POTATO EUROPE 2010. Nuovi tuberi per ricchi e poveri

Meccanica, fertilizzanti, sementi: così la ricerca punta al mercato globale
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Potato Europe, quest’anno dal 7 al 9 settembre 2010 ad Hannover in Germania, è da ormai cinque anni l’appuntamento principe per il mondo della patata, un’importante occasione sia per fare il punto sull’evoluzione tecnologica e varietale del settore, sia per individuare le tendenze della campagna di raccolta e commercializzazione in atto.

Quasi 200 espositori da 16 diversi Paesi e più di 10mila visitatori, la maggior parte dal Nord Europa, ma anche dall’Europa dell’Est, dal Nord e Sud America e dalla Cina sono arrivati, grazie all’efficiente organizzazione di Dlg e dell’Unione tedesca dei produttori di patate (Unika), sulle belle e dolci colline a Sud di Hannover, disseminate non solo di campi di patate, barbabietole, mais e fragole, ma anche di centinaia di pale eoliche, pannelli solari sui tetti di molte case e fattorie, stalle con enormi impianti di cogenerazione a biogas.

LA CAMPAGNA 2010
La campagna pataticola 2010 in Nord Europa verrà sicuramente ricordata per il clima altalenante che l’ha contraddistinta fin dall’inizio che ha determinato un notevole ritardo del periodo di raccolta: freddo in primavera, caldo e secco a giugno e luglio e pesanti piogge ad agosto hanno posticipato di circa 2 settimane l’estirpazione in Olanda e di ben 3 in Germania e ciò avrà importanti ricadute sul mercato che, ovviamente, tutti si aspettano ora in crescita.

A causa del forte ritardo, le previsioni su rese e prezzi, raccolte tra gli operatori del settore presenti ad Hannover, sono state ovviamente caute, ma tutte sembrano andare in una sola direzione, ovvero rese più scarse degli ultimi anni. Depurate le cifre dal “gioco delle parti”, con i produttori sempre a esagerare le perdite e i trader a minimizzarle, ovviamente, per influenzare la determinazione dei prezzi di mercato, l’attesa è per un calo delle rese del 5-10% in Olanda e del 10-15% in Germania.

Un calo anche solo del 5%, comunque, è un’enormità per il mercato della patata
, la quarta coltura a sfamare l’umanità dopo riso, grano e mais. Il ministro dell’agricoltura dell’Ucraina, ad esempio, a fronte di un -5% di quest’anno, prevede aumenti del prezzo, entro fine anno, fino a +50%. La situazione appare ancora peggiore in Russia, dove si parla di cali di rese addirittura tra il 20 e il 50%.

La tendenza a un forte aumento dei prezzi, comunque, è già stata confermata anche dalla Borsa della Patata di Bologna durante l’estate e dal mercato dei futures datati aprile 2011, con aumenti dei prezzi del 50% o più, rispetto agli stessi periodi del 2009 (circa 180-200 €/t contro 120).

Ha ovviamente entusiasmato tutti gli agricoltori presenti, l’ampio spiegamento di macchine per raccolta e post-raccolta, con prove dal vivo ben programmate e commentate da Rolf Peters della Stazione sperimentale di Munster.

MACCHINE IN CAMPO
Le parole d’ordine per il futuro della meccanizzazione pataticola sono apparse molto chiare: più largo, più veloce, più delicato!

I colossi del settore presenti, tedeschi, olandesi e belgi, hanno mostrato all’opera, a centinaia di agricoltori molto interessati e competenti, ben 17 raccoglitori, sia portati o trainati che semoventi, 5 linee di carico e pulizia dei tuberi e una decina di trapiantatrici. Caratteristica comune a tutte queste macchine sarà la tendenza ad incrementare sempre più l’efficienza (ha/h), grazie alla maggiore larghezza di lavoro e velocità. Si sono osservate infatti sia trapiantatrici molto rapide a 8 file, come quelle della Grimme, vero e proprio padrone di casa, che tra l’altro ha appena aperto un megacentro di servizio in Russia, sia raccoglipatate veramente imponenti a 4 file, come quelli della belga Dewulf o della Ploeger olandese.

Intenso anche il lavoro di ricerca e miglioramento dei convogliatori e pulitori dei tuberi, al fine di ottenere prestazioni sempre più rapide e “morbide”, per non ammaccarli. Potato Europe 2010 è stata anche l’occasione per presentare agli addetti ai lavori le fasi di collaudo, appena precedenti la fase di mercato, per le prime unità di pulizia ad acqua.

L’impressione è che tutte queste ditte di macchine non stiano più solo pensando alle sempre più estese aziende di casa propria, dove pure è forte la tendenza verso le economie di scala, ma siano ormai orientate verso un mercato globale, quindi stiano puntando ai futuri ricchi mercati di Cina, Russia, Ucraina, Bielorussia.

A livello varietale, i costitutori, soprattutto quelli olandesi, che detengono circa 3/4 del mercato mondiale, hanno una visione sempre più “globale” nelle loro scelte di miglioramento genetico, soprattutto da quando Paesi come la Cina e l’India, che devono sfamare più di 1/3 dell’umanità, hanno deciso di puntare proprio sulla patata come base per i futuri programmi di sviluppo alimentare.

VARIETÀ IN CATALOGO

Ed ecco la grande attenzione per le alte rese e le resistenze a virus e nematodi, come in Musica della Meijer, o Amanda di Solana, o la tolleranza a caldo e siccità, come per la rossa Desiree della Danespo, pensando ai mercati dei paesi emergenti.

I consumatori sempre più esigenti dei paesi sviluppati e l’industria di trasformazione (patatine, chips, etc.), invece, spingono a cercare tuberi di alto valore nutritivo e gustativo, molto allungati, come in Zorba della Interseed, in Erika di Europlant o in Amalia di Schaap. Hzpc, insieme a Wilhelm Weuthen, ha dato risalto ad Annabelle, facile da pelare e perfetta per insalata, mentre Agrico, forte del suo smisurato catalogo, ha sottolineato l’orientamento verso l’alta qualità nutrizionale (ad esempio con Mariska e Rosagold), la facilità di trasformazione industriale e la produzione “sostenibile”, compresa quella biologica.

Potato Europe tornerà nel 2011, dal 7 all’8 settembre a Tournai in Belgio.


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