Prevenire la peronospora

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La peronospora è la principale malattia della vite tanto che, in annate con primavere molto piovose può determinare rilevanti danni con sensibili perdite di produzione. Attualmente risulta difficile fare previsioni sulla entità delle infezioni che possono verificarsi quest’anno, il dato certo è che a fine estate dello scorso anno nei tessuti colonizzati dalla malattia il patogeno ha originato gli organi ibernanti, le oospore. Queste sono in grado di originare epidemie di peronospora in funzione dell’entità e della periodicità delle piogge primaverili. Pertanto qualora nei prossimi giorni di fine aprile si verificassero abbondanti piogge e le temperature medie giornaliere si attestassero su valori medio-alti, conviene partire in via precauzionale con la difesa antiperonosporica appena si verificano le condizioni minime di recettività della vite all’instaurarsi dell’infezione primaria. Soprattutto negli impianti viticoli più predisposti alle infezioni non è proponibile affidarsi alla lotta curativa, né tanto meno avviare la lotta antiperonosporica quando compaiono le prime macchie d’olio sulle foglie. Prevenire significa infatti trovare la vegetazione protetta dal trattamento prima che si verifichi una pioggia infettante.

La scelta dei fungicidi

A parte le valutazioni previsionali sulla dinamica delle infezioni di Plasmopara viticola, per ottimizzare la protezione anticrittogamica del vigneto può avere una valenza strategica anche la scelta dei fungicidi per sfruttare al meglio le peculiari proprietà protettive. Che va fatta in funzione dell’andamento climatico stagionale e dello stadio fenologico della vite: - in condizioni di basso rischio di infezione possono essere impiegati quelli di copertura in previsione di una pioggia infettante; –  in condizioni di alto rischio di infezione, ma con lenta crescita della vegetazione, sono consigliati i citotropico-translaminari (cimoxanil) o a sistemia locale (dimetomorf, iprovalicarb, mandipropamid, piraclostrobin, ciazofamid, fluopicolide e amisulbrom); –   con alto rischio di infezione e con tralci in rapido accrescimento, attiva circolazione linfatica, tessuti giovani e temperature ottimali allo sviluppo vegetativo, offrono la migliore garanzia protettiva quelli dotati di maggiore capacità di penetrazione e mobilità, ovvero i sistemici metalaxil, metalaxil-m, benalaxil, benalaxil-m e fosetil-Al; –  nelle condizioni meno favorevoli alla penetrazione e traslocazione negli organi vegetativi, in particolare nei grappoli e nei tessuti fogliari senescenti, esprimono al meglio la loro funzione protettiva i prodotti con maggiore idoneità a permanere sulla superficie degli organi trattati, anche in relazione alla loro maggiore resistenza al dilavamento, come mandipropamid, zoxamide, famoxadone, ametoctradin.