SPECIALE FRUMENTO IN CAMPO (2009-10) – TENERO

Tenero, le performance nelle prove varietali
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La sperimentazione nazionale sulle varietà di frumento tenero è giunta, nell’annata agraria 2009/10, al 37° anno di attività ed ha riguardato 30 cultivar valutate in 41 località, delle quali 19 nell’areale Nord, 14 nel Centro e 8 nel Sud e in Sicilia. La sperimentazione è stata realizzata nell’ambito del progetto ASER (finanziato dal MIPAF) con il coordinamento di CRA-SCV (Unità di ricerca per la selezione dei cereali e la valorizzazione delle varietà vegetali) di S. Angelo Lodigiano e con il contributo indispensabile di istituzioni pubbliche e private dislocate nelle varie regioni.

Le varietà in prova (tabella 1) risultano suddivise nelle seguenti classi qualitative in funzione della destinazione d’uso: 2 tra i Frumenti di Forza (FF), 5 tra i Frumenti Panificabili Superiori (FPS), 18 tra i Frumenti Panificabili (FP), 3 tra i Frumenti da Biscotto (FB) e 2 tra i Frumenti per Altri Usi (FAU). Gran parte delle varietà prende origine da germoplasma francese, come dimostrato dalle genealogie, a conferma di una tendenza in atto da diversi anni. Rispetto all’anno scorso, le varietà Andino, Apache, Azzorre, Egizio, Galera, Grostè, Isengrain, Profeta, Quatuor e SO207, già ampiamente caratterizzate nelle prove degli anni precedenti, sono state sostituite con Accor, Altamira, Andana, Anforeta, Apoteosi, Arabia, Arrocco, Bandera, Feria, Masaccio, Sirtaki, Solehio e Tiepolo.

In relazione agli areali di coltivazione, l’andamento meteorologico ha influito diversamente sull’estrinsecazione delle caratteristiche agronomiche, produttive e merceologiche,
favorendo, in certi casi, l’insorgenza di malattie crittogamiche nell’Italia del Nord e del Centro.

In diverse regioni dell’Italia settentrionale le precipitazioni, copiose durante il periodo autunnale, hanno ostacolato le semine e posticipato le normali operazioni colturali (diserbo e concimazione di copertura)
con implicazioni sulla qualità delle rese. In questo areale, il periodo invernale è stato caratterizzato da frequenti nevicate e basse temperature che si sono protratte fino a febbraio, ritardando così l’emergenza della coltura. Tale situazione è stata inoltre aggravata da ristagni idrici provocati dal disgelo e dalle piogge primaverili, che hanno favorito la comparsa di ingiallimenti fogliari; successivamente, le precipitazioni estive hanno, in alcuni casi, ritardato il periodo di maturazione della granella, favorendo le varietà più tardive.

Nell’areale centro, le precipitazioni sono risultate inferiori rispetto alla media pluriennale. Malgrado le piogge autunnali e le basse temperature, le semine sono state realizzate senza difficoltà; ma, a causa di un peggioramento delle condizioni climatiche, le colture seminate tardivamente hanno mostrato durante l’emergenza problemi di asfissia e marciume radicale. Nei mesi successivi, le piogge hanno, a volte, ostacolato le normali operazioni colturali, provocando fenomeni di ristagno idrico e perdite di azoto per dilavamento nel suolo. Eventi piovosi, nei mesi di maggio e giugno, hanno evitato la “stretta”, ma per contro hanno favorito la diffusione delle malattie crittogamiche.

Nel sud Italia, le precipitazioni distribuite uniformemente durante la stagione produttiva hanno determinato un aumento delle rese ed un miglioramento qualitativo della granella. In Sicilia le operazioni di semina si sono concluse a novembre.
Le precipitazioni registrate, durante i mesi di gennaio – marzo, hanno provocato parzialmente il dilavamento dell’azoto somministrato in copertura e ciò ha influito sullo sviluppo colturale, mentre, le alte temperature di giugno hanno comportato un anticipo nella maturazione della granella.

Nelle tabelle 2, 3 e 4 sono riportati i risultati per i principali caratteri produttivi, agronomici e merceologici nella media delle località e degli areali di coltivazione
; le varietà sono state raggruppate per classi qualitative di appartenenza e in ordine di produttività decrescente.

