“Progetto qualità” per i concimi

FERTILIZZANTI

Nel 2011 il 18% dei concimi in commercio è risultato irregolare e i dati dei primi sei mesi di quest’anno sono in linea con questa percentuale. L’illecito più diffuso è la mancata rispondenza in etichetta del titolo (quantità di elementi nutritivi) e del peso del concime contenuto nei sacchi confezionati. Le altre irregolarità più comuni sono la non conformità delle indicazioni obbligatorie in etichetta e la mancata iscrizione al registro dei fertilizzanti e dei produttori prima dell’immissione in commercio. Più raramente si ha a che fare con prodotti non contemplati dall’attuale legislazione italiana o europea.

Il dato, elaborato dall’Icqrf (Repressione frodi), è stato riferito da Emilio Gatto, direttore generale della prevenzione e del contrasto alle frodi agro-alimentari del Mipaaf, intervenuto alla tavola rotonda “Sicurezza alimentare: il controllo su frodi e qualità dei fertilizzanti” organizzato da Assofertilizzanti (Federchimica) in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione nell’ambito del “Salone della ricerca, innovazione e sicurezza alimentare” che si è tenuto a Milano il 16 ottobre scorso.

«A tutela degli agricoltori – ha detto Gatto – che devono poter disporre di fertilizzanti a titolo garantito, sicuri per l’ambiente ed efficaci per le loro produzioni, effettuiamo dai 1.200 ai 1.500 controlli ogni anno, comprese le verifiche dei prodotti “borderline”, oltre che per la frode commerciale anche una possibile frode fiscale». Infatti l’Iva sui fertilizzanti è del 4% mentre sugli agrofarmaci sale al 10%.

Per contrastare le frodi nel campo dei fertilizzanti è stato stipulato un accordo di collaborazione fra Assofertilizzanti e Icqrf con lo scopo di favorire la commercializzazione di prodotti a norma e, allo stesso tempo, anche per aiutare le ditte a migliorare la loro produzione. «Effettuiamo un’attività di ricerca – spiega Gatto – su campioni anonimi, in genere prelevati dalle ditte associate ad Assofertilizzanti contestualmente a quelli che utilizziamo per la nostra attività istituzionale di controllo. Sui primi 197 campioni esaminati 29 sono risultati irregolari, ossia il 15%, con una incidenza un po’ più bassa rispetto alla media globale».

Nel contesto dell’accordo nasce il Progetto Qualità che, come ci tiene ad affermare Francesco Caterini, presidente di Assofertilizzanti, «è volto a incrementare costantemente la qualità dei concimi e a rispondere al meglio alle esigenze dei produttori, degli agricoltori e dell’ambiente».

Entro il 2013 dovrebbe essere lanciato un marchio di qualità con un sistema a punteggio sulla base di uno specifico disciplinare redatto con la collaborazione di Certiquality (organismo accreditato per la certificazione dei sistemi di gestione aziendale per la qualità, l’ambiente, la sicurezza e nella certificazione di prodotto) che verificherà la rispondenza dei produttori ai requisiti richiesti. Il marchio andrebbe praticamente a sostituire quello dell’Icqrf (Istituto per il controllo dei fertilizzanti) che ogni anno, per 12 mesi, lo concede alle ditte che hanno superato i controlli analitici.

«Il nostro obiettivo – ha detto Caterini – è praticamente azzerare la percentuale delle produzioni non a norma. Tutto ciò nell’ambito di un processo ambizioso ma realistico che prevede: lo sviluppo dell’innovazione, la riduzione dei gas che incidono sull’effetto serra, la divulgazione del coretto uso dei fertilizzanti e l’incremento della qualità dei prodotti».

Nel suo intervento alla tavola rotonda Massimo Galbiati, del Dipartimento di bioscienze dell’Università di Milano, ha ricordato che i fertilizzanti, assieme alla genetica, sono stati la chiave di volta per sostenere la produttività delle colture e consentire di produrre tutto il cibo necessario per la popolazione mondiale. «Adesso però bisogna fare un ulteriore passo avanti – ha detto Galbiati –. È infatti necessario incrociare genetica e fertilizzazione creando piante sempre più produttive e concimi ad elevata efficienza da somministrare alle piante nelle quantità e modalità specifiche per ottenere le produzioni più elevate».


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