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SPECIALE DIFESA FRUMENTO

Problema afidi da non sottovalutare

Virus trasmessi e talvolta danni diretti. In aumento con il global warming

*Massimo Bariselli, Riccardo Bugiani, Terra e Vita

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07 Marzo 2013

L'Italia è tradizionalmente un forte produttore di frumento e, grazie a un clima particolarmente favorevole, la coltura occupa una grossa fetta dei nostri seminativi e circa il 70% della superficie italiana coltivata a cereali. Si tratta di una superficie che, probabilmente, è destinata ulteriormente ad aumentare in quanto, gli anomali andamenti climatici degli ultimi anni caratterizzati da primavere con piogge concentrate in pochi giorni e da estati torride, hanno sfavorito il mais provocando un costante aumento della superficie investita a frumento.

La produzione di frumento è minacciata da diversi parassiti che, in momenti diversi del ciclo produttivo, possono attaccare le piantine o parti di esse. Molte specie, fortunatamente, raggiungono di rado una consistenza tale da provocare danni di rilevanza economica. Fra le specie più pericolose ci sono sicuramente gli afidi.

Gli afidi sono insetti della famiglia dei Rincoti e sono dotati di un apparato boccale pungente-succhiante, con le appendici trasformate in stiletti con cui si nutrono della linfa delle piante. Con la loro azione trofica, oltre alla sottrazione di linfa e alla produzione di melata su cui, in seguito, spesso si sviluppa la fumaggine, possono provocare ingiallimenti; in questo caso il danno può divenire grave solo in presenza di forti infestazioni sulle spighe che sviluppano cariossidi più leggere e di scarsa qualità. In ogni caso la perdita di resa derivante da una infestazione afidica è difficilmente quantificabile in quanto, a parità di infestazione, dipende dalla fase fenologica, dalla varietà, dal contenuto di azoto del terreno, dalla presenza di antagonisti naturali, dal clima e dalle tecniche colturali adottate.

La pericolosità degli attacchi afidici dipende anche dalla loro capacità di trasmettere delle pericolose virosi, in particolare il Nanismo giallo dell'orzo (BYDV).

Le infestazioni degli afidi su frumento possono comparire sia nel periodo autunno-invernale, creando dei danni soprattutto per la trasmissione di virus, sia nel periodo di spigatura-allegagione. In questo periodo gli afidi producono dei danni diretti alla coltura suggendo i chicchi e abbassando di conseguenza la produttività delle piante attaccate cui si aggiunge il danno dovuto agli imbrattamenti di melata. Alcune specie di afidi, infatti, sono pericolosi più per la trasmissione di virus che per i danni diretti che possono provocare.

Le specie di afidi che si possono trovare sul frumento sono numerose, differenti per biologia e comportamento, e non tutte ugualmente pericolose. Le principali sono: Rhopalosiphum padi, Metopolosiphum dirhodum e Sitobion avenae (vedi tabella 1).

Difesa

Il trattamento aficida, eseguito in pre o in post fioritura, va eseguito dopo avere valutato la percentuale di culmi infestati e la presenza e l'entità dei limitatori naturali. La presenza degli antagonisti, infatti, ha molta importanza per valutare la necessità dell'intervento. Esistono alcuni predatori naturali che, nelle nostre aree, possono essere numerosi e possono riuscire a limitare fortemente le infestazioni afidiche (Ditteri sirfidi, Coccinella septempunctata, Propylaea quatuordecimpunctata, Crisope, Imenotteri). Fra gli organismi utili vanno poi ricordati i parassitoidi e, specialmente in presenza di clima umido e piovoso, i funghi entomopatogeni (entomoftoracee).

Gli interventi chimici sono giustificati solo al superamento delle soglie di intervento; che devono essere valutate a fioritura ultimata e sono stimate in alcuni Afidi per spiga (9 Afidi per spiga a fine fioritura o l'80% di culmi infestati sempre a fine fioritura). I controlli sulla presenza di afidi sulla coltura vanno eseguiti a partire dalla spigatura fino all'inizio della maturazione lattea su un campione di 200 spighe/ha, controllate a gruppi di 10 spighe scelte a caso.

Per la difesa afidica di norma viene eseguito un intervento specifico che, purtroppo, nella maggioranza delle aziende, viene eseguito anche in presenza di basse infestazioni, per sfruttare la contemporaneità del trattamento fungicida contro le fusariosi. Per la scelta dei prodotti occorre privilegiare la loro selettività nei confronti dell'entomofauna utile, specialmente le coccinelle, che possono continuare a predare e in assenza della preda su grano migrare su altre colture.

* Gli autori sono del Servizio Fitosanitario Regione Emilia-Romagna