Pioppo a rotazione triennale, più biomassa con l’irrigazione

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Rientrano tra quelle ammesse al pagamento greening della Pac

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Le piantagioni a rapida crescita, Short rotation coppice (Src), per la produzione di biomassa da destinare ad impiego energetico, per poter esprimere al meglio le loro potenzialità produttive debbono essere costituite in condizioni ottimali per la specie impiegata, nel nostro Paese quasi esclusivamente pioppo. Gli impianti realizzati su terreni “marginali” quasi sempre sono destinati al fallimento. Oltre alla buona scelta e lavorazione del terreno, alla sua concimazione con adeguati fertilizzanti, alle giuste condizioni climatiche e agli interventi finalizzati al contenimento delle infestanti, l’irrigazione (prevalentemente con il sistema a goccia) è una pratica spesso adottata per aumentare la produzione di biomassa. A tal proposito gli Autori hanno iniziato uno studio sull’influenza dell’irrigazione nell’accrescimento del clone di pioppo AF2, impiegato in una Src R4F2 (radici di 4 anni e fusto di 2 anni). I risultati sono stati pubblicati sul TV n. 17 /2014. In considerazione dell’ipotesi di un aumento temporale del turno di taglio della piantagione da biennale a triennale, sostenuto dagli Autori e da più specialisti del settore, lo studio è stato prolungato di un anno ed effettuato anche con codifica della piantagione R5F3 (foto 1). Il fine dell’azione è quello di verificare, con la redazione di un parziale bilancio economico, la sostenibilità della pratica dell’irrigazione delle Src in funzione dell’allungamento del turno, in relazione alle condizioni attuali del mercato della biomassa. Quest’analisi è sviluppata tenendo conto di un ciclo produttivo complessivo della piantagione di 8 anni che rappresenta il periodo massimo ammesso dalle indicazione della nuova Pac (Reg. Ue n.1307/2013), nell’ambito del cosiddetto “pagamento verde” o greening per l’applicazione di pratiche agricole benefiche per il clima e l’ambiente, tra le quali vi rientra anche l’ipotesi di utilizzo dei terreni agricoli per la realizzazione di boschi cedui a rotazione rapida.

La tipologia di coltivazione

La piantagione oggetto di sperimentazione, della superficie di circa 3 ettari, è ubicata all’interno dell’azienda “Il quadrifoglio” in provincia di Campobasso. Dei 400 ettari complessivi dell’azienda, 108 sono investiti a Src e costituiscono il più grande accorpamento di piantagioni energetiche del Sud Italia. La tipologia della piantagione, costituita nel 2009, è a file singole, con interdistanza di 2,50 m e distanza tra le talee sulla fila di 0,66 m, per un totale di 6.060 talee/ha. Le condizioni fitosanitarie della piantagione sono buone: non è stata rilevata la presenza di agenti esterni che condizionano o bloccano l’accrescimento, in particolare insetti parassiti come il Punteruolo (Cryptorhynchus lapathi L.) che causa la rottura del fusto (foto 2). I rilievi, diametro, altezza e peso del pollone, sono stati effettuati su 3 parcelle irrigate e 3 non irrigate, attigue a quelle delimitate lo scorso anno e ugualmente rappresentative dell’intera piantagione. La superficie unitaria delle parcelle, di forma quadrata, era di 100 m2. All’interno di ogni parcella sono stati rilevati il numero di ceppaie e il numero di polloni per ceppaia. Di ogni pollone è stato rilevato il diametro a 1,30 m. Di 75 polloni individuati sulle 3 parcelle irrigate e non è stato rilevato il diametro a 1,30 m, l’altezza e il peso al fine di costruire la curva ipsometrica e la curva del peso. L’elaborazione dei dati sperimentali ha consentito la quantificazione della biomassa prodotta per ettaro. Il calcolo economico è stato finalizzato alla determinazione della sostenibilità economica della pratica di irrigazione a goccia in relazione ai due diversi cicli produttivi esaminati (triennale e biennale). La metodologia di calcolo è la stessa già descritta nell’articolo pubblicato su T&V n. 17/2014, con la differenza di aver considerato, in questo caso, un ciclo produttivo della durata di 8 anni, in accordo con quanto previsto dalla normativa della nuova Pac. Ai fini dell’analisi, nel caso del ciclo triennale, per chiudere con un taglio finale all’ottavo anno, sono stati considerati tre turni, dei quali il primo effettuato a due anni, mentre gli altri due al quinto e ottavo anno. Per la rotazione biennale, invece, sono stati considerati quattro cicli di due anni. L’elaborazione è stata effettuata con il metodo del VAN e del valore medio annuo applicato all’incremento di produzione di biomassa determinato dall’irrigazione rispetto alla piantagione testimone non irrigata.

