Informazione e Aggiornamento / Prove tecniche
PROVA IN CAMPO. Trattore Fendt 211 Vario
Serie 200 Vario: Fendt diventa la prima casa ad avere tutta la gamma con variazione continua
Mancava ancora un tassello, a Fendt, per potersi dichiarare “Vario al 100%”, ovvero per avere il vanto di essere la prima a offrire una gamma completa – da 70 a 360 cavalli, specialistici compresi – con cambio a variazione continua. Il tassello è stato messo da poco, con il nuovo Fendt 200 Vario, che sostituisce la vecchia gamma 200S con cambio meccanico, andata in pensione l'estate scorsa. Era una mossa scontata, dopo che, nel 2009, erano stati presentati gli specialistici a variazione continua: avendo risolto brillantemente il grave problema di concentrare un cambio Vario in una macchina da frutteto, trasferire la tecnologia su un modello di pari potenza, ma da campo aperto, era soltanto questione di volontà.
Non a caso abbiamo citato i Fendt 200 da vigneto e frutteto: in comune con la versione specialistica, la gamma da campo aperto ha alcune componenti importanti. Per esempio, il motore: 3 cilindri Sisu da 3,3 litri, turbo common rail, con raffreddamento esterno dei gas di scarico AgrEx. Poi, ovviamente, la trasmissione, che è la versione compatta e “semplificata” del cambio Vario montato sulle grandi macchine. Infine, anche alcune componenti della cabina (non le dimensioni, ovviamente) sono le stesse delle versioni da vigneto e frutteto.
Un nuovo Fendt, che va a coprire un settore difficile come quello delle potenze tra 70 e 100 CV con una macchina dalle caratteristiche sicuramente non comuni, è una sfida davvero interessante. Per prima cosa, dal punto di vista commerciale. Quanto spazio c'è sul mercato per un trattore di bassa potenza, ma super-accessoriato come questo? Tecnologia e comodità d'uso hanno sufficiente appeal per reggere una concorrenza basata quasi esclusivamente sul prezzo? I primi dati sulle vendite dicono di sì. In secondo luogo – ma non meno importante – c'è la sfida tecnologica: un 100 cavalli a variazione continua quanto è davvero superiore rispetto a un trattore con cambio meccanico? Cerchiamo di capirlo mettendo sotto la lente d'ingrandimento il modello più potente della gamma: il 211 Vario, con 100 cavalli nominali e 110 di potenza massima.
Motore di casa Agco
Come già segnalammo aproposito della gamma 200 Vario da vigneto, Fendt ha scelto per queste macchine un motore “casalingo”, ovvero realizzato dalla Sisu, da qualche anno marchio del gruppo Agco. Un tre cilindri, da 3,3 litri (alesaggio 108 mm, corsa 120 mm) dotato di tecnologia common rail e ricircolo dei gas di scarico (livello emissioni Tier IIIA). Le potenze, nominale emassima secondo i parametri Ece R 24, sono di 74 e 81 kWa1. 900giri, con il 42% di riserva di coppia e una coppia massima di 458 Nm a 1.600 giri/min. I consumi segnalati dal produttore sono di 212 grammi per kWh, vale a dire circa 17 litri al massimo sforzo. Come vedremo, in prova la macchina ha dimostrato di poter rispettare ampiamente questo valore. Il serbatoio del carburante è collocato in due posizioni: metà sul muso della macchina e il resto sul lato sinistro, sotto il cassettino degli attrezzi. In questo modo si riescono a caricare 125 litri di carburante. Sufficienti per circa una giornata di lavoro.
Trasmissione: Vario in miniatura
Il principale successo dei progettisti di questa macchina, come abbiamo già detto sul numero 3/2009, è stato quello di riuscire a miniaturizzare un dispositivo complesso come un cambio a variazione continua fino a farlo stare nelle dimensioni di un trattore specialistico. O, come in questo caso, un compatto da 100 cavalli. Il cambio Vario è paragonabile a quello delle categorie superiori e dispone anche del Tms, non di serie, ma come optional. Inoltre, è più basso di un cambio meccanico ed essendo parzialmente incorporato nell'assale posteriore, permette di avere la cabina a fondo piatto. L'eliminazione del tunnel centrale nonché – ovviamente – delle leve di cambio, gamme e super riduttore, conferisce all'abitacolo un comfort difficile da trovare su una macchina di questa categoria.
