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28 luglio 2011

Pomodoro da mensa: Un mercato sempre più euro-mediterraneo

I Paesi extra europei che affacciano sul Mare nostrum influenzano i mercati del Vecchio Continente

Pomodoro da mensa: Un mercato sempre più euro-mediterraneo

TAG:
attivita agricole, commercio, filiere agricole, mercato agricolo, ortofrutta




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Il pomodoro è la coltura orticola più importante dell’area euromediterranea sia per i volumi prodotti, sia per gli scambi internazionali. La fitta rete di scambi fa sì che il mercato nel nostro Paese (prezzi, esportazioni e importazioni) sia influenzato oltre che dalla produzione nazionale e dalla domanda interna anche dalla produzione dei concorrenti comunitari e mediterranei. 
 

 

LA PRODUZIONE NELL’UE A 27
Nel 2010, nell’Unione europea sono stati coltivati a pomodoro 280mila ettari e sono stati raccolti circa 17 milioni di t: 10 milioni destinati alla trasformazione in conserve e i restanti 7 milioni al consumo fresco. La produzione di pomodoro da mensa dell’Ue è suddivisa in una stagione invernale, da ottobre a giugno, e una estiva, da luglio a settembre. Nella stagione estiva le importazioni dell’Ue 27 dai Paesi Terzi costituiscono meno del 5% del consumo interno Ue, mentre nella stagione invernale tale quota supera il 30%.
I principali produttori di pomodoro da mensa sono: Spagna (2,1 milioni di t), Italia (1 milione t), Paesi Bassi (815mila t), Grecia (675mila t) e Francia (646mila t) che insieme coprono oltre i tre quarti della quantità prodotta in Ue (Fig. 1).
Nel bacino del Mediterraneo ci sono altri grandi produttori di pomodoro da mensa (Marocco, Turchia e Israele) che esportano sui mercati europei una cospicua parte della loro produzione. 
 

 

MERCATI DI APPROVVIGIONAMENTO
Gli scambi di pomodoro da mensa tra Ue e Paesi Terzi determinano un saldo negativo della bilancia commerciale e negli ultimi anni tale passivo si è aggravato, arrivando a 230 milioni di euro. I dati relativi alla campagna 2009/2010 evidenziano una flessione delle importazioni dai Paesi Terzi che si sono fermate a quota 493mila t, contro le 540mila t della campagna precedente. Il prezzo del prodotto importato è aumentato in media del 10%, lasciando in tal modo invariata la spesa a 417 milioni di euro.
I principali mercati di approvvigionamento dell’Ue 27 sono: Marocco (60% delle importazioni Ue), Turchia, Israele, Macedonia, Tunisia, Senegal e Siria (Fig. 2). Nell’ultimo decennio, le importazioni di pomodoro dai Paesi Terzi hanno avuto un trend crescente che si è però invertito nelle ultime due campagne, a causa del rallentamento delle importazioni dal Marocco. Di contro, la tendenza delle importazioni da Turchia e Israele si è confermata molto positiva anche nelle ultime campagne. Nonostante le importazioni dai Paesi Terzi siano concentrate nel periodo invernale, l’analisi dei flussi mensili evidenzia alcune differenze esistenti tra i diversi paesi. Le importazioni da Marocco e Israele sono concentrate nel periodo novembre-maggio con picchi elevati nella stagione invernale. Si pensi che lo scorso dicembre sono arrivate dal Marocco 71mila t di pomodori. Le importazioni dalla Turchia, invece, sono più tardive e si concentrano tra marzo e giugno, mentre quelle dal Senegal vanno da dicembre ad aprile. 
 

 

SCAMBI INTRACOMUNITARI
Negli ultimi dieci anni gli scambi tra i Paesi Ue hanno avuto un trend positivo, raggiungendo il picco massimo nel 2008 con 2,5 milioni di t. Nel 2009 e nel 2010, la crisi economica ha determinato una lieve riduzione dei volumi scambiati. Nel 2009, i Paesi Bassi hanno sottratto alla Spagna il primato delle esportazioni con oltre 900mila t spedite verso i Paesi Ue e 60mila verso i Paesi terzi. Negli ultimi anni, quindi, i Paesi Bassi non hanno interrotto il trend positivo dell’export, mentre la Spagna – dopo i quantitativi record del 2001 e del 2004, con oltre un milione di t – ha assistito a una riduzione delle proprie spedizioni. Nella graduatoria degli esportatori Belgio, Francia, Italia e Portogallo seguono a notevole distanza.
Le esportazioni Ue verso i Paesi terzi hanno avuto un andamento altalenante con un massimo di 220mila t nella campagna 2007/08 e il minimo di 125mila t, nella campagna 2004/05. I principali esportatori sono Paesi Bassi, Polonia, Lituania e Francia e le spedizioni sono dirette soprattutto verso Russia, Svizzera e Norvegia. Le esportazioni verso la Russia dopo il trend positivo culminato nel picco di 131mila t nel 2007/08 hanno un andamento incostante negli ultimi anni. La Svizzera importa circa 21mila t a campagna, ma mostra un trend negativo, mentre la Norvegia, 20mila t in crescendo. 
 

 

IL BILANCIO ITALIANO
Per quanto riguarda il nostro Paese, il saldo della bilancia commerciale dei pomodori è attivo e ammonta a circa 116milioni di euro. Gli scambi avvengono quasi esclusivamente con i Paesi dell’Ue 27 (vedi tabella).
Nel 2010, c’è stata una forte diminuzione delle importazioni che sono scese a 97mila t, con un calo del 27% rispetto al 2009. I principali mercati di approvvigionamento dell’Italia sono Paesi Bassi (41% dei volumi importati), Spagna (22%), Francia (14%), Germania (9%), mentre solo una minima parte provengono dai Paesi Terzi: Israele (8%) e Marocco (2%).
Sul fronte delle esportazioni, il 2010 è stato un anno eccezionalmente positivo con 129mila t spedite e introiti per 217 milioni di euro. I principali mercati di sbocco dei pomodori da mensa italiani sono Germania (32%), Austria (15%), Regno Unito (9%), mentre tra quelli extra Ue i più importanti sono Svizzera (4%), Norvegia e Croazia (<1%). 
 

 

 

*Ismea



Mario Schiano Lo Moriello*
Redazione Riviste Edagricole




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