Strip tiller, un’offerta sempre più ampia

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Aumenta il numero di costruttori
che propongono questa attrezzatura

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Definito come compromesso tra sodo e minima lavorazione, lo strip tillage ormai non è più una novità tra le tecniche agronomiche, anche se è in fase di continua evoluzione testimoniata dall’arrivo di nuove attrezzature progettate e costruite appositamente per questa tipologia di lavorazione. Certamente si tratta di una tecnica che va nella direzione indicata anche dalla nuova Pac di aumentare la produttività con minori impatti sull’ambiente.

Per lo strip till occorre dunque usare attrezzature appositamente progettate. Vediamo allora come si sono mossi fino a oggi i costruttori di queste macchine.

Kuhn Striger



Lavorare il terreno a fasce, con netto anticipo rispetto alla semina: è questo il concetto adottato da Kuhn, nell’ambito delle tecniche colturali semplificate, per assicurare uno sviluppo ottimale delle colture primaverili nel pieno rispetto dell’ambiente e del terreno. Una tecnica decisamente all’avanguardia, basata sull’impiego di Striger, un coltivatore pieghevole, presentato già nel 2011, disponibile nelle versioni a 6, 8, 9 e 12 file.

Lo Striger è disponibile in diversi modelli a telaio fisso o pieghevole, con una larghezza di lavoro variabile da 3 a 6,0 metri, numero di file da 4 a 12 in relazione alla distanze tra le file, che può essere da 45 a 80 cm. L’attrezzatura si compone di diversi utensili di lavoro, tutti montati su molle e tutti regolabili, che operano in successione: un disco di apertura prepara il passaggio dell’ancora, seguito da uno “spargiresidui” a stella, un’ancora, due dischi ondulati e, infine, una ruota di rincalzo. L’ancora, munita di una protezione, opera a profondità comprese fra 0 e 30 cm. Su richiesta è, inoltre disponibile, il “kit di fertilizzazione”, in grado di collocare il concime a una profondità costante per fertilizzare in profondità o in superficie (concimazione starter). Una volta preparato il terreno con lo Striger e lasciato asciugare, Kuhn propone la seminatrice di precisione Maxima 2, caratterizzata da un assolcatore a doppio disco e controllo della profondità di semina con coppia di ruote in gomma, idonea, per la sua capacità di adattamento alle condizioni di terreno (sodo, minima, lavorato), a operare nello strip tillage.

Kverneland Kultistrip



Il Kultistrip di Kverneland, lanciato nel 2013, lavora preparando il suolo solo nei punti dove la coltivazione dovrà crescere. In base alla larghezza della fila desiderata, dichiara Kverneland, fino al 70% della superficie del campo non verrà lavorato. Il Kultistrip è particolarmente facile da utilizzare, perché tutte le impostazioni possono essere regolate senza ulteriori attrezzi, e la manutenzione richiesta è minima. Una peculiarità è la regolazione indipendente del distributore di concime e dei vomeri rompizolla. Ciò significa che si può variare la profondità di lavoro mantenendo invariato il posizionamento del fertilizzante, o, in alternativa, cambiare il livello di distribuzione di fertilizzante senza variare la profondità di lavoro.

Kultistrip può lavorare a 45-90 cm di larghezza tra le file, a 10-12 km/h di velocità e a 0-20 cm di profondità di posizionamento del concime.

Punti di forza dello strip tillage secondo Kverneland sono: miglioramento della capacità del terreno di assorbire acqua e sostanze nutritive; formazione di un letto di semina privo di residui e morbido fino in profondità, che assicura un’emergenza rapida e la formazione di radici fino in profondità; possibilità in una passata sola di distribuire anche il fertilizzante dove la coltivazione lo necessita; il terreno rimane ben lavorabile anche nelle condizioni atmosferiche più difficili. In questo modo la semina può essere effettuata prima, rendendo il lavoro più semplice e veloce.

MaAg Combi Strip



Il Combi Strip, presentato da MaAg nel 2012, presenta alcuni utensili disposti in serie che lavorano secondo questa sequenza di operazioni: pulizia della striscia con taglio dei residui organici, apertura e lavorazione del solco senza inversione degli strati a profondità variabile in funzione dell’utensile montato, affinamento o confinamento finale. La macchina, durante la lavorazione, se dotata di organi accessori, può eseguire l’iniezione nel solco di concime. La preparazione del letto di semina è realizzata tramite l’associazione di dischi uncinati, ondulati o lisci assieme ad ancore assolcatrici e rulli di affinamento e confinamento di varia conformazione.

