Rischio peronospora e oidio

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Due patogeni sempre pericolosi per le cucurbitacee

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Le coltivazioni di cucurbitacee (melone, anguria e zucchino sono quelle più diffuse in questo periodo) sono sensibili agli attacchi di peronospora (Pseudoperonospora cubensis), in particolare quelle di pieno campo in presenza di condizioni ambientali predisponenti (piogge temporalesche e tempo umido). Le infezioni peronosporiche andranno controllate tempestivamente, soprattutto nei primi stadi di sviluppo delle piantine. Per il melone, la scelta dei prodotti antiperonosporici è vasta e permetterà agevolmente di adottare una strategia antiresistenza che preveda l’uso alternato o contemporaneo di prodotti con meccanismi d’azione diversa. È da tener presente, però, che non tutti i prodotti antiperonosporici registrati su melone, da soli o in combinazione (composti rameici, propineb, fosetil Al, propamocarb, metalaxil-M, metalaxil, cimoxanil, fenamidone, famoxadone, azoxystrobin, dimetomorf, iprovalicarb, mandipropamide, cyazofamide, ametoctradina, metiram, pyraclostrobin, fluopicolide, propamocarb, metiram), lo sono anche sulle altre due colture. Occorrerà quindi verificare l’effettiva registrazione in etichetta per la specifica coltura che si intende trattare.

Alcune sostanze attive, come l’azoxistrobin ed il rame, usate alla comparsa dei primi sintomi, sono efficaci anche contro la cladosporiosi (Cladosporium cucumerinum) dello zucchino che, altrimenti, potrà specificamente essere combattuta con applicazioni di tiram, registrato sulla coltura contro la muffa grigia.

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