Susino, quasi tutto cino-giapponese

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In aumento le superfici dopo la crisi delle pesche

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Il panorama varietale del susino in Campania è cambiato nell’ultimo decennio; le due varietà che predominavano, Sorriso di Primavera e Shiro (sinonimo Goccia d’Oro), destinate anche al mercato estero, sono state sostituite da diverse nuove cultivar che stanno riscuotendo grande successo poiché hanno evidenziato un ottimo adattamento agli ambienti regionali, con produzioni eccellenti, sia per quantità che per qualità.
La coltura del susino della Campania nella graduatoria italiana occupa il secondo posto dopo l’Emilia-Romagna, ma è al primo posto per strutture operanti nel settore della trasformazione.
“Nel Progetto Liste di Orientamento Varietale dei Fruttiferi, ora CONVAR, curato dal Crea”, ci riferisce Antonio De Luca dell’Unità di Ricerca in frutticoltura d Caserta, “si evidenzia un dato molto importante: alcune cultivar di susine nelle aree insulari e meridionali danno risultati migliori rispetto al altre zone produttive”.
Il susino, dopo un periodo non molto roseo, in cui le superfici sono diminuite, sta nuovamente riscuotendo l’interesse dei frutticoltori per il buon andamento del mercato che apprezza le produzioni campane. L’annata 2015 è stata ottima per i prezzi spuntati anche perché la produzione, complice l’andamento climatico sfavorevole (pioggia e umidità elevata) primaverile, è stata scarsa. “Nel 2016, invece”, ci riferisce Enrico D’Aniello, presidente della Cooperativa Ortofrutticola Lanzi, i cui soci coltivano circa 80 ettari di susino nella provincia di Caserta (tra 20 e 25 mila quintali/anno di prodotto), “si è verificata un’allegagione eccezionale, con produzioni molto al di sopra della media. L’andamento dei prezzi si è mantenuto buono per le varietà scure (nere e rosse), mentre per le gialle, in particolare TC Sun (varietà assai diffusa in regione), dopo un primo periodo favorevole si è assistito ad un crollo della domanda a partire da metà agosto”.
Tenuto conto che la coltivazione del susino in impianti specializzati è concentrata soprattutto nel casertano e nel salernitano (anche in coltura protetta), in aree particolarmente vocate, la campagna di commercializzazione si è aperta ottimamente nella prima decade di giugno con le cultivar precoci e man mano è migliorata, salvo alcune eccezioni, con le altre fino alle più tardive.

Leggi l’articolo completo su Frutticoltura n. 11/2016 L’Edicola di Frutticoltura