Elemento fondamentale dell’attrezzo è la “singola unità a parallelogramma”. Come per altre attrezzature agricole (es. seminatrici a file e sarchiatrici) per garantire un lavoro ottimale della fila MaAg ha deciso di montare tutti gli elementi lavoranti su “parallelogrammi” indipendenti e completamente regolabili che meglio si adattano alle condizioni del terreno e non risentono, se non in modo marginale, dell’assetto della macchina. Ogni unità lavora grazie al suo peso e a un “precarico” che viene conferito all’elemento mediante due molle di trazione regolabili. Esso è composto da: coppia di dischi uncinati per la pulizia della striscia dal residuo presente; disco taglia residui ed apri solco; ancora di lavoro con utensile di penetrazione e, se previsto, eventuale kit di per il deposito del fertilizzante; dischi di lavoro e contenimento; rullo di affinamento o costipamento finale.

Di base, la lavorazione realizza una striscia di circa 10 cm massimo 25 cm di larghezza, per una profondità che partendo da 0 cm non supera usualmente 20 cm, ma cambiando utensile si possono raggiungere anche 30 cm. Il Combi Strip è disponibile in diverse dimensioni: 4 file con telaio fisso, oppure 6-8-12 file con telaio pieghevole idraulico per il trasporto stradale, per larghezze di lavoro da 2,50 a 6,00 m. La potenza media assorbita dalla singola unità “Strip” è di circa 25 cv per potenze variabili da 100 cv per attrezzi a 4 file a oltre 200 cv per le 12 file.

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PARTICOLARITA’


Segnaliamo due particolarità in ambito strip till anche se non disponibili (almeno per ora) sul mercato italiano.    


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La prima è un concetto di seminatrice Väderstad (Spirit C Strip Drill, foto a sinistra) che integra i denti da strip tillage, che smuovono il terreno a 30 cm di profondità, con la concimazione, dopo di che il seme viene depositato.


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La seconda è il Nutri-Tiller della Case IH (5130, versione portata a 6 o 8 file, foto a destra, e 950, versione trainata, a 8, 12, 16 o 24 file) che consente anche la concimazione in profondità.



Maschio Zebra



Zebra, presentata da Maschio Gaspardo ormai 3 anni fa, compie la lavorazione del terreno per fasce larghe 25 cm, limitando la lavorazione a una profondità com presa fra 12 e 25 cm. Gli organi lavoranti sono collegati al telaio mediante un parallelogramma articolato costruito in fusione d’acciaio, munito in sequenza di: un disco dentato, equipaggiato con ruote che limitano la profondità, che esegue il taglio del residuo colturale e una prima incisione del terreno; due dischi a stella inclinati che sgomberano la superficie dal residuo colturale trasferendolo nella porzione non lavorata; da un’ancoretta che esegue la lavorazione del terreno e localizza il fertilizzante; due dischi concavi, dentati e inclinati che provvedono al pareggiamento del suolo; un rullo gabbia bombato che contribuisce al pareggiamento e assesta il terreno mantenendolo leggermente rialzato al centro della striscia lavorata. A questo intervento, meglio se eseguito in autunno, ma che può essere realizzato anche prima della semina, segue la semina vera e propria di mais o altre colture a file spaziate. L’ideale completamento di Zebra, consiglia il gruppo veneto, è quindi la seminatrice di precisione Renata, capace di affrontare condizioni di lavoro molto diverse. Infatti, nel caso d’intervento eseguito dopo l’inverno, la preparazione del terreno non è ottimale e richiede l’uso di seminatrici per minima lavorazione.

Zebra, nella versione a 8 file, è dotata di due tramogge della capacità di 1.000 litri ciascuna. Il distributore di fertilizzante consente di distribuire dosi comprese fra 50 e 700 kg/ha. Già disponibile con telaio fisso, Zebra viene proposta ora a 6 e a 8 file (per semine spaziate 70-75 cm) o a 9 e a 12 file (per semine spaziate 45-50 cm).

MOM Strip Hawk



Lo Strip Hawk delle Moretto Officine Meccaniche è uno dei primi strip tiller che è stato visto lavorare in Italia (nel 2012), una macchina efficiente che permette di unire in una sola fase l’aratura, l’estirpatura, la concimazione e l’erpicatura creando strisce equidistanti tra loro da 45 a 75 cm alla velocità media di 10km/h. Ogni elemento pesa circa 250 kg, assorbe dai 15 ai 25 cv di potenza ed è composto da: parallelogramma che consente all’elemento di seguire le irregolarità del suolo; dischi direzionali o ruote di profondità regolabili; disco taglia residui e superficialmente anche il terreno; stelle pulisci striscia dai residui colturali; utensile a coltello per lavorare il terreno; dischi di contenimento della terra e lavorazione superficiale; accessori per la rifinitura della striscia.

Con Strip Hawk, sostengono dalla Mom, si ha una semplificazione del parco macchine con riduzione dei costi di manutenzione e riparazione: aratro, estirpatore, erpice non servono più, con una riduzione dei tempi di lavoro pari al 30% rispetto alle lavorazioni tradizionali. Mediamente con questa macchina, riferisce Mom, si ha un risparmio di carburante del 60-70% sui costi delle lavorazioni. Strip Hawk consente di contenere i costi di produzione di circa il 40% rispettando il suolo e l’ambiente.

