Strategie per la gestione del vigneto in risposta al global warming

Autunno_Imola5-600x400.jpg

Il riscaldamento globale mette in crisi le colture, ma le soluzioni per reagire non mancano

L’articolo Strategie per la gestione del vigneto in risposta al global warming è un contenuto originale di Vigne Vini.

Aumento delle temperature medie, riduzione dell’escursione termica tra giorno e notte, boom dei fenomeni climatici estremi.

Il global warming mette in crisi le colture, soprattutto quelle arboree e tra queste in special modo la vite.

Maturazioni fuori sincrono Vitis vinifera reagisce infatti all’aumento della temperature anticipando e accorciando la durata delle fasi fenologiche. Il fatto che le ultime fasi della maturazione spesso  coincidano con periodi particolarmente caldi può determinare un accumulo troppo rapido ed eccessivo degli zuccheri, spesso associato a scarsi livelli di acidità e colore. Così il vino può risultare troppo alcolico, poco fresco ed esposto a problemi di stabilità e conservazione. In tali situazioni l’anticipo della vendemmia purtroppo non fornisce risultati soddisfacenti, poiché i vini risulterebbero immaturi ed inespressi.

Defogliazione meccanica tardiva

Nel breve periodo, la possibilità di calmierare questi effetti è legata ad aggiustamenti della tecnica, messi recentemente a punto dalla ricerca, da applicare in maniera flessibile, senza rivoluzionare protocolli colturali consolidati. La defogliazione meccanica tardiva in post-invaiatura (vedi Terra e Vita 17/2016), applicata cioè quando l’accrescimento degli acini è terminato, è una tecnica semplice economica e funzionale, che ha il vantaggio di essere utilizzata solo in caso di acclarata necessità. Va applicata sulla porzione medio alta della chioma, togliendo il 30-35% della superficie fogliare totale. Lo stress fotosintetico calibrato indotto con questa tecnica consente di rallentare efficacemente la maturazione dell’uva e l’accumulo degli zuccheri.
Applicazione di antitraspiranti naturali La seconda possibilità è quella legata all’applicazione di  pinolene (Vapor Gard) come antitraspirante (Vignevini, 2013). Si tratta di un estratto naturale  ottenuto dal legno di conifere. Applicato alla fascia di vegetazione al di sopra dei grappoli (nei due terzi superiori della parete, dove è maggiore l’efficienza fotosintetica) è in grado di ridurre  significativamente il tasso di assimilazione e traspirazione delle foglie e di incrementare invece  l’efficienza dell’utilizzo dell’acqua. L’efficacia dei trattamenti è massima quando si agisce nella fase di accumulo degli zuccheri corrispondente a 14-15° Brix. Nelle prove svolte, i trattamenti hanno ermesso di ridurre l’accumulo degli zuccheri di circa 1,2°Brix al momento della raccolta, senza influenzare  significativamente altri parametri come gli acidi organici, il pH e il contenuto in polifenoli.

Rifinitura manuale posticipata

La terza possibilità è legata alla “rifinitura manuale posticipata”, in vigneti allevati a cordone speronato e sottoposti a pre-potatura meccanica durante l’inverno (Vignevini 2/2016). Si tratta di spostare questo intervento a germogliamento già avvenuto e il momento ottimale è quando il  germoglio della gemma apicale del tralcio pre-potato non è superiore a 10 centimetri. Una tecnica,
semplice ed economica, che può essere proficuamente utilizzata per:

1) contenere la produzione ettariale;

2) rallentare la maturazione tecnologica;

3) mantenere una maggior quadro acidico nei mosti;

4) potenziare la maturità fenolica;

5) prolungare la vendemmia in specifici appezzamenti utile nei casi di elevati ettaraggi dello stesso vitigno con maturazione simultanea (consente di evitare svinature anticipate).