martedì, 07 febbraio 2012
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Informazione e Aggiornamento / Prove tecniche

PROVATO DA VOI: Trattore McCormick XTX 165

L’XTX 165 provato per voi nel Trevigiano

PROVATO DA VOI: Trattore McCormick XTX 165

TAG:
innovazione, macchine agricole, prove meccaniche




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Di “mestiere” l'XTX McCormick che prendiamo in esame questo mese fa praticamente il viaggiatore. Nel senso che continua ad andare avanti e indietro con una botte da 260 quintali. Questo perché i suoi proprietari – i fratelli Mirko e Fabio Serraglio – fanno della gestione liquami una delle attività principali della loro azienda.

Non siamo in zona ad altissima densità zootecnica, a dire il vero. A San Zenone degli Ezzelini (provincia di Treviso, ma al confine con Vicenza), le stalle non abbondano. Ma i Serraglio non si limitano al cortile di casa, quando si tratta di lavorare: «Seguiamo, come contoterzisti, due grosse realtà: una a Rovigo e una nel Ferrarese. Sono lontane, ma per lavorare bisogna anche spostarsi, perché qui non c'è molto spazio per il contoterzismo. Molti terreni non sono irrigui e quindi l'agricoltura è piuttosto povera, non dà tanto da lavorare alle imprese di meccanizzazione», spiega Mirko.

Nel Rodigino e nel Ferrarese, invece, le cose sono diverse. «Ci sono aziende molto più grandi, che hanno necessità di servizi in conto terzi. Per questo ci spostiamo per tanti chilometri». Il McCormick XTX fa parte a pieno titolo di questa attività “in trasferta”.

Specializzato in trasporti

La macchina – per essere precisi un XTX 165 – è stata acquistata con uno scopo ben preciso: «Deve fare quasi esclusivamente trasporto di liquami, con una botte Bossini da 260 quintali di portata (tecnica). A parte quello, lo usiamo con la lama da neve in inverno. Inoltre, qualche lavoretto quando capita, ma cose da poco», dice Fabio Serraglio. Con ciò, l'XTX non è poco sfruttato: acquistato nella primavera del 2008, ha già lavorato per oltre 1.900 ore. «Praticamente fa mille ore l'anno; quasi tutte su strada». Ovviamente un’applicazione così specifica ha portato all'acquisto di un trattore con caratteristiche particolari: equipaggiamento di base per sollevatore, distributori e Pto, maggior attenzione alla trasmissione e al comfort di guida. La scelta è caduta su McCormick anche per questo. «Avevamo bisogno di una macchina con un certo numero di rapporti sotto carico, per non dover sempre cambiare marcia. Inoltre, la volevamo confortevole su strada: quindi maneggevole, con una buona visibilità e ben climatizzata. Ma doveva anche avere un costo accettabile, perché di questi tempi non si possono “buttare” i soldi. Chiaramente – continua il contoterzista – avremmo dovuto scegliere un cambio a variazione continua. Ma i marchi davvero affidabili su questo tipo di trasmissioni a nostro avviso sono pochissimi; anzi praticamente uno solo. E ha un costo che non ci sentivamo di sostenere. McCormick è una buona macchina, robusta e ben curata e soprattutto fa risparmiare 30mila euro, che non sono poca cosa».

Si potrebbe pensare che i soldi risparmiati nell'acquisto se ne vadano in gasolio, visto che la trasmissione a variazione continua, solitamente, ha pochi rivali quando è su strada. Ma alla fine anche l'ExtraSpeed di questo XTX se la cava bene. «Siamo tra i 15 e i 20 litri l'ora, a seconda che si faccia più strada o più interramento. Ovviamente durante il viaggio consuma meno, mentre quando ha tutte e quattro le ancore della botte piantate nel terreno, il gasolio ci vuole».

Motore: lode ai Nef

La scelta è caduta su un XTX 165, come abbiamo detto. «È un giusto equilibrio tra potenza e risparmio. Ha 162 cavalli ed è abbastanza pesante per fare bene il traino e anche lo spandimento in campo, ma non è troppo grosso per essere sprecato a lavorare con una botte da liquami. Soprattutto – aggiunge Fabio Serraglio – ha un motore che rende molto bene».

