Pomodoro da industria, giù le rese

OSSERVATORIO IN CAMPO
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Annata piegata da rese basse per la campagna del pomodoro da industria nel Foggiano dove il maltempo, con piogge continue e forti grandinate, ha quasi ovunque, e soprattutto a nord del capoluogo, compromesso gravemente il raccolto.

Ma proprio la scarsa offerta sta spingendo le industrie a rispettare i contratti e a pagare prezzi discretamente remunerativi anche per chi ha prodotto solo 800 q/ha o poco più. È il quadro che si delinea in Capitanata a metà della raccolta.

«Le rese sono calate dovunque del 20-30%, ma non in tutte le aziende hanno lo stesso peso – afferma Francesco Festa, 52 ha a Orta Nova –. Ho prodotto 1.200-1.300 q/ha, rispetto ai consueti 1.400-1.500: risultati che ho ottenuto, al di là del maltempo contingente, grazie a terreni fertili, rotazioni con grano duro e carciofo, adeguate cure agronomiche volte a spingere le rese. Invece chi di solito ottiene 900-1.000 q/ha quest’anno ha prodotto 700-800 q/ha e anche meno. La qualità è ottima in alcuni campi, come nei miei, discreta o bassa in altri. Le mie bacche sono rosse e sane, perché, pur sopportando alti costi, ho trattato per tempo contro gli insetti, afidi e tripidi, vettori del Tswv, e i funghi stimolati dall’elevata umidità. Chi invece ha risparmiato sulle spese ora lamenta un bassa qualità: e, se sotto le piante, ad agosto, si sviluppano le muffe, è meglio raccogliere tutto, bacche rosse e verdi, benché queste ultime costituiranno uno scarto, altrimenti la perdita sarà completa».

Per Festa, che ha investito circa 8.000 €/ha, i prezzi spuntati, 11-12 cent/kg per il lungo e 9-10 per il tondo, «sono più che remunerativi, ma chi ha prodotto 700-800 q/ha recupera appena le spese».

Una situazione facile da ritrovare a nord di Foggia, «dove i continui temporali e i terreni allagati hanno creato grosse difficoltà a eseguire i trattamenti antiparassitari, con pesanti effetti sulle rese – sottolinea Matteo Calabrese, 100 ha a Torremaggiore –. Ho prodotto 800-900 q/ha, la metà dei 1.600 q/ha degli altri anni. Tuttavia la qualità è ottima, seguo il disciplinare di produzione di Conserve Italia, simile a quello adottato dalle Op e industrie del centro-sud. Le industrie hanno bisogno di pomodoro, perciò non sgarrano dai prezzi fissati per contratto: 11-11,5 cent/kg per il lungo, 8,65-9 cent/kg per il tondo. Con le mie rese sono buoni prezzi, guadagno qualcosa. Certo, con 1.600 q/ha sarebbe stata un’altra storia, ma non mi lamento, c’è chi, con 600-700 q/ha, sta peggio di me!».

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