Promozione potenziata. Meno vincoli e più fondi

SOSTEGNI UE
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Cambiano le regole per finanziare l’informazione
e la promozione dei prodotti
agricoli dentro e fuori l’Unione europea. La
nuova politica di promozione, intesa come
strumento per aprire nuovi mercati e diversificare
i partner commerciali, potrà beneficiare
di un aumento considerevole della
dotazione di bilancio, destinata a passare
progressivamente dai 61,5 milioni di euro
del 2013 ai 200 milioni del 2020.

Il contributo nazionale scomparirà mentre
quello dell’Ue aumenterà e al tempo stesso
si differenzierà per incoraggiare la promozione
nei paesi terzi, finora sottodimensionata,
e i programmi multipli, più efficaci perché
proposti da organizzazioni di più Stati
membri o da organizzazioni professionali o
interprofessionali rappresentative a livello
dell’Unione.
Ma partiamo dallo status quo.

L’80% arriverà da Bruxelles

Finora la partecipazione finanziaria dell’Ue
ai programmi selezionati è arrivata a coprire
il 50% del costo effettivo degli stessi (il 60%
per la promozione di frutta e verdura nelle
scuole della Comunità e per l’informazione
nella Ue sulle abitudini di consumo responsabile
e sui danni provocati dal consumo pericoloso di bevande alcoliche). Le organizzazioni
proponenti hanno dovuto partecipare
al finanziamento dei programmi per almeno
il 20% del costo effettivo e gli Stati membri
hanno contribuito per la parte restante.
In Italia, in particolare, posto il 50% a carico
dell’Ue, lo Stato ha partecipato per il 20%,
lasciando gravare sull’organizzazione proponente
il 30% (per le campagne sul consumo
di bevande alcoliche le stesse quote sono
state del 60%, 20% e 20%).

Posto ciò, a partire dal 1° gennaio 2015, quando
entrerà in vigore il nuovo Reg. 1144 pubblicato
lo scorso 4 novembre (che abroga il
Reg.3/2008), il contributo dell’Unione verrà
innalzato all’80% per la promozione nei paesi terzi, mentre nel caso della promozione nel
mercato interno si diversificherà tra il 70%,
per i programmi semplici (presentati da una
o più organizzazioni provenienti dallo stesso
Stato membro), e l’80%, per i programmi multipli.
In caso di crisi, invece, la partecipazione
dell’Ue sarà dell’85%, senza distinzioni per
tipo di programma.

Marchi e origine più visibili

La quota restante resterà comunque a carico
esclusivo delle organizzazioni proponenti.
Il regolamento appena pubblicato ammorbidisce
inoltre la posizione rispetto alla menzione
dei marchi o dell’origine dei prodotti.
Pur ribadendo il principio che le azioni di
informazione e di promozione non devono
essere orientate in loro funzione, consente
infatti di renderli entrambi visibili, per migliorare
la qualità e l’efficacia di dimostrazioni e
degustazioni e del materiale informativo e
promozionale.

Come ulteriori novità ci sarà un ampliamento
della gamma dei prodotti sovvenzionabili
e dei beneficiari. In particolare, in aggiunta
alle organizzazioni professionali o interprofessionali
e alle organizzazioni di produttori,
potranno proporre programmi anche gli organismi
del settore agroalimentare che fanno
promozione dei prodotti agricoli o forniscono
informazioni sugli stessi.

(*) Ismea

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