Substrati, errori da evitare

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Rispetto al terreno si ottengono rese e qualità superiori. “Gettonata” la fibra di cocco

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L’Italia, nonostante sia stata tra le prime nazioni a sperimentare impianti e sistemi fuori suolo, non ha visto finora una grande diffusione del settore. Abbiamo assistito spesso a una somma incredibile di fallimenti, a errori di tecnica (ad es. incapacità di calcolare, preparare e somministrare le soluzioni nutritive), ma anche a difficoltà nel collocare il fuori suolo nella propria realtà aziendale. In Paesi leader quali l’Olanda, dove gli agricoltori raggiungono le massime rese mondiali nelle colture protette, quasi nessuno si è mai occupato di analizzare per conto suo un substrato, né di formulare soluzioni nutritive. Analisi e consigli sono forniti gratuitamente da istituti pubblici e privati, mentre in serra l’unica cosa che l’imprenditore olandese sa è che ogni due settimane il capo-serra preleva campioni di soluzioni o substrato, li invia a laboratori o consulenti specializzati e, a costi assolutamente irrisori, ottiene di ritorno in uno-due giorni, sia le analisi, sia le formule ricalcolate e adattate al substrato, alla varietà coltivata e alla fase fenologica.

 Italia fai da te

L’Italia, al contrario, è stata spesso, inspiegabilmente, il mondo del “fai da te”, con le ovvie tragiche conseguenze. Spesso hanno fatto la loro parte anche alcuni tecnici poco competenti della materia, ma oggi il problema appare superato. Se poi paragoniamo i costi di un servizio di analisi o consulenza professionali ai danni che genera l’uso approssimativo del fuori suolo, ecco che l’incidenza sui costi aziendali è davvero meno che irrisoria. Per chi volesse approfondire, sono disponibili in abbondanza manuali, corsi, software di calcolo, tecnici preparati: non ci sono più scuse per un uso corretto delle colture in substrato in Italia, anche in serre “povere”. Negli ultimi anni, soprattutto per i limiti sempre più stringenti all’uso di geodisinfestanti, la tendenza si sta invertendo, anche se un vero e proprio boom non si è ancora verificato, come avvenuto in Spagna, Turchia, Marocco.  

Leggi l’articolo completo di Paolo Battistel su Terra e Vita n. 21/2015