Informazione e Aggiornamento / Prove tecniche
SPECIALE FRUMENTO IN CAMPO (2009-10) - DURO
Duro, i risultati della Rete nazionale
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Vengono presentati i risultati del 37° anno di attività della Rete nazionale di confronto tra varietà di frumento duro, coordinata dal CRA- Unità di ricerca per la valorizzazione qualitativa dei cereali (QCE) di Roma, con lo scopo di fornire agli operatori della filiera grano duro informazioni sul comportamento e sulle caratteristiche delle nuove cultivar a confronto con quelle più collaudate nei diversi areali di coltivazione.
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Nella figura 1 è indicato l’andamento dei quantitativi di seme certificato nell’ultimo triennio dall’ENSE relativo alle 10 varietà più diffuse nel 2009 da cui si evidenzia la buona e crescente diffusione di cultivar di recente costituzione (Claudio, Saragolla, Levante e Latinur) e la marcata diminuzione delle quantità certificate totali.
Nel 2009-10 sono state realizzate 50 prove, dislocate in 17 Regioni che, per questa sintesi, sono state aggregate in 6 areali: Sicilia, Sardegna, Sud peninsulare, versante tirrenico e adriatico dell’Italia centrale e Nord. Sono state valutate complessivamente 39 varietà, di cui 23 comuni a tutti i campi, 25 comuni nel macro areale Sud-Isole e 29 nel Centro-Nord. Delle 8 varietà al primo anno di prova, Ignazio e Pharaon erano presenti in tutti gli areali; Aureo, Cannavaro, Gattuso e PR22D78 in uno o più areali del Sud-isole; Karur nei tre areali del Centro-nord e Dorato solo nel Centro-tirrenico.
Le principali informazioni sulle modalità di conduzione delle prove e sui rilievi effettuati sono riassunte nelle tabelle allegate e scaricabili in fondo alla pagina.
ANDAMENTO METEOROLOGICO
L’andamento termopluviometrico della stagione 2009-10 si può ritenere nel complesso omogeneo ma non favorevole alla coltura del frumento duro. Le precipitazioni invernali sono risultate notevolmente superiori alle medie e, associate alle basse temperature, hanno causato in alcuni campi fenomeni di asfissia radicale e diradamenti dei seminati. Le piogge sono risultate abbondanti anche da aprile a metà di maggio, soprattutto nel centro-nord, dove hanno favorito la diffusione di fitopatie (in particolare Septoria), aumentato il rischi di contaminazione da micotossine e provocato dilavamento dell’azoto. Le temperature fresche accompagnate da piogge, spesso di tipo temporalesco, nella parte finale del ciclo, hanno favorito l’allettamento dei culmi, l’inerbimento delle colture e la bianconatura delle cariossidi.
RISULTATI
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In figura 2 sono riportati i valori medi della produzione di granella, del peso ettolitrico, del peso 1000 cariossidi e del tenore proteico ottenuti nell’annata 2009-10 posti a confronto con le medie del quinquennio precedente.
Le rese sono state superiori alle medie di lungo periodo solo nel Sud peninsulare, con un incremento del 9% e un valore medio di 4,32 t/ha. In tutti gli altri areali si sono avuti decrementi di resa di entità variabile: 3-4% nel Centro-adriatico e in Sardegna, 7% nel Nord, 17% in Sicilia e 19% nel Centro-tirrenico.
I valori del peso ettolitrico sono risultati prossimi alle medie poliennali nel versante adriatico dell’Italia centrale (79,2 kg/hL), al Nord (76,3 kg hL), in Sicilia (81,0 kg/hL) e nel Sud (80,8 kg/hL); pesi volumetrici apparenti inferiori del 4 % rispetto al poliennio sono stati registrati nel Centro-tirrenico (76,6 kg/hL) ed in Sardegna (77,4 kg/hL).
Il peso delle 1000 cariossidi è risultato superiore nei confronti delle medie di lungo periodo in Sicilia, nel Sud e nel Nord (circa 5%); simile al poliennio in Sardegna; nettamente inferiore nel Centro-adriatico e nel Centro-tirrenico, areale in cui è stato registrato il valore medio più basso, pari a 40,6 g.
