Sul susino persiste la Cydia funebrana

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L’estate del 2015 è stata contrassegnata dalla presenza e dai danni provocati ai fruttiferi dalle nuove specie fitofaghe importate: la Drosophila (Drosophila suzukii) e la Cimice asiatica (Halyomorpha halys). Mentre aumentava la presenza di queste nuove specie, in contemporanea, sui fruttiferi sono calate le presenze dei lepidotteri tortricidi, tradizionali nemici della nostra frutticoltura.

Più insetti alieni, meno “nostrani”

Globalmente, infatti, si sono avuti pochi problemi dovuti agli attacchi di Carpocapsa (Cydia pomonella) sulle pomacee, c’è stata la quasi scomparsa delle popolazioni di Cydia molesta sia su pesco che sulle pomacee, e sono praticamente annullate le popolazioni dei ricamatori (Pandemis cerasana e altri). L’unica specie che resiste ai livelli tradizionali di presenza e di dannosità è la Cydia funebrana del susino.

Questo lepidottero, originario del Centro-Europa, attacca i frutti di susino domestico e selvatico e, occasionalmente, anche quelli di altre drupacee come albicocco, ciliegio acido e dolce e pesco.

Gli adulti sono farfalline brune con un’apertura alare di 13-15 millimetri, assai simili dal punto di vista della morfologia a Cydia molesta. Nei nostri ambienti C. funebrana compie tre generazioni annuali, da aprile a settembre, e sverna come larva matura in un bozzolo di seta nei ripari della corteccia o nel terreno. I voli degli adulti e gli accoppiamenti avvengono nelle prime ore del mattino e, ogni femmina, depone alcune decine di uova, generalmente isolate, sull’epidermide dei frutti. In funzione della temperatura l’incubazione dura da qualche giorno a oltre due settimane.

 

I danni sui frutti

Dopo un breve periodo di vagabondaggio le larve neonate scavano una galleria nella polpa dei frutti in fase di accrescimento provocandone la cascola. Le gallerie scavate nei frutti vengono tappezzate di escrementi e rosure che rappresentano i residui dell’attività trofica delle larve. I frutti colpiti in uno stadio di sviluppo avanzato presentano la polpa meno consistente e una colorazione più scura. II frutto si deforma lievemente e può essere soggetto a marciumi fungini da Monilia. A maturità le larve escono dai frutti e si incrisalidano dentro un bozzolo tessuto nella corteccia o nel terreno.