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LA TECNICA



Lo strip till prevede la lavorazione in banda dell’area interessata alla semina, da effettuarsi in un tempo antecedente alla deposizione del seme. La banda lavorata non deve avere dimensioni superiori a 10-15 cm di larghezza e 15 cm di profondità. Tra banda e banda il terreno viene lasciato a “sodo”, cioè con la presenza dei residui colturali in superficie.


Successivamente si semina con una normale seminatrice a dischi, volendo anche da sodo. Per non fare errori è fondamentale applicare allo strip till il sistema Gps dal momento che il percorso delle bande lavorate deve essere perfettamente diritto e, successivamente, la seminatrice deve centrare con esattezza la banda lavorata.


Qual è l’epoca ideale di applicazione dello strip till? Sui terreni pesanti è opportuno preparare le bande lavorate per la semina già in autunno ed eventualmente prevedere un secondo passaggio in primavera oppure applicare il diserbante totale e seminare. Con terreni più sciolti, lo strip till è da eseguire in prossimità delle semine, lasciando passare un paio di settimane per il riscaldamento del terreno.


Rispetto alla minima lavorazione eseguita su tutta la superficie, lo strip till opera solo sul 60-70% della superficie e quindi secondo i suoi “sostenitori” fa risparmiare gasolio e ore di lavoro.

Sfoggia Leonardo



La proposta di Sfoggia per lo strip tillage, Leonardo, è una delle più recenti lanciate sul mercato. Con Leonardo è possibile la lavorazione a fasce del terreno che, secondo Sfoggia, garantisce risultati ottimali in termini di: aumento del riscaldamento del terreno che anticipa la germinazione; conservazione della struttura del terreno grazie alla materia organica in superficie che ha effetto di preservare dall’umidità e facilita gli interventi in campo; la lavorazione in profondità facilita l’approfondimento dell’apparato radicale; minor percolazione dell’acqua piovana; riduzione dei costi di lavorazione anche grazie al minore utilizzo dei fertilizzanti perché localizzati in fila.

Disponibile nelle versioni da 4 a 12 file con interfila regolabile da 45 a 80 cm. Nell’elemento proposto da Sfoggia abbiamo un cilindro ad azoto di carico elemento, un disco di apertura solco in versione turbo a onde oppure dentato, doppi dischi di contenimento, uno spartiresidui stellare, un’ancora dissodatrice regolabile da 10 a 25 cm, un rullo dentato in ghisa e un rullo a gabbia (questi ultimi due per la preparazione superficiale).

Vogelsang XTill



Elaborata da Vogelsang e Amazone circa due anni orsono, l’XTill è un’attrezzatura originale e innovativa che permette di preparare i suoli in modo rapido ed economico, implementando simultaneamente due tecniche colturali sostenibili. Infatti, XTill esegue la lavorazione del terreno a strisce e il contemporaneo interramento di fertilizzanti organici liquidi (liquame zootecnico o digestato) all’interno delle fasce lavorate, collocandoli a una profondità compresa fra i 15 e i 20 cm, superiore a quella di semina. XTill lavora fasce di larghezza variabile fra i 20-25 e i 30 cm e con interasse di 70-75 cm (regolabile fino a 45 cm). L’intervento si esegue direttamente sulle stoppie o sui residui della coltura precedente o sulle cover crop opportunamente gestite. Infatti, ciascun elemento dell’attrezzatura, collegato al telaio mediante un parallelogramma articolato con regolazione idraulica della pressione, presenta, in genere, questa sequenza di utensili: in posizione anteriore un disco piatto (o dentato) e tagliente, dotato di limitatore di profondità, che esegue il taglio del residuo vegetale e del terreno; seguono una o due ruote a stella che spostano sui lati il residuo vegetale; quindi un’ancora che apre un solco (alla profondità desiderata) all’interno del quale è iniettato il liquido; due dischi leggermente concavi, con profilo dentato, o due dischi ondulati che svolgono il compito di lavorare la superficie del suolo e favorire la chiusura del solco; completano la sequenza o un rullo o due ruote chiudi solco.

La scelta dell’epoca di esecuzione deve considerare che l’intervento sortisce effetti migliori se eseguito con terreno in tempera, che la copertura del suolo tende a ridurre l’evaporazione lasciando a fine inverno il terreno più umido, che la distribuzione dei fertilizzanti (che può ovviamente essere omessa) va eseguita in epoca opportuna per valorizzare il suo apporto in nutrienti. Operativamente l’operazione può avvantaggiarsi di applicazioni dei sistemi di guida parallela che permettono di registrare le fasce lavorate e quindi operare con maggior rapidità la successiva semina e addirittura memorizzare per gli anni successivi le aree effettivamente lavorate.