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Romano ha commissariato l’Agea
Sotto accusa la nomina del direttore e i presunti rilievi Ue – Ma sullo sfondo resta il caso latte
Agea nell’occhio del ciclone dopo il commissariamento. Come un fulmine a ciel sereno (ma non troppo) giovedì 23 giugno il ministro delle Politiche agricole, Saverio Romano ha «licenziato» il presidente Dario Fruscio (nella foto) nominando commissario dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura, il Generale di Corpo d’armata Mario Iannelli (Guardia di Finanza). «Il commissariamento – si legge nella nota del Mipaaf – si è reso necessario in seguito agli accertati e ai reiterati inadempimenti da parte degli organi di Agea che non hanno provveduto alla nomina del direttore generale, nonché in seguito alle inadempienze amministrative e gestionali che hanno comportato ripetute segnalazioni da parte dell’Unione europea ».
Ma Fruscio non ci sta e annuncia ricorso al Tar contro il decreto del ministero. «Non ho ancora ricevuto notifica del testo – ha replicato il presidente (uscente) di Agea, – tuttavia, se la sostanza è quella annunciata dal ministero posso fin d’ora intravedere un doppio diritto a impugnare la decisione davanti al Tar: alla già mia annunciata volontà di tutelare l’Ente, andrebbe ad aggiungersi l’assenza di motivazioni per commissariare Agea. Questo è un atto grave, che va documentato e provato nei suoi contenuti».
Il presidente di Agea ha inoltre rispedito al mittente anche i due rilievi che emergono dalla nota del Mipaaf. «Mai Agea – ha spiegato – è stata fatta oggetto di segnalazioni da parte della Commissione Ue per inadempienze amministrative e gestionali», mentre riguardo alla mancata nomina del direttore generale Fruscio ha ricordato come «questa nomina si inserisce in un più complesso piano di riorganizzazione, previsto dallo Statuto varato con decreto interministeriale e che, sia il presidente che il consiglio di amministrazione hanno cercato di applicare».
Sul direttore generale c’era già stata una violenta polemica tra Fruscio e l’ex ministro Giancarlo Galan che si era però risolta in uno scambio di battute al vetriolo senza alcun impatto sulla gestione dell’Agenzia. Ma Romano è andato oltre. D’altra parte la posizione di Fruscio appare da tempo assai debole. Nominato dall’ex ministro Zaia, il presidente dell’Agea da tempo non è più sostenuto dalla Lega, suo partito d’appartenenza. E proprio dalla Lega era state avanzate ipotesi di commissariamento. Fruscio che si è mostrato molto rigido sulla vicenda delle multe latte. In particolare Fruscio con tempestività ha girato a Equitalia le cartelle degli allevatori che non avevano aderito alla rateizzazione dei vecchi arretrati. Una mossa che probabilmente non è stata digerita dai leghisti che a Pontida hanno ribadito con forza che le multe non vanno pagate, perché prodotte da conteggi sbagliati.
Intanto lo stesso presidente nelle settimane scorse aveva denunciato le difficoltà operative in occasione di un’audizione alla commissione Agricoltura del Senato. Fruscio aveva segnalato i drastici tagli ai trasferimenti pubblici (dai 214 milioni di euro del 2008 si era scesi ai 168 del 2011, -21,5%) che mettono a rischio il funzionamento di Agea.
Tutti provvedimenti ai quali il ministero per le Politiche agricole ha risposto annunciando l’ennesimo commissariamento. «Negli ultimi quattordici anni – ha detto il responsabile economico della Coldiretti, Pietro Sandali – ho visto tredici cambi al vertice prima dell’Aima e oggi di Agea. In queste condizioni credo sia davvero difficile assicurare il funzionamento quotidiano di questo organismo strategico per l’agricoltura né tantomeno programmare con serenità il futuro del settore». «Attendiamo di conoscere i motivi alla base della decisione del ministro Romano – ha spiegato il presidente della Cia, Giuseppe Politi –. Siamo tuttavia convinti, riguardo alla questione latte, che il presidente di Agea sia chiamato ad applicare la legge indipendentemente dai desideri della politica. Più complesse sono invece le denunce sul funzionamento dell’agenzia che ci preoccupano perché, se confermate, rischiano di penalizzare le aziende agricole». «Non possiamo che essere preoccupati – ha aggiunto il responsabile economico di Confagricoltura, Franco Postorino – per il commissariamento di un organismo chiave per l’agricoltura italiana, che riveste un importante ruolo di coordinamento della spesa delle Regioni, in particolare in materia di sviluppo rurale, e che vorremmo invece impegnato a fornire agli agricoltori servizi efficienti al pari degli organismi pagatori di altri paesi europei».
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