Il tenore proteico della granella è risultato superiore al 13,3% s.s. negli areali centro-settentrionali, con il valore massimo registrato nel versante adriatico dell’Italia centrale (13,6% s.s.), associato a buone rese ma anche a pesi volumetrici e1000 cariossidi bassi. La percentuale di proteine è risultata inferiore alle medie di lungo periodo al Sud (12,5 % s.s. contro 12, % s.s.) e in particolare in Sicilia (12,0 % s.s. contro 13,1 % s.s.); solo in Sardegna il tenore proteico è aumentato (13,3 % s.s. contro 12,6 % s.s.).
Ciclo alla spigatura
L’andamento climatico dell’annata, caratterizzato da una progressiva diminuzione della piovosità da Nord a Sud nella fase di levata, ha comportato nel meridione e nelle Isole un anticipo della data media di spigatura di circa una settimana (tabella 1 - in allegato); nei tre areali del Centro Nord la lunghezza del ciclo è risultata simile a quella del poliennio (tabella 2 - in allegato).
Considerando le 23 cultivar presenti in tutti gli areali, Svevo è risultata la più precoce, seguita da Imhotep, Ciccio, Duilio e Iride, mentre le più tardive sono state Dylan, Trionfo e Creso. Tra le nuove varietà, Ignazio è risultata di ciclo medio e Pharaon medio-tardivo.
Per le cultivar specifiche, negli areali meridionali la spigatura più precoce si è avuta per Gattuso e Neolatino, la più tardiva per Cannavaro; al Centro-Nord, Neolatino è risultata la varietà con il ciclo più corto mentre Karur, varietà al primo anno di sperimentazione, quella più tardiva in assoluto.
Produzione, caratteri merceologici e qualitativi
I valori medi dei principali caratteri merceologici, qualitativi e produttivi di tutte le varietà in prova nella stagione 2009-10 per i tre areali del Sud-Isole sono riportati nella tabella 1. Le varietà comuni a tutti i campi di questo macroareale erano 25 (le 23 comuni più Maestrale e la cultivar al primo anno Aureo), mentre altre 6 erano presenti in almeno uno dei due areali Sicilia e Sud peninsulare.
In Sicilia la produzione media è risultata pari a 3,66 t/ha, inferiore a quella del poliennio di riferimento (4,41 t/ha). Fra le varietà comuni, Anco Marzio ha fatto registrare la resa media più elevata (4,25 t/ha, indice medio 116) seguita da Dylan (di ciclo medio-tardivo) e Alemanno, tutte con rese superiori alle 4 t/ha e produzioni superiori alla media in 8 dei 9 campi di prova. Interessanti le performance della collaudata cultivar Claudio con indice medio di 107 e resa superiore alla media in tutti i 9 campi; indice di 107 ma minore stabilità hanno evidenziato Tirex e Arnacoris. Tra le cultivar specifiche, Neolatino ha mostrato la produzione più elevata (4,20 t/ha, indice 115 e resa superiore alla media in tutte le prove), seguita a distanza da Grecale (indice 104).
I valori più elevati di peso ettolitrico sono stati registrati per Tirex (83,4 kg/hL), seguita, con pesi superiori a 82,5 kg/hL, da Latinur, Neolatino, Creso, Dylan, Alemanno, Claudio, Anco Marzio e Minosse.
Alemanno è la varietà che ha evidenziato la granella più grande (53,5 g per 1000 cariossidi), Severo la più piccola (37,3 g). Valori superiori a 48,5 g sono stati rilevati per la nuova costituzione Gattuso, per Latinur e Dylan (tutte con buone rese e pesi ettolitrici superiori alla media), seguite da Simeto e Creso.
Malgrado la diminuzione della produzione, il tenore proteico medio della granella in Sicilia è risultato nuovamente inferiore alla media pluriennale (12,0% contro13,1%). Il valore nettamente più elevato è stato raggiunto da Aureo (13,5 % s.s.) al primo anno ma con rese modeste; proteine comprese tra 12,6 e 12,4 % s.s. sono state rilevate per Svevo, per la nuova costituzione Pharaon, per Minosse e Creso, tutte varietà con rese inferiori alla media, e per Dylan, unica cultivar caratterizzata anche da produzione, peso ettolitrico e 1000 cariossidi superiori alle medie.
