SVILUPPO RURALE. Psr, ancora 823 milioni al traguardo

A fine anno la verifica sul disimpegno – Sprint della Sardegna
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Avanti piano, in vista della scadenza del 31 dicembre prossimo quando scatterà, per la prima volta dopo deroghe e ritardi, l’applicazione della regola sul disimpegno automatico. Quella che come noto prevede che i fondi non spesi entro due anni di tempo dallo stanziamento tornino automaticamente nelle casse di Bruxelles. Da spendere restano, tra fondi comunitari e nazionali, poco più di 820 milioni. Di questi, 468 milioni sono garantiti da Bruxelles.

Agrisole n.32-33/2010 - tab Psr(clicca per ingrandire)

Sono le indicazioni che emergono dall’aggiornamento al 31 luglio dei dati della Rete rurale del ministero delle Politiche agricole in collaborazione con Agea (dopo le anticipazioni di «Agrisole» sulla spesa di metà percorso) che indicano nel solo mese di luglio un avanzamento della spesa di 133 milioni.

Così, se a fine giugno la spesa era ferma al 14,88% (20,72% la media Ue) del budget 2007-13 (oltre 17,6 miliardi tra fondi comunitari e nazionali), nell’ultimo mese ha raggiunto il 15,7%, grazie soprattutto allo scatto della Sardegna che ha sbloccato pagamenti per 61 milioni («a settembre ci aspettiamo risposte simili anche da altre Regioni in ritardo», dice il ministro delle Politiche agricole, Giancarlo Galan).

Non una grande performance, comunque, visto che più di tre anni anni e mezzo sono passati dall’avvio della nuova programmazione, anche se tra ritardi e difficoltà non sempre interamente imputabili alle Regioni italiane. Le cause andrebbero infatti ricercate anche nella complessità della nuova normativa che ha imposto faticosi negoziati con la Commissione europea per l’approvazione dei singoli piani. Tanto è vero che a Bruxelles si sta anche pensando di trasferire le misure contenute negli assi 3 (diversificazione e qualità della vita) e 4 (progetti Leader) nell’ambito di altri fondi strutturali europei.

Al di là della qualità della spesa dei singoli piani di sviluppo rurale, è però inevitabile che le attenzioni di quasi tutte le regioni italiane siano ora concentrate sulla necessità di non perdere fondi in un momento di profonda crisi in cui il governo chiede anche pesanti sacrifici alla spesa delle Regioni.

Il dato sull’avanzamento complessivo della spesa non può essere ritenuto soddisfacente, come dei 133 milioni spesi a luglio «ben 111 milioni sono stati erogati dalle Regioni che non hanno ancora raggiunto l’obiettivo minimo di spesa fissato dalla Commissione per evitare il disimpegno entro il 31 dicembre».

Le più a rischio sono sempre le Regioni del Sud: la Puglia ha erogato solo il 6,3% dei fondi disponibili e deve spendere ancora 216 milioni. Male anche Campania, Calabria e Sicilia. Mentre tra le Regioni virtuose che hanno già raggiunto gli obiettivi di spesa rientrano Friuli Venezia Giulia, Liguria, Lombardia, Marche, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta e Veneto, oltre alle province autonome di Trento e Bolzano.

Per il ministro Galan «i risultati ottenuti sono frutto della decisione del ministero di rafforzare l’assistenza tecnica presso le Regioni, così da semplificare le procedure di pagamento che coinvolgono Autorità di gestione dei Psr e Organismi pagatori. Abbiamo incontrato – spiega il ministro – l’Associazione nazionale tra le imprese assicuratrici (Ania) e l’Associazione bancaria italiana (Abi), allo scopo di superare ogni genere di incomprensione, causa di rallentamento a danno delle imprese agricole per l’accesso al credito e il rilascio delle garanzie fideiussorie per gli anticipi su investimenti».


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