Sentenza. Compendio unico: è sufficiente l’impegno del coltivatore per ottenere gli sconti fiscali

La legge non ha previsto altre prescrizioni per i benefici fiscali
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L’articolo 5-bis, comma 2, del Dlgs n. 228 del 2001 stabilisce che «Al trasferimento a qualsiasi titolo di terreni agricoli a coloro che si impegnino a costituire un compendio unico e a coltivarlo o a condurlo in qualità di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale per un periodo di almeno dieci anni dal trasferimento si applicano le disposizioni di cui all’articolo 5-bis, commi 1 e 2, della legge 31 gennaio 1994, n. 97».

Per compendio unico, dottrina e giurisprudenza sono concordi nel definirlo come l’estensione di terreno necessaria al raggiungimento del livello minimo di redditività, determinato dai piani regionali di sviluppo rurale per l’erogazione del sostegno agli investimenti previsti dai regolamenti Ce nn. 1257 e 1260/1999 e successive modificazioni.

Con la norma di favore citata il legislatore ha inteso affermare che il trasferimento di terreni agricoli, al fine della costituzione del compendio unico, è esente da imposta di registro, ipotecaria, catastale, di bollo e di ogni altro genere. In caso di violazioni degli obblighi previsti dal citato articolo 5-bis del decreto n. 228, sono dovute, oltre alle imposte non pagate e agli interessi, maggiori imposte pari al 50 per cento di quelle dovute. Gli onorari notarili per gli atti suddetti sono ridotti a un sesto.

Nessun termine è previsto dalla legge per la costituzione del compendio unico; vi è solo la prescrizione che l’acquirente si impegni a costituirlo all’atto del trasferimento. Tale costituzione può avvenire anche con atti successivi preordinati alla realizzazione del medesimo, in ciascuno dei quali la parte acquirente o cessionaria assume l’impegno a costituire il compendio, il quale potrà sorgere solamente al raggiungimento della superficie necessaria, secondo il modello della fattispecie a formazione «differita», attraverso apposita dichiarazione di costituzione in compendio, contenuta nell’atto di acquisto.

In relazione a quanto sopra, la Commissione tributaria provinciale di Foggia, con sentenza n. 115/06/10 del 15 luglio 2010, ha ritenuto di accogliere il ricorso presentato da un coltivatore diretto al quale l’Ufficio delle Entrate aveva notificato l’avviso di liquidazione per revoca dei benefici fiscali di cui all’art. 5 bis del Dlgs n. 228 del 2001, in quanto non aveva prodotto la documentazione attestante il possesso dei requisiti soggettivi e oggettivi previsti dalla stessa normativa di riferimento.

Il ricorrente, in relazione all’atto di compravendita di terreni agricoli del 2006 nel quale aveva invocato le agevolazioni fiscali in materia di integrità aziendale, ha contestato la pretesa dell’Ufficio
sostenendo che è sufficiente il semplice impegno a costituire un compendio unico e a coltivarlo o a condurlo in qualità di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale (circostanza rilevabile dall’atto di compravendita), aggiungendo, inoltre, che nessun termine è previsto dalla legge per la costituzione del compendio medesimo, essendo sufficiente solo la prescrizione che l’acquirente si impegni a costituirlo all’atto del trasferimento.

Nello specifico, l’interessato aveva prodotto nel 2009 la certificazione attestante il possesso della qualifica di Iap già dal 2005 e tale qualifica sussisteva, quindi, al momento della stipula dell’atto per cui non si era verificata la decadenza dalle agevolazioni in materia di imposizione indiretta e creditizie prevista dall’articolo 1, comma 4, del Dlgs n. 99 del 2004, e ribadita dalla Regione Puglia con apposito provvedimento amministrativo.

La Corte di Cassazione, con sentenza n. 1785 del 19/02/1987, ha affermato che in mancanza di una disposizione normativa contraria valgono le risultanze dell’atto nel quale la dichiarazione di impegno è resa dall’interessato; risultanze sufficienti all’applicazione del trattamento agevolato. Resta comunque salvo il potere dell’Amministrazione competente di procedere con accertamenti per verificare la corrispondenza di quanto dichiarato nell’atto con la realtà fenomenica giuridicamente rilevante.

Per i giudici tributari è necessario privilegiare l’aspetto sostanziale della questione a quello formale della normativa vigente
, relativamente ai tempi di presentazione della certificazione attestante il possesso dei requisiti per poter beneficiare delle agevolazioni, posto che il ricorrente era sin dal 2005 in possesso della qualifica di Iap.


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