Sorgo carente di registrazioni

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Una coltura sempre più strategica. Che esige scelte oculate fin dalla semina

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Anche nello scorso anno il sorgo ha destato un notevole interesse, con un ulteriore anche se lieve incremento delle superfici, che hanno superato abbondantemente i 50.000 ettari. Ancora concentrata prevalentemente nelle province centro-orientali dell’Emilia-Romagna, in Toscana e nelle Marche, questa graminacea si è espansa anche in aree tipicamente vocate per il mais come Piemonte e Lombardia. Presumibilmente questa coltura relativamente rustica manterrà inalterata la sua importanza anche nella prossima stagione, in relazione anche alle rese finali molto interessanti, grazie al particolare andamento stagionale del periodo estivo, caratterizzato da livelli termici inferiori alle medie stagionali ed alle frequenti precipitazioni piovose. Semine tardive, meno problemi In relazione alla assoluta mancanza di qualsiasi novità per quanto concerne la disponibilità di erbicidi del sorgo, soprattutto per il controllo delle infestanti graminacee, il primo passo per gestire nel miglior modo possibile la coltura è una oculata scelta dell’epoca di semina. Essendo particolarmente difficile, anche se non impossibile, il controllo chimico delle specie graminacee annuali (Echinochloa, Setaria, Digitaria) il primo consiglio è quello di evitare, se possibile, la coltivazione del sorgo in appezzamenti storicamente infestati dalle stesse oppure, in via subalterna, in relazione all’andamento termopluviometrico, ritardare le semine il più possibile, dando la modo a queste pericolose specie di emergere nella maniera più consistente e procedere poi alla loro eliminazione con le ultime lavorazioni di affinamento dei terreni o con l’esecuzione di trattamenti di bonifica con i non molti formulati a base di glifosate regolarmente autorizzati. Questi consigli sono poi ancora più validi in caso di assodate presenze di Sorghum halepense da rizoma, il cui controllo diventa veramente impossibile e che, oltre a determinare forti ripercussioni negative sulle rese, va ad aumentare le problematiche di inerbimento anche nelle successive colture poste in rotazione. Falsa semina e pre-emergenza Come già ricordato, nel sorgo assume una fondamentale importanza la tencica della falsa semina, con preparazione anticipata del letto di semina e successiva eliminazione delle infestanti nate con le ultime erpicature o più frequentemente con l’esecuzione di trattamenti con i devitalizzanti sistemici a base di glifosate autorizzati sulla coltura (Roundup Platinum, Glyfos Rapid, Buggy, ecc.). Lo scopo principale è quello di limitare il più possibile le infestazioni di specie graminacee, ma nel contempo si esercita anche una totale efficacia sulle precoci infestazioni di poligonacee (Fallopia convolvulus, Polygonum aviculare, Polygonum persicaria e lapathifolium), crucifere (Sinapis, Rapistrum, Myagrum, ecc.) e, con favorevole andamento stagionale, anche le primissime ondate di nascita delle classiche specie dicotiledoni a nascita più tardiva, quali Amaranthus, Chenopodium, Solanum, ecc.. Dopo essere partiti possibilmente su terreno pulito la stragrande maggioranza dei seminativi è interessata da trattamenti di pre-emergenza con erbicidi ad azione residuale, tuttavia, quando si è sicuri di non trovarsi di fronte ad infestazioni di graminacee, con l’attuale disponibilità di prodotti efficaci sulle specie a foglia larga con la coltura già emersa è possibile adottare anche la strategia “solo post”. Prima di andare a definire le preferenziali linee di intervento, occorre ricordare che il quantitativo massimo di terbutilazina utilizzabile tra pre e post-emergenza è al massimo di 850 g/ha di principio attivo per cui, nei casi in cui si reputi necessario utilizzare la miscela di s-metolaclor + terbutilazina (Primagram Gold, ecc.) in post-emergenza precoce per il controllo delle specie graminacee deve necessariamente rinunciare all’impiego di terbutilazina + pendimetalin (Trek P) subito dopo la semina. In ogni modo per quanto concerne le applicazioni di pre-emergenza la scelta è limitata a sole due soluzioni. La già ricordata miscela di terbutilazina +pendimetalin (Trek