Tappo antirabbocco, ancora troppe irregolarità

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I risultati della campagna di controllo della Forestale in numerosi esercizi della Toscana

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Trovate quasi 400 bottiglie d’olio irregolari, elevate sanzioni amministrative per 26.100 € e 49 diffide. Questo il bilancio della campagna di controllo sull’uso del ‘tappo antirabbocco’ – previsto per legge nelle confezioni di olio extravergine di oliva usate nei locali pubblici – condotta dal corpo forestale dello Stato in tutta la Toscana.

Su 234 esercizi controllati, in 63 casi (il 27% del totale) sono state riscontrate irregolarità relative all’utilizzo dello speciale tappo in grado di garantire la tracciabilità dell’olio. Tra i locali controllati, 173 ristoranti e 37 alberghi, oltre a 24 tra agriturismi, stabilimenti balneari e termali. «Talvolta – si legge in una nota diffusa dalla Forestale – è stato verificato che in alcuni ristoranti continuano ad essere  proposte ai clienti oliere anonime, o confezioni etichettate e sigillate con tappi convenzionali, ma che presentano evidenti segni di reiterato riutilizzo. Inoltre risultano presenti sul mercato ‘tappi antirabbocco’ di varia tipologia costruttiva e taluni di essi, benché dichiarati conformi alla normativa vigente dalla ditta produttrice, in realtà non presentano i requisiti di legge, in quanto risultano facilmente sostituibili manualmente con altri dello stesso tipo senza che ne sia manomessa l’integrità».

«Non siamo sorpresi dell’esito dei controlli – ha dichiarato Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana -. Una bottiglia su tre che non rispetta il provvedimento è sicuramente un bilancio pesante e sta a significare che la legge, in vigore da un anno per tutelare il consumatore, sia stata presa sottogamba dagli operatori. E rispetto a quanto erroneamente dichiarato da qualcuno, non si tratta di ‘un intoppo burocratico’ ma ritengo giusto che chi va al ristorante debba avere la garanzia che il prodotto letto sull’etichetta corrisponda effettivamente a quanto è presente all’interno della bottiglia. In questo modo  non si tutela solo il consumatore ma anche il produttore stesso che con quella bottiglia racconta la sua attività».