Italia settentrionale
La resa media dell’areale Nord è risultata pari a 6,83 t/ha (tabella 2), leggermente più elevata rispetto a quella dell’annata precedente (6,55 t/ha).

Considerando le diverse classi qualitative, sono stati osservati valori più alti e pressoché simili per le classi FPS, FP, FB e FAU (intorno a 7,0 t/ha), mentre le varietà della classe FF hanno fatto registrare valori di produzione più contenuti (6,06 t/ha). In particolare sono stati osservati, nella classe dei frumenti panificabili, valori di produzione mediamente più elevati nelle varietà di nuova introduzione, ma da confermare con un successivo anno di sperimentazione, quali Solehio (7,88 t/ha), Altamira (7,78 t/ha) e Bandera (7,72 t/ha) che hanno superato il valore medio di campo in quasi tutte le località di prova; in questa classe, si distinguono anche, con produzioni superiori a 7 t/ha, sia varietà già affermate come Exotic ed PR22R58 che di nuova o più recente introduzione quali Sirtaki, Antille, Masaccio e Accor. Nella classe dei frumenti panificabili superiori le cultivar più produttive sono risultate Arrocco (6.99 t/ha) e Tiepolo (6,98 t/ha), due nuove promettenti accensioni che hanno superano la media di campo rispettivamente in 12 e 10 località; mentre nella classe dei frumenti di forza emerge Bologna con una produttività media di 6,68 t/ha.

Per il peso ettolitrico è stato riscontrato, nella media generale delle cultivar, un valore pari a 76,5 kg/hL, leggermente superiore al valore soglia di riferimento (75 kg/hL). I valori più elevati per questo carattere sono stati riscontrati per le varietà Blasco (81,1 kg/hL), Bologna (79,4 kg/hL) e Bramante (79,5 kg/hL), mentre le varietà Sirtaki, Accor, Exotic, Epidoc, Aubusson, Lilliput e Artico, hanno evidenziato tutte valori del peso ettolitrico al di sotto del valore soglia.

Nella media generale delle varietà, la spigatura è avvenuta il 12 maggio
; la varietà più precoce è risultata Valbona (6 maggio), mentre le più tardive Sirtaki, Epidoc ed Aubusson (15 maggio). L’altezza media delle cultivar è risultata di 80 cm; Mieti ha mostrato la taglia più contenuta (70 cm) ed Anforeta la più elevata (95 cm). Il peso 1000 semi è risultato di poco superiore a quello dall’anno precedente (media delle cv pari a 41 g); Bologna si conferma come la varietà con il peso 1000 semi più basso (36,4 g), mentre Anforeta ha mostrato il peso maggiore (49,8 g).

Italia centrale
In questo areale la resa media è risultata pari a 6,01 t/ha (tabella 3), simile a quella dello scorso anno ma inferiore alla media poliennale per questo areale.

Tra le varietà più produttive, appartenenti alla classe dei frumenti panificabili, emergono le nuove accensioni Solehio (6,94 t/ha) e Altamira (6,74 t/ha); seguono con rese di poco inferiori (intorno 6,50 t/ha) le varietà PR22R58, Bandera, Sirtaki ed Epidoc; tutte queste varietà superano la media di campo in 12 delle 14 località di prova. Inoltre, con produzioni superiori a 6,00 t/ha si confermano anche Antille, Exotic e Aubusson insieme alle nuove Accor e Masaccio. Per i frumenti panificabili superiori la media produttiva è risultata di 5,82 t/ha. I valori di resa più elevati sono stati osservati per Adelaide (6,22 t/ha) e Tiepolo (6,04 t/ha); inferiori alla media di campo sono risultate le produzioni di Arrocco e Blasco. Per i frumenti da biscotto è stato riscontrato un valore medio di 6,02 t/ha; mentre la resa più bassa è stata fornita dai frumenti di forza (5,42 t/ha).

Rispetto all’areale Nord, la spigatura media è avvenuta il 7 maggio. Fra le cultivar si distingue per maggiore precocità Valbona (29 aprile), mentre le più tardive sono risultate Aubusson e Feria (12 maggio). Riguardo all’altezza delle piante è stato osservato un valore medio pari a 82 cm. Anche in questo areale il valore minimo è stato rilevato per Mieti (75 cm) ed il massimo per Anforeta (95 cm).

