Raccolta riso, tengono le varietà da interno

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Dopo una brillante partenza l’annata termina sottotono

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Raccolto anticipato? Sì ma non troppo. E non per tutti. Mentre la risaia-Italia torna a crescere dopo anni di flessione e nella campagna 2015 sfiora quota 220 mila ettari, prevalentemente in Piemonte e Lombardia, le voci dal campo raccontano il polso del raccolto 2015. La situazione non è uniforme, anzi: ci sono risicoltori che hanno terminato i raccolti quand’ancora alcuni ancora non avevano messo in moto la mietitrebbia per entrare in risaia.

In media il taglio è iniziato con una decina di giorni d’anticipo e dovrebbe concludersi, per tutti, entro fine ottobre.

«Attenzione a parlare di record, perché non è così – premette Paolo Dellarole, risicoltore di Santhià –. In realtà già le belle giornate di primavera avevano determinato un anticipo di semina pari a una decina di giorni. Il calendario è proseguito di conseguenza, con alte temperature che hanno sì accompagnato una buona maturazione dei risi, ma pure determinato alcuni problemi a qualche varietà: problemi di macchia (vaiolo), ad esempio, o di mancata fecondazione della granella.

Sono situazioni già viste, in un’annata positiva, ma che non rivela nulla di straordinario. Soprattutto sotto il profilo delle rese, in realtà molto basse per alcune varietà da interno, stante il ciclo produttivo significativamente spinto da un caldo eccessivo. La situazione continua invece a essere preoccupante sotto il profilo dei prezzi, con prezzi al limite del poter remunerare le imprese rispetto al lavoro fatto in risaia, soprattutto per quanto riguarda i risi di varietà Indica».

Lo conferma Pierfranco Balossino, di Asigliano, cuore della piana a sud di Vercelli, che ormai ha quasi finito di tagliare. «In genere – ci racconta – le rese sono nella norma, così come la qualità del riso raccolto. Un’annata soddisfacente, senza estremismi, in un caso o nell’altro. Dipende molto dalle zone in cui ci si trova. A livello di rese, l’unico gruppo su cui ho registrato una leggera flessione è quello delle varietà Indica, con 75 q/ha contro un’aspettativa di 78-80. Raccolto anticipato? Non per me, almeno rispetto alla media storica: certo, tutti abbiamo tagliato prima dello scorso anno, ma il 2014 è stata un’annata molto particolare, con un’estate fredda che ha posticipato il raccolto di settimane. Terminerò il taglio nel prossimi giorni, mancano ancora 15 ha da portare in essiccatoio».

Da Vercelli a Novara, anzi a Vespolate, non lontano dal confine con la Lombardia pavese, Fabrizio Rizzotti, alla sua Cascina Fornace, parla di un’annata «che ha tradito le prospettive, con rese inferiori rispetto allo scorso anno». «L’andamento climatico – spiega Rizzotti – faceva presumere un inizio di campagna eccezionale, con tutti i mezzi agricoli in campo in anticipo e un raccolto tranquillo, senza problemi. Invece non è andata così: inspiegabilmente, nonostante sole e caldo, la maturazione delle pannocchie è stata lenta e, rispetto alla media storica, è davvero difficile parlare di raccolti anticipati. Sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, l’annata è stata inferiore alla media, e si sono registrati problemi di macchiatura e vaiolatura addirittura superiori al 2014. Per di più, tempi e costi di essiccazione si dilatano. Il capitolo prezzi non registra troppe novità: tengono i risi da interno, come Carnaroli, Volano e Arborio: ma è disastrosa la situazione relativa alle varietà Indica, con quotazioni al di sotto dei costi di produzione»

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