P), che garantisce un più che sufficiente spettro d’azione sulle più importanti infestanti dicotiledoni annuali anche in non ottimali condizioni pluviometriche dopo gli interventi e purtroppo una limitata efficacia graminicida, e aclonifen (Challenge, Valzer SC), caratterizzato da una specifica attività su amarantacee, chenopodiacee, crucifere, un’azione collaterale sulle poligonacee e per contro, una scarsa azione su Solanum nigrum. Inoltre aclonifen è maggiormente condizionato dalle condizioni di umidità del terreno dopo l’applicazione. Graminacee: obbligatorio il post precoce Quando anche dopo aver proceduto ad una razionale preparazione dei terreni ed aver ritardato le semina nelle epoche più indicate ci si trovi di fronte a preoccupanti infestazioni di specie graminacee e vi sia la necessità se non di eliminarle completamente almeno di limitarne lo sviluppo, l’unica soluzione attualmente disponibile è l’impiego in post-emergenza precoce della miscela di s-metolaclor + terbutilazina (Primagram Gold, ecc.). E’ prevalentemente la componente s-metolaclor a esplicare l’efficacia graminicida, ostacolando processi germinativi e risultando attivo anche nelle prime fasi di crescita di Echinochloa, Setaria e Digitaria, che si devono quindi trovare al massimo allo stadio di 2-3 foglie. Terbutilazina esercita, oltre alla nota azione residuale, anche una buona attività su eventuali malerbe a foglia larga già emerse (Fallopia, Polygonum persicaria e lapathifolium, Amaranthus, Chenopodium, Solanum, crucifere, ecc.), purché le stesse si ano allo stadio di plantula (cotiledoni-2 foglie vere). Altro fattore da considerare molto attentamente è lo stadio di sviluppo del sorgo, che per non subire danni a seguito dell’applicazione di s-metolaclor deve avere differenziato almeno 3 foglie. La necessità quindi di rispettare la fase fonologica della coltura e lo sviluppo massimo delle infestanti graminacee non rendono certo agevole il perfetto posizionamento dell’intervento, con una finestra applicativa generalmente molto stretta, sempre confidando in favorevoli condizioni di umidità del terreno. Post-emergenza: soluzioni per tutti i casi Fortunatamente per il controllo delle infestanti a foglia larga la disponibilità di erbicidi è da ritenersi sufficiente ed in grado di risolvere la maggioranza delle problematiche derivanti sia dalla presenza di specie annuali che di perennanti. Gli interventi diserbanti devono essere effettuati quando si ritengono terminate le ondate di emergenza, cosa che orientativamente si verifica allo stadio compreso tra le 4 e le 6 foglie del sorgo. I differenti formulati di bromoxinil (Emblem, Xinca) esercitano una ottima efficacia su numerose malerbe annuali, quali Fallopia, Amaranthus, Chenopodium, Solanum, ecc., con un ampliamento dello spettro d’azione nelle miscele pronte con terbutilazina (Aspid), particolarmente indicata con presenza di Portulaca oleracea e con 2,4-D (Buctril Universal), quest’ultima sufficientemente efficace anche su alcune specie a ciclo perenne. Indicata anche per strategie “solo post” è la formulazione di prosulfuron + dicamba (Casper), da utilizzare cautelativamente a dosi di 0,300-0,350 kg/ha, soprattutto nei terreni più sciolti, per non determinare l’insorgenza di pericolosi fenomeni di fitotossicità. Molto efficace su Amaranthus, crucifere, composite (ricacci di girasole), ruderali (Ammi majus, Abutilon, Xanthium) e con buona attività anche su perennanti (Convolvulus, Calystegia e in parte Cirsium), in caso di preponderanti emergenze di Chenopodium e Solanum si avvantaggia dell’addizione di bromoxinil (Emblem, Xinca) e bromoxinil + terbutilazina (Aspid). I collaudati ed economici composti ormonici a base di 2,4-D + MCPA (U46 Combi Fluid, ecc.), MCPA (Fenoxilene Max, ecc.) ed anche MCPA + dicamba (Agherud M, ecc.) si giustificano soprattutto per completare l’efficacia di preventivi trattamenti di pre-emergenza nei confronti delle specie perenni, Equisetum compreso ed anche in tutte le situazioni di ridotti inerbimenti, ponendo una particolare attenzione alle dosi d’impiego in particole con previsione di forti innalzamenti termici. Inoltre gli stessi possono andare a completare l’efficacia dei formulati a base di bromoxinil. (*) Ricerca & Sviluppo Terremerse Soc. Coop. Bagnacavallo (Ra)