Soluzioni dimensionali a parte, il funzionamento del cambio è quello ben noto e pertanto lo diamo per scontato. Abbiamo le classiche quattro gamme di lavoro e la possibilità di usare il trattore semplicemente con il pedale dell'acceleratore oppure agendo sulla levetta del cambio: più lo spingo, più il trattore accelera, mentre se lo tiro indietro rallenta fino a fermarsi e poi – premendo contemporaneamente il tasto di consenso– riparte in senso inverso. La velocità di spostamento va da 20 metri a 40 km l'ora (25 km orari in retromarcia). Parliamo un po' anche del ponte anteriore ammortizzato, con un sistema a clessidra: un cilindro idraulico riceve i colpi dal terreno e manda olio agli ammortizzatori ad azoto. Il basculamento, inoltre, consente di avere la macchina sempre incollata al terreno, in qualsiasi condizione. L'escursione è di 10°, con livellamento automatico in rapporto al carico. Buona anche la sterzata: 52°, favorita dai parafanghi sterzanti (a richiesta). In abbinamento al ponte basculante, offre un raggio di svolta di 4 metri scarsi (3,98 per la precisione).
Terminiamo con il bloccaggio dei differenziali: elettroidraulico, con funzione automatica sul sollevamento dell'attrezzo, ma non in ragione dell'angolo di sterzata.
Idraulica e sollevatore
La pompa idraulica ha una portata di 48 litri al minuto. A richiesta, il 211 Vario è fornito anche con pompa tandem da 41+35 litri. Il sistema idraulico alimenta fino a quattro distributori posteriori e due più un ritorno libero sul fianco destro. Tra gli optional si può avere anche il sollevatore anteriore, con Pto. I distributori sono meccanici, con leva a croce e possibilità di regolazione della portata, sul primo e sul terzo, tra 5 e 65 litri. La quantità massima di olio estraibile per uso esterno è di 34 litri. Il sollevatore è a controllo elettronico Ehr, con compensatore di oscillazioni e controllo della posizione e dello sforzo. La portata alle rotule è di 42 quintali, mentre per il sollevatore posteriore abbiamo una capacità di 24,9 quintali.
In prova
Un trattore da 100 cavalli come il “nostro” 211 Vario è macchina con una destinazione ben precisa. Preparazione del terreno e semina per chi fa cerealicoltura, fienagione e caricatore frontale per l'azienda zootecnica. Infine, sottolinea Fendt, è la macchina perfetta per l'agricoltura di montagna, perché ha il giusto rapporto tra peso e potenza e, grazie al ponte sospeso e al baricentro basso, assicura trazione e un’eccezionale stabilità anche in pendenza.
La nostra prova, comunque, si è svolta su terreno pianeggiante. Abbiamo messo al lavoro la macchina con un attrezzo impegnativo: un Lemken Thorit 8 da tre metri. Si tratta di un coltivatore a denti diritti, dotato di 12 ancore su tre file. Se interrato del tutto, arriva a 40 cm di profondità: ce n'è più che a sufficienza per far soffrire 110 cavalli.
Invece, il Sisu 3 cilindri se l'è cavata “da signori”. A una profondità di circa 25 cm ha lavorato attorno agli 8 km orari: il passo giusto per un attrezzo che deve correre per fare bene. Interrando ulteriormente il Thorit, la velocità è scesa fino a circa 4 km orari, troppo pochi per garantire il giusto rivoltamento del terreno. Va aggiunto, tuttavia, che il test è stato fatto su suolo bagnato. In altre parole il trattore ha dato ottima prova di sé, mostrando da una parte delle insospettabili doti di ripresa e brillantezza e dall'altra un'elevata aderenza al suolo. Un pregio che a nostro avviso è da attribuire soprattutto al ponte sospeso: anche a velocità sostenuta è evidente come gli ammortizzatori tengano le ruote anteriori incollate al terreno, migliorando la forza di trazione della macchina. Finiamo con i consumi: 20 litri (secondo il computer) al massimo sforzo. Vale a dire, nelle lavorazioni leggere tipiche di questa gamma di macchine, tra 10 e 14 litri l'ora. Ottimi.