Da qualche tempo i McCormick montano Nef. In questo caso un Betapower 6 cilindri da 6,7 litri turbo intercooler. I cavalli, come abbiamo detto, sono 162 (119 kW) e diventano 171 per applicazioni pesanti alla Pto, grazie al Power Management. La coppia massima è di 747 Nm, con il 40% di riserva. «Peccato che il sistema di extrapotenza funzioni soltanto con la presa di forza. Per noi sarebbe stato più utile in trasporto. Ma comunque di cavalli ce ne sono. È un buon motore, con una bella ripresa e soprattutto molto elastico. Penso che dipenda dalla cilindrata: 6.720 cc sono tanti per un 165 cavalli con circa 70 quintali di peso zavorrato. Il motore non sforza mai, ha sempre della coppia di riserva». La gestione dei liquami non si esaurisce nel trasporto. Una volta arrivati a destinazione, c'è l'interramento. «Elasticità e riserva di coppia si vedono soprattutto allora. Nel Ferrarese c'è terra molto dura. E in luglio secca, per cui piantare quattro ancore nel terreno e tirarle non è facile. Eppure non abbiamo mai avuto difficoltà particolari».

Con la botte da liquami, ovviamente, lavora anche la presa di potenza. «In realtà non è granché sollecitata. Deve far girare la pompa,ma non è un impegno paragonabile a certe applicazioni, come una vangatrice. Comunque lavora bene, non ha mai dato problemi» dicono i due fratelli.

Una particolarità del McCormick è il telaio portante. Aggiunge peso – e quindi non sempre è gradito dagli utenti – ma assicura anche una solidità non indifferente. «A noi – spiega Fabio – è tornato utile per la lama da neve. Infatti abbiamo realizzato un attacco per la lama appoggiandoci proprio al telaio. Una cosa complessa, perché abbiamo dovuto far fare uno studio strutturale a un ingegnere e poi rifare il collaudo della macchina. Comunque è andato tutto bene. Ora la lama si aggancia su un supporto fissato al telaio e non sul corpo macchina. Dovrebbe essere una soluzione molto più robusta e che garantisce maggior durata al trattore, perché i colpi ricevuti si scaricano sul telaio. D'accordo che la lama ha le molle di sicurezza, ma quando si prende un dosso o un terrapieno, comunque al trattore arrivano delle belle “botte”». I fratelli Serraglio appartengono a quel genere di contoterzisti che ama mettere le mani sulle macchine. Oltre a questo intervento, infatti, ne hanno eseguiti altri: protezioni aggiuntive ai parafanghi anteriori, per salvare sollevatore e batteria dal fango, e poi una “prolunga” per rendere accessibili alcuni ingrassatori sistemati sotto la pancia della macchina, in posizione scomoda.


Otto marce sotto carico: l'unico della categoria
Il McCormick XTX è disponibile in due allestimenti: Std e E-Plus, quest'ultimo con distributori elettroidraulici e cambio full powershift. I Serraglio hanno scelto la versione standard, che ha un cambio con quattro gamme, ma ben otto marce sotto carico per ciascuna di esse. «Da quel che sappiamo, è il solo ad avere otto rapporti powershift per ogni gamma. Certo, ci sono i powershift completi, con 18 o più rapporti in sequenza, ma parliamo di un altro genere di macchina. Per le nostre esigenze, questo sistema va benissimo – aggiunge Fabio Serraglio – perché si possono fare i lavori senza mai cambiare rapporto meccanico: con otto marce riesci a gestire qualsiasi situazione, sia su strada sia in campo». Per la cronaca, anche le gamme possono essere cambiate senza usare la frizione, ma semplicemente con la frizione elettroidraulica sistemata sulla leva delle marce. Non è presente, invece, il cambio automatico dei rapporti, fornito con la versione E-Plus.

L'inversore è elettroidraulico al volante, chiaramente sotto carico. Ottimo, a sentire i proprietari:
«Lavora davvero bene, è morbido e si innesta sempre senza problemi. Meglio, per esempio, di quello dell'MTX 200, altro McCormick che abbiamo in azienda». I Serraglio sono affezionati a McCormick: oltre all'XTX e all'MTX hanno un MC 115 e un CX 95. «Alla fine è sì una questione di fedeltà al marchio, ma soprattutto di buon rapporto con il concessionario. Danieli, di Sala Istrana (Tv), è una garanzia: ci è sempre venuto incontro quando abbiamo avuto bisogno ed è disponibile in ogni momento per l'assistenza. Sono cose importanti nel nostro lavoro. Inoltre avere trattori della stessa marca ci facilita. Per esempio, una volta stavamo lavorando a Ferrara e si è rotta una spina del sollevatore sul 200 cavalli. Invece di tornare a Treviso per prenderne un'altra, abbiamo smontato quella dell'XTX e abbiamo finito la giornata. Se fossero stati di due marche diverse, non avremmo potuto farlo». Concludiamo con la maneggevolezza, requisito non trascurabile per chi fa soprattutto trasporti. Il McCormick ha un angolo di sterzata di 55°, con 4,9 metri di raggio di svolta. Non male, come confermano i due contoterzisti: «La maneggevolezza va bene. In campo, con la botte, resta fuori soltanto una striscia di circa 4 metri, in capezzagna. Tenendo conto che spesso a bordo campo ci sono gli argini, è un margine minimo. Alla fine i problemi di manovrabilità sono più legati alla lunghezza della botte che al trattore. Bisogna anche dire, però, che abbiamo allargato al massimo la carreggiata, per sfruttare tutta la sterzata».