In Sardegna la produzione si è attestata su un valore medio di 5,51 t/ha, lievemente inferiore a quella di lungo periodo (5,74 t/ha). Ben 14 cultivar hanno mostrato produzioni superiori alla media e tra queste, Saragolla, la più produttiva dell’areale con indice 123, Anco Marzio, Pharaon, Claudio e Iride hanno superato la media in tutte le prove. Da segnalare per media superata in tre campi su quattro Normanno (indice 111), Tirex, Latinur e Imhotep.
Il peso ettolitrico medio (77.4 kg/hL) è risultato inferiore di 3 punti rispetto alla media poliennale. Il valore più elevato è stato registrato per Creso (80,7 kg/hL), seguito con 80,0 kg/hL da Dylan e Anco Marzio (indice di resa di 118). Pesi ettolitrici superiori alle medie associati a rese elevate sono stati mostrati anche da Claudio, Tirex, Latinur, Imhotep e Normanno.
Il peso 1000 cariossidi (43,6 g) è risultato simile a quello di lungo periodo. I valori più elevati, compresi tra 50 g e 46 g sono stati registrati per Alemanno, Creso, Simeto, Latinur e Claudio; i più bassi, inferiori a 40 g, per Iride, Ciccio, Maestrale e Severo.
La contrazione del livello produttivo ha determinato un incremento del contenuto proteico medio della granella (13,3 % s.s. contro 12,6 % s.s.). Valori particolarmente elevati, associati però a basse rese, sono stati rilevati per le recenti costituzioni Aureo e Minosse (15,0 % s.s. e 14,8 % s.s., rispettivamente). Tra le varietà più produttive si segnalano per proteine superiori al 13% s.s., Anco Marzio, Claudio, Latinur e Pharaon mentre le uniche cultivar con resa e proteina superiori alle medie sono state Normanno e Arnacoris.
L’areale Sud-peninsulare è stato l’unico in cui nel 2010 la produzione è aumentata rispetto al quinquennio 2005-2009 (4,32 t/ha contro 3,97 t/ha). Le varietà che hanno occupato i primi posti della graduatoria produttiva sono state Iride e Saragolla, con indici di 113 e 112 e rese superate in 11 campi su 13; seguite da Meridiano e Claudio, entrambe con indici di 110 e medie superate in 10 campi, e Tirex, unica con indici superiori a 100 in 12 prove su 13. Rese superiori in 10 località su 13 sono state mostrate da Cannavaro, specifica al primo anno, Normanno e Svevo.
Il peso ettolitrico (80,8 kg/hL) è risultato simile a quello del quinquennio precedente. Pesi volumetrici apparenti superiori a 82 kg/hL sono stati rilevati per Anco Marzio, Claudio, Tirex e Svevo (tutte cultivar che hanno associato anche rese superiori alla media), oltre a Minosse e Trionfo.
Il peso unitario della granella (46,3 g) è risultato superiore a quello del poliennio precedente (44.5 g). Alemanno, Simeto e la nuova costituzione Cannavaro si sono caratterizzate per grandi dimensioni della granella, con valori dei 1000 semi superiori a 52 g mentre valori inferiori a 40 g sono stati ottenuti solo da Severo.
Il contenuto proteico della granella è risultato lievemente inferiore a quello di lungo periodo (12,5 % s.s. contro 12,9 % s.s.). La nuova costituzione Aureo ha evidenziato il contenuto proteico più elevato (14,0% s.s.), associato però a rese molto basse; Svevo (12,8% s.s.), Tirex e Arnacoris (12,6 % s.s.) sono state le uniche varietà caratterizzate, in questo areale, da proteine e rese superiori alle medie. Per buon equilibrio tra i due parametri si possono segnalate inoltre Claudio, con tenore proteico pari alla media di areale e rese elevate, e Grecale, con produzioni di poco inferiori alla media e buon tenore proteico (12,9% s.s.).
Nella tabella 2 sono riportati i valori medi dei principali caratteri registrati nei tre areali del Centro-Nord, dove le cultivar comuni a tutti i campi erano 29 (le 23 comuni più Achille, Biensur, Karur, Liberdur, Neolatino e PR22D89) mentre Dorato, Levante e PR22D40 erano presenti in uno dei tre areali.