Il sollevatore ci è sembrato efficiente. Su un trattore da 110 cavalli non occorre che abbia doti superlative di controllo dello sforzo. Questo impianto, comunque, è sicuramente all'altezza del trattore: facile da gestire e con una buona portata.
Tra le altre cose che ci sono piaciute segnaliamo la visibilità, che è elevata su tutti i lati, e la maneggevolezza. La macchina è estremamente compatta, soprattutto nel muso, e pertanto è facilmente gestibile in ogni situazione. Il passo di 2,3 metri, del resto, lo testimonia. Un'altra cosa molto interessante è la carreggiata di 1,69 metri: come si vede dalle foto che pubblichiamo, riesce a lavorare con una seminatrice da 8 file e pneumatici da 540 65 R34. Un vantaggio evidente, perché è possibile seminare mais con la otto file senza rinunciare alle gomme larghe. Le quali, su un trattore che pesa a vuoto circa 40 quintali (42 secondo la nostra pesatura) sono necessarie per non compattare il terreno.
Con il peso, apriamo il capitolo delle cose che non ci hanno del tutto convinto. Un 100 cavalli da 40q uintali e rotti minaccia problemi di compattamento, se usato in preparazione del terreno e semina. Il mercato offre macchine di potenza analoga con 5 quintali meno e in queste occasioni 5 quintali sono importanti. Chiaramente, si parla di trattori con cambio meccanico e a volte la sola mezza marcia elettroidraulica, senza ponte sospeso e con una dotazione assolutamente non paragonabile a quella del Fendt 211. Ma, lo ripetiamo, stiamo analizzando un trattore da 100 cavalli (o da 70, nel caso si scelga il Vario 207) e non siamo così sicuri che l'utilità di un equipaggiamento di prim'ordine come questo sia compresa da tutti gli utenti. Soprattutto quando si considera il costo. Per il 211 con equipaggiamento completo, si parla di 75mila euro. Prezzo di listino, cui si applica perlomeno un 10% di sconto. Ma resta il fatto, innegabile, che la media di mercato, per questa categoria, sia ben inferiore a queste cifre.
Segnaliamo, per finire, quello che ci è sembrato l'unico difetto dal punto di vista tecnico-progettuale: l'acceleratore a mano. Posto sul cruscotto, di fianco al volante, è lontano dal sedile dell'operatore ed è quindi molto difficile da azionare. Un difetto che non si manifesta nelle versioni specialistiche, ovviamente, perché la cabina è più corta di quella del trattore da campoaperto.
Concludiamo la nostra panoramica con la cabina. La comodità dei comandi è evidente. Il cambio è riassunto nella levetta del Vario, con tasto di consenso e gestione elettronica Tms. Il sollevatore ha una pratica leva sulla consolle. I distributori sono un po' in basso e quindi non proprio comodi, ma comunque in posizione ancora gestibile. Ben organizzati anche i comandi della presa di potenza, che ha le solite velocità: 540 emille giri, con una funzione Eco che permette di raggiungere la rotazione massima a meno di 1.600 giri/motore.
Il climatizzatore ci è sembrato nella media. Anzi buono, per la categoria. Il comfort, con sedile pneumatico, cabina ammortizzata (optional) e ponte sospeso, è degno di una macchina da 150 cavalli almeno.
Dunque, un signor trattore. Con un ottimo motore, un cambio che abbassa la soglia della variazione continua a 70 CV e un ponte sospeso eccellente. Resta da capire chi può permetterselo, con i chiari di luna attuali. Ma se un agricoltore ha 70 mila euro da spendere in un trattore, è proprio un bell'acquisto.
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