti Pac ai singoli Stati membri. Il ministro delle Politiche agricole, Mario Catania, dopo aver consegnato il documento al commissario all’Agricoltura Ue, Dacian Ciolos, ha sottolineato, durante un incontro al ministero con il presidente della commissione Agricoltura dell’Europarlamento, Paolo De Castro, la percorribilità della proposta delle associazioni agricole italiane. «Intanto – ha ricordato il ministro – dobbiamo tener presente che la proposta già prevede la possibilità per gli Stati membri di fissare ulteriori requisiti».
Il riferimento è al secondo comma dell’articolo sugli agricoltori attivi, dopo la previsione di escludere dal sistema i beneficiari il cui importo non copre almeno il 5% del reddito extra-agricolo complessivo. I partner potranno infatti indicare quali sono i requisiti minimi di produzione agricola necessari perché un determinato terreno possa accedere al premio Ue.
La proposta delle associazioni rappresenta una sorta di delega per lo Stato membro nella scelta dei beneficiari, ma non in bianco. Il documento comune specifica infatti che gli aiuti dovrebbero essere riservati «prioritariamente» agli imprenditori agricoli professionali (si veda «Agrisole» n. 45/2011). Anche secondo De Castro si tratta di una strada percorribile: «Io penso che la Commissione manterrà il primo criterio che mette in rapporto il premio Ue con il reddito extraagricolo, ma potrebbe concedere agli Stati membri la possibilità di definire altri e più stringenti criteri, magari da concordare preventivamente con Bruxelles».
Intanto il vertice Catania- De Castro, dopo l’incontro con il commissario Ciolos (primo appuntamento di una lunga agenda che porterà il neo-ministro alla ricerca di alleanze in Europa e a un ampio confronto interno con Regioni e associazioni) è stata l’occasione per evidenziare nuovamente la debolezza delle proposte dell’Esecutivo Ue: «La Pac deve tornare a focalizzarsi sulle esigenze delle imprese, tanto più in uno scenario dominato dall’incertezza e dalla volatilità dei prezzi in cui i margini di guadagno del settore nei confronti dell’industria e della grande distribuzione tendono a ridursi ulteriormente », ha detto Catania.
La proposta attuale «non appare all’altezza delle sfide che il settore deve affrontare » oltre a essere, secondo il neo-ministro «riduttiva, con un taglio assistenziale, funzionale alle rendite fondiarie e non alla competitività delle imprese».
Da parte sua De Castro ha garantito nuovamente che «il Parlamento europeo non chiuderà nessun accordo sulla riforma Pac senza certezze sull’ammontare delle risorse». Nel merito, «servono correttivi sulla parte che riguarda le misure di gestione dei mercati, di fondamentale importanza nel nuovo scenario ma trascurata dalla Commissione. Dobbiamo studiare delle soluzioni: incentivi alle polizze, stoccaggio privato e altri strumenti flessibili per affrontare le sempre più ricorrenti crisi dei mercati.
Tutto questo è relegato dalla Commissione in alcune misure dello sviluppo rurale. Troppo poco». La battaglia sui fondi potrebbe invece essere più difficile del previsto: «Tutti noi stiamo facendo i conti con delle proposte della Commissione che potrebbero benissimo essere modificate al ribasso nei numeri». Con l’aria che tira in Europa difendere il bilancio agricolo attuale appare sempre più un’impresa impossibile. E l’Italia, ha ricordato Catania, «sconta già una forbice troppo elevata nella contribuzione netta al bilancio europeo ».


Pubblica un commento