Nel versante tirrenico dell’Italia centrale la produzione media, pari 4,48 t/ha è risultata inferiore del 19% rispetto a quella del quinquennio precedente (5,51 t/ha). Le varietà più produttive, con rese di 5,26 t/ha e indice 117, sono risultate Tirex (rese superiori alle medie in tutti i campi) che conferma gli ottimi risultati dello scorso anno e Saragolla (indici di resa superiori a 100 in 6 campi su 7); indice produttivo pari a 112 e rese sopra la media in tutti i 7 campi sono state registrate per Svevo, Imhotep e Neolatino, tutte di ciclo precoce o medio-precoce. Per rese superiori alla media in 6 campi su 7 sono da segnalare inoltre le varietà medio-tardive Normanno e Dylan, e le più precoci Anco Marzio e Iride. Per rese elevate (indice 109) ma minore stabilità (resa superiore alla media in 4 prove su 7) vanno citate anche Achille e Karur, la cultivar più tardiva dell’areale al primo anno di prova.
Il valore medio del peso ettolitrico della granella è risultato inferiore di oltre 3 punti rispetto a quello del poliennio (76,6 kg/hL contro 79,9 kg/hL). Nessuna cultivar ha fatto registrare un peso volumetrico superiore a 80,0 kg/hL mentre i valori più elevati, uguali o superiori a 79,0 kg/hL, sono stati quelli di Achille, Claudio, Neolatino e Anco Marzio, tutte varietà che hanno fornito buoni risultati produttivi.
Anche le dimensioni del seme sono risultate inferiori rispetto a quelle di lungo periodo (40,6 g contro 44,9 g) con Creso e Simeto caratterizzate dai valori più elevati, Biensur e Severo dai più bassi.
In questo areale la diminuzione del livello produttivo è risultata associata ad una lieve diminuzione del contenuto proteico (13,1% contro 13,3% del poliennio). Valori di proteina superiori alla media associati a rese in granella buone e stabili sono stati mostrati da Svevo e Neolatino. Buon equilibrio tra tenore proteico e resa anche per Anco Marzio e Arnacoris.
Nel versante adriatico dell’Italia centrale le rese di granella sono risultate inferiori alle medie poliennali (5,85 t/ha contro 6,01 t/ha), associate ad un contenuto proteico nella media (13,6% s.s.). Le produzioni più elevate sono state ottenute dalle varietà di ciclo più lungo Liberdur (indice 118) e Pharaon (indice 110), entrambe con produzioni superiori alla media in tutti i 6 campi, seguite da 4 cultivar con indici di 109-110: Normanno, Dylan, Achille (con rese superiori alla media in 5 campi) e Anco Marzio, unica cultivar medio-precoce con rese superiori alla media in tutti i campi. Rese elevate ma variabile adattabilità nell’areale hanno evidenziato Latinur, Karur, Arnacoris e Claudio.
Il peso ettolitrico (79,2 kg/hL ) è risultato simile a quello di lungo periodo; il valore più elevato è stato registrato per Claudio (82,2 kg/hL), seguito da Anco Marzio (81,9 kg/hL) e Achille (81,3 kg/hL), tutte varietà anche con indice di resa decisamente superiore a 100.
Il peso unitario della granella è risultato inferiore alla media del precedente quinquennio (42,8 g contro 46,2 g). Alemanno ha mostrato il peso 1000 cariossidi più elevato (49,8 g), Severo quello più basso (37,1 g).
Come il peso ettolitrico, anche il contenuto proteico (13,6% s.s) è stato simile a quello del poliennio. Ciccio e Simeto sono risultate le varietà con il valore più elevato nell’areale (14,9% s.s.) ma in un ambito di rese molto modeste; per contenuto proteico e produzione superiori alle medie si segnalano: Tirex, Arnacoris, Claudio, Biensur, Latinur e Anco Marzio.
Anche quest’anno la produzione dell’areale Nord è rimasta al di sotto della media poliennale di riferimento (-7%), con una resa pari a 5,77 t/ha. Le varietà più produttive sono risultate Liberdur (6,46 t/ha) e Levante (6,39 t/ha), con indici superiori a 100 in tutti i campi di prova, seguite da Dylan e Tirex, con indici superiori a 100 in 10 e 11 prove, rispettivamente. Rese di oltre 6 t/ha e superiori alla media in 8-10 prove sono state rilevate per Meridiano, Karur, Anco Marzio, Achille, Claudio, Severo e Arnacoris.
