Subirrigazione in canaletta e modulazione dei nutrienti

foto-4_fuori-suolo_-533x400.jpg

L’impianto assicura un flusso unidirezionale con assorbimento per capillarità, mentre la soluzione in eccesso viene recuperata

L’articolo Subirrigazione in canaletta e modulazione dei nutrienti è un contenuto originale di Colture Protette.

La tendenza verso processi produttivi non inquinanti, tradotta in leggi e regolamenti dai governi, richiede una gestione delle colture protette mediterranee fertirrigate (in suolo e fuori suolo) idonea a ridurre l’impatto ambientale delle soluzioni nutritive reflue, sull’esempio dell’Olanda e di altri Paesi del nord Europa.
«Nelle coltivazioni fuori suolo su substrato – ci riferisce Accursio Venezia, del Centro di ricerca per l’orticoltura del Crea di Pontecagnano (Sa) – si usa l’irrigazione a goccia ma la variabilità di erogazione tra i punti goccia e di assorbimento da parte delle piante rendono necessario drenare almeno un quarto della soluzione nutritiva per prevenire l’accumulo di sali nel substrato, con conseguenti riflessi negativi sull’ambiente quando la soluzione viene eliminata».
Una possibile soluzione, per ridurre l’impatto ambientale dovuto all’allontanamento dell’acqua in eccesso, è rappresentata dal sistema chiuso di fertirrigazione nelle colture “fuori suolo”.
Nel sistema chiuso – continua Venezia – si raggiunge un equilibrio tra somministrazione e assorbimento, purché le perdite di acqua siano solo per traspirazione. Se l’acqua contiene elementi in concentrazione maggiore di quella necessaria alle piante, tali elementi si lasciano accumulare fino alla concentrazione massima accettabile per minimizzare il rilascio del drenato».
La raccolta, l’analisi e la necessaria disinfezione della soluzione nutritiva drenata consentono di riutilizzarla, chiudendo il sistema.
«In passato – spiega Venezia – sono stati condotti studi sull’impiego della subirrigazione in fuori suolo adottando livelli di concentrazione della soluzione nutritiva e modalità di gestione dell’irrigazione basati sulla pratica dell’irrigazione a goccia, con l’obiettivo di minimizzare il rilascio di nutrienti nell’ambiente e di ridurre il rischio di malattie, tollerando un certo accumulo di sali che, però, comportano cali di produzione e moderato miglioramento della qualità dei frutti».
Una soluzione diversa sperimentata presso il Centro di ricerca per l’orticoltura del Crea di Pontecagnano (Sa) ha riguardato lo studio di un sistema di subirrigazione in canaletta adattato alle specie orticole. L’impianto assicura un flusso unidirezionale della soluzione nutritiva attraverso l’assorbimento per capillarità dal substrato in vaso, ottenibile mediante regolazione della sua concentrazione, durata e frequenza delle irrigazioni.

Leggi l’articolo completo su Colture Protette n. 10/2016  L’Edicola di Colture Protette