Sfida Fruit Innovation

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Idee per nutrire il pianeta

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Superare steccati e campanilismi per offrire all’ortofrutta italiana una piattaforma fieristica all’altezza di Berlino e Madrid che possa aiutare il settore a recuperare terreno sui mercati internazionali. Questa l’ambizione di Fruit Innovation, nuova fiera “business oriented” organizzata da Fiera Milano e Ipack-Ima dal 20 al 22 maggio a meno di 500 metri dal palcoscenico di Expo. Proprio la concomitanza con l’esposizione universale e con le rassegne di packaging, tecnologia e logistica di Ipack Ima (Intralogistica, Converflex, Dairytech e Meat-Tech) dovrebbero rappresentare il trampolino di lancio di una prima edizione che conta la presenza di 230 espositori da 15 Paesi, delegazioni da Asia, Africa e Sud America e un rilevante numero di buyers da Europa, Emirati Arabi, Sud Corea, Stati Uniti e Brasile. Numeri a parte, la peculiarità di Fruit Innovation, ha spiegato il presidente Francesco Pugliese, «è che si tratta di un progetto che non si esaurisce in una fiera di tre giorni, ma in un impegno affinché la filiera ortofrutticola italiana, dalla produzione alla distribuzione, riesca finalmente a presentarsi in maniera unitaria e riconoscibile, facendo sintesi dei diversi interessi». Un processo reso possibile da una “cabina di regia” composta da tutti i principali rappresentanti della filiera (Coldiretti, Confagricoltura, Fedagri Confcooperative Lombardia, Fedagromercati, FruitImprese e Unaproa, Associazione della Distribuzione Moderna). «Nata in origine per orientare la mostra – ha affermato l’Ad di Ipack Ima, Guido Corbella – si è trasformata in strumento di politica industriale al servizio del comparto». Che vale un quarto dell’intera agricoltura italiana e vanta primati su molti prodotti, ma ha sofferto più di altri la crisi di consumi e la perdita di quote sui mercati esteri (perso in 15 anni, secondo Coldiretti, il 33% degli ettari di frutteti). Da qui l’esigenza di presentarsi compatti, puntando sull’innovazione, la qualità, le richieste del consumatore (ad es. IV gamma), sull’informazione, ma soprattutto su un rapporto di filiera leale e trasparente, che offra a tutti gli anelli un compenso equo.