Il peso ettolitrico medio dell’areale pari a 76,3 kg/hL, si conferma alquanto basso e in linea con media poliennale. Nessuna varietà ha superato gli 80 kg/hL; anche in questo areale i valori medi più elevati sono stati registrati per Claudio (79,3 kg/hL) e Achille (79,0 kg/hL), entrambe caratterizzati anche da buone rese.
Il peso 1000 cariossidi è risultato superiore alla media di lungo periodo (46,4 g contro 44,3 g); Creso, Alemanno, Simeto e PR22D89 hanno mostrato il peso unitario della granella più elevato, superiore a 50.0 g, mentre il seme più piccolo, inferiore a 42 g, è stato quello di Ciccio e Biensur. Il tenore proteico della granella (13,4% s.s.) è risultato simile quello medio poliennale. Il valore più elevato, pari a 14,2% s.s., è stato registrato per Svevo, caratterizzata anche da indice di resa di 102. Per proteine e produzioni superiori alla media in questo areale vanno segnalate Neolatino, Claudio, Levante, Tirex, Pharaon, Biensur e Arnacoris.
LE VARIETÀ MIGLIORI
Tra le 23 varietà presenti in tutte le prove, 5 hanno fatto registrare indici di resa medi uguali o superiori a 100 in tutti gli areali: Anco Marzio, la più produttiva dell’annata, di ciclo medio-precoce, Tirex, medio-precoce al secondo anno di prova che conferma i buoni risultati della passata stagione; Claudio, varietà affermata di ciclo medio; Normanno, cultivar emergente medio-tardiva; Arnacoris, varietà al terzo anno di prova, di ciclo medio-precoce.
Per una valutazione delle cultivar su base poliennale nelle tabelle 3 e 4, per gli areali del Sud-isole e del Centro-nord, rispettivamente, sono riportati gli indici medi di resa dal 2007 al 2010 delle varietà in prova da almeno un biennio.
Indici di resa medi superiori o uguali a 100 nel quadriennio in tutti e tre gli areali sono stati registrati nel Sud-isole solo per Iride, nel Centro nord per Dylan, Normanno e Claudio. Tra le varietà in prova nell’ultimo biennio, Tirex ha fatto sempre registrare rese superiori alla media in tutti i 6 areali di prova.
Entrando nel dettaglio dei sei areali, di seguito vengono indicate le varietà con il migliore adattamento:
Sicilia. Oltre alla già citata Iride, tra le varietà presenti nel quadriennio si distinguono, per indici di resa sempre superiori o uguali a 100, Saragolla, Claudio e Anco Marzio; tra quelle valutate solo nell’ultimo biennio si distingue Tirex.
Sardegna. Oltre Iride, in questo areale si segnalano Normanno e Maestrale nell’ultimo quadriennio; Latinur nel triennio, Tirex nel biennio.
Sud-peninsulare. Saragolla, Claudio, Normanno, Svevo e Maestrale, insieme a Iride, hanno fatto registrare indici di resa sempre superiori o uguali a 100 nel quadriennio; Alemanno nel triennio; Tirex e Severo nel biennio.
Versante tirrenico dell’Italia centrale. Nell’ultimo quadriennio in questo areale 6 varietà hanno fatto registrare indici di resa sempre superiori o uguali a 100: Saragolla, Dylan, Normanno, Claudio, Anco Marzio e Iride; nell’ultimo biennio, anche in questo areale, va segnalata la cultivar medio-precoce Tirex.
Versante adriatico dell’Italia centrale. Oltre a Dylan, Normanno e Claudio, nessun’altra varietà si è distinta per indici di resa sempre superiori a 100 nell’ultimo quadriennio. Tra le varietà di più recente introduzione sono da segnalare, nell’ultimo triennio Latinur e Liberdur; nel biennio Tirex, Severo e Biensur.
Italia settentrionale. In questo areale, insieme a Dylan, Normanno e Claudio, varietà produttive e stabili nell’ultimo quadriennio sono state Anco Marzio, Achille, Neolatino e PR22D89. Tra le varietà in prova nel triennio vanno segnalate Liberdur e Imhotep; tra quelle del biennio Tirex, Severo, Biensur e Tripudio.
di Andreina Belocchi, Mauro Fornara, Valerio Mazzon, Salvatore Moscaritolo, Fabrizio Quaranta (C.R.A. – Unità di ricerca per la valorizzazione qualitativa dei cereali - QCE -, Roma)
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