Incrementi % di diametro e peso

L’elaborazione dei dati sperimentali rilevati (diametro, altezza e peso del pollone), relativi alla piantagione di pioppo caratterizzata come R5F3, ha evidenziato, nella zona sottoposta a irrigazione, incrementi percentuali in alcuni casi notevolmente maggiori, rispetto alla zona non irrigata, di quelli registrati l’anno precedente quando la piantagione era una R4F2. Gli incrementi percentuali del diametro, dell’altezza e del peso sono stati rispettivamente del 33,2% (2,77 cm vs 2,08 cm), del 50,6% (5,21 m vs 3,46 m) e del 104,4% (1,86 kg vs 0,91 kg), mentre quelli della R4F2 erano del 32,3% (2,05 cm vs 1,55 cm) 25,8% (3,22 m vs 2,56 m) e 62,6% (0,77 kg vs 0,47 kg). La produzione per ettaro e per anno dell’area non irrigata è stata di 8,22 t, mentre quella dell’irrigato di 17,94 t, facendo quindi registrare un incremento 118,2 punti percentuali (foto 3). L’incremento di produzione della R4F2, determinato dall’irrigazione, era stato del 78,7%; 11,69 t/ha/anno vs 6,54 t/ha/anno. La produzione di biomassa dell’irrigato è passata da 11,69 t/ha/anno della R4F2 a 17,90 t/ha/anno dell’R5F3 con un incremento percentuale del 53,1%, mentre quella dell’area non irrigata, da 6,54 t/ha/anno è passata 8,22 t/ha/anno con un incremento del 25,7%. In tabella so no riportate le caratteristiche tecniche e la produzione delle piantagioni, irrigate e non in relazione al ciclo di taglio. Nelle figure 1 e 2 sono rispettivamente riportate le relazioni esistenti tra il diametro e l’altezza del pollone e tra il diametro e il peso del pollone. Nelle figura 3 è rappresentata la sostenibilità economica dell’irrigazione ponendo a confronto il ciclo di taglio biennale e triennale e considerando un prezzo di vendita della biomassa di 50 €/t. Nella figura 4, invece, è riportata una simulazione della sostenibilità economica, sempre in relazione ai due cicli di taglio, in funzione di una variazione del prezzo di vendita del cippato, elemento questo importantissimo al fine di una giustificazione per la realizzazione dell’impianto d’irrigazione.

Il bilancio economico

I risultati sopra esposti evidenziano come l’irrigazione abbia anche al terzo anno di vita dei polloni del ceduo un influenza positiva sull’accrescimento, in alcuni casi anche più incisiva rispetto all’anno precedente. Da un’analisi dei valori riportati in figura 3 si evidenzia che, con l’irrigazione e un turno di ceduazione triennale, l’imprenditore ha un vantaggio economico di 25,75 €/ha/anno, mentre l’irrigazione sul ciclo biennale non ha alcun effetto e il bilancio economico, anche considerando un ciclo decennale della piantagione evidenzia una perdita per l’agricoltore, così come calcolato nelle prove sperimentali dello scorso anno (vedi TV 17/2014). Se poi si prende in considerazione la differenza di produzione tra il ciclo triennale irrigato e il ciclo biennale non irrigato il vantaggio economico per l’imprenditore sale a € 106,08 ha/anno avvalorando la tesi che l’aumento di un anno del turno di ceduazione induce effetti positivi nella gestione delle piantagioni dedicate per produzione di biomassa. Nella figura 4 è evidenziato il vantaggio (o lo svantaggio) economico della piantagione sottoposta o meno all’irrigazione. La simulazione è stata fatta considerando una variazione positiva o negativa del 40% del prezzo di vendita del cippato a partire da 50 €/t come prezzo base. Considerando il ciclo triennale, la piantagione irrigata, rispetto al testimone non irrigato, evidenzia un vantaggio economico per l’imprenditore di 25,75 €/ha/anno. Tale valore, nell’ipotesi di vendita del cippato a 60 €/t, sale a circa 107 €/ha/anno, mentre una riduzione del prezzo del 20% (40 €/t), determina un valore negativo pari a 56 €/ha/anno. La simulazione più vantaggiosa è quella riferita alla differenza tra triennale irrigato e biennale non irrigato che, già a partire da un prezzo di 40 €/t, determina un valore positivo seppur di soli 9 €/ha/anno. Il confronto tra l’irrigato triennale e l’irrigato biennale, rappresenta la situazione meno vantaggiosa, in quanto l’effetto positivo dell’irrigazione riduce le differenze nella produzione di biomassa e quindi anche nella differenza economica, per cui si ottiene un valore positivo solo nell’ipotesi attualmente non realistica di una vendita della biomassa a 70 €/t. Visualizza l’articolo completo *Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CRA) – Unità di ricerca per l’ingegneria agraria (CRA-ING, Monterotondo-RM); giulio.sperandio@entecra.it **Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (CRA) – Unità di ricerca per le produzioni legnose fuori foresta (CRA-PLF, Roma); stefano.verani@entecra.it ***W2 Agency s.n.c. – Energia e Ambiente, Osimo (An); massimotarchi@libero.it