Sisma, l’Ue consente di triplicare gli aiuti

Le autorità italiane potranno integrare la quota dei 21 milioni di fondi Ue ricevuti a luglio 2016, stanziata per le…

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Le autorità italiane potranno integrare la quota dei 21 milioni di fondi Ue ricevuti a luglio 2016, stanziata per le regioni colpite dal sisma, con fondi nazionali fino al 200%. E l’Anci chiede di rinviare le scadenze amministrative che cadono il 31 gennaio

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La Commissione europea si sta mobilitando con gli strumenti a sua disposizione per offrire assistenza alle comunità agricole del centro Italia colpite da terremoto e maltempo, aumentando la flessibilità nell’attuazione di diverse misure con effetto finanziario immediato.

Nelle regioni colpite le autorità italiane potranno integrare la quota dei 21 milioni di euro di fondi Ue ricevuti a luglio 2016, stanziata per le regioni colpite dal sisma, con fondi nazionali fino al 200%, triplicando così il sostegno finanziario disponibile (parte di tale importo rverrà utilizzato come sostegno una tantum per capo di bestiame).

La Commissione aumenterà dall’85% al 100% la percentuale di pagamenti anticipati per alcune misure di sviluppo rurale. Per ridurre la pressione sulle amministrazioni locali, questa possibilità sarà accompagnata dal rinvio da marzo a giugno 2017 del termine per la presentazione delle relazioni sui controlli relativi ad alcune misure di sviluppo rurale. La Commissione accoglierà la richiesta dell’Italia di aumentare i settori per i quali ha già autorizzato i pagamenti anticipati per alcuni regimi di pagamento diretto e ha acconsentito ad anticipare il pagamento di alcune misure di sviluppo rurale. Nell’ambito della misura di ripristino del potenziale produttivo agricolo danneggiato dall’evento catastrofico e di esecuzione di adeguati interventi di prevenzione, già prevista nei programmi pertinenti le autorità italiane potranno anche finanziare alloggi temporanei per il bestiame o altri investimenti opportuni finalizzati a preservare il potenziale di produzione.

Positivo il commento di tutte le associazioni di categoria.

Un’altra iniziativa per venire incontro alle difficoltà delle aree terremotate è venuta dall’Anci (Associazione comuni italiani) che ha chiesto un rinvio delle numerose scadenze amministrative previste entro il 31 gennaio a favore delle amministrazioni colpite. «Siamo in contatto con i sindaci colpiti – ha affermato il delegato Anci alla Protezione civile Bruno Valentini – e come Anci ci siamo già attivati per dare pieno supporto ai municipi, ma è ovvio che a quei comuni, ancora senza corrente elettrica e alle prese con la verifica dei danni e lo sgombero della neve, è necessario concedere un rinvio».