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Serie 200 Vario: Fendt diventa la prima casa ad avere tutta la gamma con variazione continua

PROVA IN CAMPO. Trattore Fendt 211 Vario

Il nuovo uscito è un trattore di lusso, con motore Sisu da 3 cilindri e un ponte sospeso che in pochi possono vantare, nella categoria. Lo abbiamo messo alla prova con un coltivatore a 12 ancore e una seminatrice da otto file. E le sorprese non sono mancate

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11 Maggio 2010

Mancava ancora un tassello, a Fendt, per potersi dichiarare “Vario al 100%”, ovvero per avere il vanto di essere la prima a offrire una gamma completa – da 70 a 360 cavalli, specialistici compresi – con cambio a variazione continua. Il tassello è stato messo da poco, con il nuovo Fendt 200 Vario, che sostituisce la vecchia gamma 200S con cambio meccanico, andata in pensione l'estate scorsa. Era una mossa scontata, dopo che, nel 2009, erano stati presentati gli specialistici a variazione continua: avendo risolto brillantemente il grave problema di concentrare un cambio Vario in una macchina da frutteto, trasferire la tecnologia su un modello di pari potenza, ma da campo aperto, era soltanto questione di volontà.

Non a caso abbiamo citato i Fendt 200 da vigneto e frutteto: in comune con la versione specialistica, la gamma da campo aperto ha alcune componenti importanti. Per esempio, il motore: 3 cilindri Sisu da 3,3 litri, turbo common rail, con raffreddamento esterno dei gas di scarico AgrEx. Poi, ovviamente, la trasmissione, che è la versione compatta e “semplificata” del cambio Vario montato sulle grandi macchine. Infine, anche alcune componenti della cabina (non le dimensioni, ovviamente) sono le stesse delle versioni da vigneto e frutteto.

Un nuovo Fendt, che va a coprire un settore difficile come quello delle potenze tra 70 e 100 CV con una macchina dalle caratteristiche sicuramente non comuni, è una sfida davvero interessante. Per prima cosa, dal punto di vista commerciale. Quanto spazio c'è sul mercato per un trattore di bassa potenza, ma super-accessoriato come questo? Tecnologia e comodità d'uso hanno sufficiente appeal per reggere una concorrenza basata quasi esclusivamente sul prezzo? I primi dati sulle vendite dicono di sì. In secondo luogo – ma non meno importante – c'è la sfida tecnologica: un 100 cavalli a variazione continua quanto è davvero superiore rispetto a un trattore con cambio meccanico? Cerchiamo di capirlo mettendo sotto la lente d'ingrandimento il modello più potente della gamma: il 211 Vario, con 100 cavalli nominali e 110 di potenza massima.

Motore di casa Agco
Come già segnalammo aproposito della gamma 200 Vario da vigneto, Fendt ha scelto per queste macchine un motore “casalingo”, ovvero realizzato dalla Sisu, da qualche anno marchio del gruppo Agco. Un tre cilindri, da 3,3 litri (alesaggio 108 mm, corsa 120 mm) dotato di tecnologia common rail e ricircolo dei gas di scarico (livello emissioni Tier IIIA). Le potenze, nominale emassima secondo i parametri Ece R 24, sono di 74 e 81 kWa1. 900giri, con il 42% di riserva di coppia e una coppia massima di 458 Nm a 1.600 giri/min. I consumi segnalati dal produttore sono di 212 grammi per kWh, vale a dire circa 17 litri al  massimo sforzo. Come vedremo, in prova la macchina ha dimostrato di poter rispettare ampiamente questo valore. Il serbatoio del carburante è collocato in due posizioni: metà sul muso della macchina e il resto sul lato sinistro, sotto il cassettino degli attrezzi. In questo modo si riescono a caricare 125 litri di carburante. Sufficienti per circa una giornata di lavoro.

Trasmissione: Vario in miniatura
Il principale successo dei progettisti di questa macchina, come abbiamo già detto sul numero 3/2009, è stato quello di riuscire a miniaturizzare un dispositivo complesso come un cambio a variazione continua fino a farlo stare nelle dimensioni di un trattore specialistico. O, come in questo caso, un compatto da 100 cavalli. Il cambio Vario è paragonabile a quello delle categorie superiori e dispone anche del Tms, non di serie, ma come optional. Inoltre, è più basso di un cambio meccanico ed essendo parzialmente incorporato nell'assale posteriore, permette di avere la cabina a fondo piatto. L'eliminazione del tunnel centrale nonché – ovviamente – delle leve di cambio, gamme e super riduttore, conferisce all'abitacolo un comfort difficile da trovare su una macchina di questa categoria.

Soluzioni dimensionali a parte, il funzionamento del cambio è quello ben noto e pertanto lo diamo per scontato. Abbiamo le classiche quattro gamme di lavoro e la possibilità di usare il trattore semplicemente con il pedale dell'acceleratore oppure agendo sulla levetta del cambio: più lo spingo, più il trattore accelera, mentre se lo tiro indietro rallenta fino a fermarsi e poi – premendo contemporaneamente il tasto di consenso– riparte in senso inverso. La velocità di spostamento va da 20 metri a 40 km l'ora (25 km orari in retromarcia). Parliamo un po' anche del ponte anteriore ammortizzato, con un sistema a clessidra: un cilindro idraulico riceve i colpi dal terreno e manda olio agli ammortizzatori ad azoto. Il basculamento, inoltre, consente di avere la macchina sempre incollata al terreno, in qualsiasi condizione. L'escursione è di 10°, con livellamento automatico in rapporto al carico. Buona anche la sterzata: 52°, favorita dai parafanghi sterzanti (a richiesta). In abbinamento al ponte basculante, offre un raggio di svolta di 4 metri scarsi (3,98 per la precisione).

Terminiamo con il bloccaggio dei differenziali: elettroidraulico, con funzione automatica sul sollevamento dell'attrezzo, ma non in ragione dell'angolo di sterzata.