Il ponte anteriore è sospeso. «Molto valido per i trasporti.
Su strada si sente bene il suo effetto. È una sospensione a ruote indipendenti, della Carraro. La montano tutti i migliori. L'unica cosa che ci dispiace, dopo averlo provato, è di non aver preso anche la cabina ammortizzata. A ogni modo, si lavora bene».

Comfort e comandi

Dal momento che stiamo parlando della cabina, concludiamo l'argomento. «Lo spazio è buono e l'isolamento  dall'esterno anche. Si sente poco rumore, assolutamente non dà fastidio. Invece lascia un po' a desiderare la tenuta delle guarnizioni: quando si lava con il getto a pressione, se insisti un attimo di troppo passa acqua all'interno». La visibilità, continuano i fratelli Serraglio, è buona, sia anteriormente sia sul posteriore. «Abbiamo soltanto un appunto: la posizione degli specchietti retrovisori. Quando ci si ferma agli incroci, coprono le auto che arrivano dai lati e bisogna abbassarsi per vedere che non ce ne siano. Ma è l'unico problema di visibilità del trattore».

Promosso anche il climatizzatore, giudicato efficiente e ben distribuito in cabina. Anche la disposizione dei comandi non dà problemi. «La leva del cambio è a portata di mano e lo stesso vale per l'inversore – che naturalmente è vicino al volante – e le leve dei distributori. Tuttavia la leva del cambio vibra in terza gamma, in modo un po’ fastidioso, tanto che abbiamo portato il trattore all'assistenza per farla sistemare».

Qualche problema ai sensori

La vibrazione del cambio non è stato il solo inconveniente riscontrato dai due contoterzisti. Ma bisogna subito dire che i problemi sono stati, fortunatamente, sempre di poco conto e pienamente giustificabili visto il numero di ore lavorate. Molti metterebbero la firma per avere soltanto quattro o cinque guasti di scarsa entità in quasi duemila ore di lavoro. «Il problema più serio è stato al sensore di velocità del cambio. Per un difetto di fabbricazione, si surriscaldava e di conseguenza il sistema andava in blocco, permettendo di innestare soltanto due marce. Una sicurezza per evitare danni maggiori in caso di guasti seri. In realtà non era soltanto il nostro sensore ad avere un difetto, ma tutta una partita. Infatti, lo abbiamo fatto sostituire e quello nuovo dopo un po' ha fatto lo stesso scherzo. Alla fine ci hanno messo un sensore di un'altra partita e tutto si è risolto: ha fatto ormai mille ore da allora e non si è più bloccato».

Altra piccola rottura ha riguardato il serbatoio dell'acqua di raffreddamento. Causa crepa, perdeva acqua ed è stato sostituito. Inoltre si è registrata l'ossidazione di un cavo della batteria, legata però più all'uso come sgombraneve che a un difetto della macchina. Più serio l'inconveniente all'impianto di frenatura. «Quando si lascia il trattore fermo per qualche giorno, l'impianto si vuota e si formano bolle d'aria. Così, quando si frena, il pedale va a fine corsa. Alla fine il rimorchio frena lo stesso, quindi ci si ferma. Però l'impianto non funziona bene e bisogna spurgare l'aria. Ad ogni modo, anche questo difetto dovrebbe essere sistemato in breve tempo», sostiene Mirko Serraglio.

Impianto idraulico

Concludiamo con il dispositivo meno usato: il sollevatore. «A dire il vero non sapremmo quasi se funziona bene o meno, perché di aratura questo trattore non ne ha fatta. Però possiamo dire qualcosa sull'MTX 200, che ha lo stesso sollevatore elettronico della Bosch. Lavora discretamente bene. Bisogna prendere un po' la mano sul sistema di controllo dello sforzo, ma una volta impostato quello, si va che è un piacere». La portata è di 8 tonnellate alle rotule, con controllo dello sforzo, della profondità e compensatore di oscillazioni. I distributori, invece, sono meccanici (tranne uno, elettroidraulico). Al massimo possono essere cinque. Secondo i due contoterzisti, fanno il loro dovere senza grattacapi. Ad alimentare il tutto, una pompa load sensing da 110 litri al minuto.

«Anche le manutenzioni sono abbastanza semplici. Soprattutto perché il cofano è un monoblocco basculante che libera il motore e i filtri in un attimo. A conti fatti, tutta la macchina dà soddisfazioni. Le cose migliori sono il motore e il comfort di guida. I difetti, per fortuna, sono poca cosa. Insomma, è una macchina che finora ci ha reso bene».


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