Per il  peso ettolitrico è stato riscontrato un valore, nella media varietale, pari a 78,2 kg/hL. I valori migliori per questo carattere sono stati forniti da Blasco (82,4 kg/hL), Bologna (80,4 kg/hL), Adelaide (80,1 kg/hL) e Bramante (80,0 kg/hL). Ad eccezione di Artico (74.4 kg/hL) , tutte le varietà hanno superato il valore soglia di 75 kg/hL. Per il peso 1000 semi il valore più elevato è stato rilevato per Anforeta (53,5 g) ed il più basso per Bologna (36,0 g).

Italia meridionale

In questo areale la produttività media delle varietà, nelle 8 località di prova, è risultata pari a 4,79 t/ha (tabella 4), con un incremento di circa 1/t ha rispetto a quella dell’anno precedente.

Nella media delle varietà sono state osservate produzioni molto simili per le classi FP, FB e FAU (da 4,70 a 4,89 t/ha), mentre gli FPS hanno evidenziato una resa più contenuta (4,61 t/ha). Il valore più basso è stato registrato invece per la classe FF (4,38 t/ha). Nel dettaglio, le varietà più produttive, che hanno superato la media di campo in quasi tutte le località, sono risultate Bandera (5,66 t/ha), Anforeta (5,53 t/ha) ed Altamira (5,49 t/ha), tutte appartenenti alla classe dei frumenti panificabili. Tra i frumenti di più elevata qualità si evidenziano Tiepolo (5,01 t/ha) e Blasco (4,82 t/ha) nella classe dei frumenti panificabili superiori, e Valbona (4,64 t/ha) tra i frumenti di forza. Nei frumenti da biscotto si distingue per discreta produttività Arabia (5,25 t/ha).

La data di spigatura è risultata notevolmente anticipata rispetto all’annata precedente (25 aprile); Valbona è risultata la varietà più precoce (16 aprile), viveversa la più tardiva è stata Genesi (3 maggio). L’altezza media delle piante ha mostrato un valore più elevato (78 cm) rispetto al 2009; il campo di variabilità delle varietà è risultato molto ampio e compreso fra un valore minimo di Aubusson (71 cm) ed un valore massimo di Anforeta (94 cm).

Anche quest’anno, il peso ettolitrico medio (80,8 kg/hL) ha mostrato il valore più alto rispetto a quello degli areali Nord e Centro. Blasco è risultata la varietà migliore (85,1 kg/hL) ma molte varietà in prova hanno superato gli 80 kg/hL e, comunque, in questo areale tutte le varietà hanno oltrepassato il valore  soglia di 75 kg/hL. Il valore medio del peso 1000 semi è risultato più elevato rispetto agli altri anni (41,2 g); varietà di nuova accensione come Anforeta ed Altamira hanno evidenziato una maggiore dimensione dei semi (53,1 g e 47,0 g rispettivamente), mentre quelli di Bologna e Mieti sono risultati più bassi (33,8 g e 36,3 g rispettivamente).

Indici produttivi
Allo scopo di orientare gli agricoltori sulla scelta varietale, in tabella 5 sono riportati gli indici produttivi medi rilevati nell’ultimo quinquennio per le 30 varietà in prova. Le varietà sono state elencate in ordine alfabetico all’interno delle classi qualitative in relazione al numero di anni di prova in cui sono state valutate.

Tra i Frumenti di forza, emerge Bologna che ha mostrato, in tutti gli areali di coltivazione, produzioni soddisfacenti e stablili nei diversi anni, mentre tra i frumenti panificabili superiori, Blasco conferma le buone caratteristiche produttive associate ad una stabilità delle rese in tutti gli areali.

Tra i frumenti panificabili, si segnalano per adattabilità a tutti gli areali Aubusson, PR22R58 ed Exotic che completa il quarto anno di prova, mentre tra le varietà in prova da tre anni si confermano Antille ed Epidoc.

Per i frumenti da biscotto, Artico sembrerebbe confermare, in generale, una buona attitudine produttiva in tutti gli areali, ma particolarmente al Sud.

In conclusione si sottolinea l’importanza che assolve la rete di sperimentazione varietale come strumento indispensabile in grado di fornire un valido supporto strategico non solo agli agricoltori ma anche alle diverse figure professionali che operano nella filiera del grano tenero.


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