Sviluppo sostenibile. Agricoltura al centro

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L’Onu traccia gli obiettivi economici e ambientali post 2015. E l’Europa?

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Ottavo Forum for the future of agriculture a Bruxelles, quanto futuro c’è già in campo? Il 2015 è un anno chiave. L’Onu rilancia infatti gli impegni di sviluppo sostenibile e mette l’agricoltura al centro. Gli obiettivi ambientali ed economici fissati a partire dal Summit per la terra di Rio de Janeiro del 1992 segnano infatti il passo. A New York dal 25 al 27 settembre si terrà l’incontro al vertice per definire l’agenda per lo sviluppo sostenibile post 2015 e nella capitale belga Amina Mohamed, special advisor dell’Onu, anticipa che «nei nuovi obiettivi di sviluppo l’agricoltura sostenibile svolgerà un ruolo determinante per raggiungere il duplice traguardo di debellare la povertà estrema e contrastare i cambiamenti climatici attraverso modelli sostenibili di sviluppo rurale». Un progetto ambizioso da realizzare entro il 2030. Due impegni, quello di aumentare la produttività e di preservare l’ambiente, che finora in Europa sono stati divergenti. «In questi tempi di crisi – evidenzia Janez Potočnik, nuovo chairman di Ffa – occorre lavorare insieme per trovare nuove strade per incrementare sia le rese che la protezione dell’ecosistema e della biodiversità». «La chiave è l’innovazione – ribadisce Phil Hogan, Commissario europeo all’agricoltura – in quanto consente di migliorare l’efficienza d’uso delle risorse, adattandosi al cambiamento climatico e migliorando la competitività e la sicurezza alimentare». Hogan si trova oggi a gestire una politica agricola comunitaria che presenta parecchie criticità in questo senso e il Forum annuale Ffa è un’iniziativa sviluppata da Elo, l’Associazione europea dei proprietari terrieri e da Syngenta proprio in risposta alla messa in opera nel nostro continente di politiche di vecchio stampo, impermeabili alle sfide di sfamare una popolazione mondiale in veloce crescita senza incidere sulle risorse non rinnovabili. «L’innovazione è cruciale – afferma Thierry de l’Escaille, segretario generale di Elo –. Come farmer abbiamo bisogno di maggiori possibilità di accesso ai mezzi produttivi più innovativi, alle nuove pratiche e a nuovi modi di pensare». Per de L’Escaille l’Europa non può chiamarsi fuori dall’obiettivo di costruire economie rurali più forti, inclusive e resilienti e per riuscirci occorre trovare nuove strade di collaborazione con tutti gli attori della filiera, comprese le associazioni non governative che oggi sono in grado di incidere sulle scelte del consumatore.