Piano latte da 120 milioni

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Presentato da Martina alle parti sociali. Consultazioni al via

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E’stato presentato ufficialmente dal ministro Martina alle parti sociali, il piano latte da 120 milioni di €, per avviare la relativa consultazione. È costituito da una serie di azioni alcune di carattere economico e di immediata attuazione, e altre di carattere strategico che dovrebbero sostenere gli allevatori in questa difficile fase di transizione dal regime delle quote latte al libero mercato.

Miglioramento competitività e sostegno all’accesso al credito – questa misura finanziaria assorbe oltre la metà degli stanziamenti è quella che consentirà al Fondo Latte 2015/2017 di disporre di 65 milioni di € per interventi di dando una prima risposta alle loro necessità di liquidità finanziaria.

In particolare, gli interventi che potranno ottenere il finanziamento del fondo sono:

–   ristrutturazione del debito bancario: alle risorse del Fondo Latte vanno ad aggiungersi i 5 milioni già disponibili presso Ismea per la stessa finalità

–   riduzione del costo del debito a carico delle imprese con un contributo in conto interessi.

Le due forme di intervento sono cumulabili fra loro, nei limiti del contributo complessivo in “de minimis”. La nota del Mipaaf fa un esempio pratico: nel caso un’azienda abbia un debito in scadenza entro l’anno di 100.000€, attraverso le misure del Fondo in coordinamento con gli strumenti Ismea, può ottenere una ristrutturazione su 5 anni del debito, non pagando la garanzia che costa 2 mila € e abbattendo di 13 mila € gli interessi. In questo modo l’azienda che avrebbe dovuto sopportare un onere di 21 mila €, ha un costo complessivo di 6 mila €, con un risparmio di oltre il 70%.

Misure previste dalla legge agricoltura n.91/2015.

–   rateizzazione in tre anni senza interessi delle multe per il superamento delle quote latte riferite all’ultima campagna 2015. Il pagamento è ammesso anche con una fideiussione assicurativa, non solo bancaria.

–   Compensazione quote tra produttori – si amplia, nell’ambito della quota nazionale, per l’ultima campagna consentendo a chi ha superato le quote, con tre fasce percentuali ulteriori di superamento della produzione: 12-30%, 30-50%, oltre il 50%, di compensare fino al 6%, cosa prima non era prevista e che vedeva scattare la sanzione sull’intera percentuale di splafonamento oltre il 6%.

Il resto del piano prevede azioni strategiche che richiedono in alcuni casi appositi provvedimenti legislativi come l’innalzamento dell’aliquota di compensazione Iva dall’8,8% al 10% a favore degli allevatori del settore latte, con un risparmio fiscale di circa 0,5 cent €/litro. Tale misura, è però, da inserire nelle prossima legge di stabilità, per cui sarà operativa da gennaio 2016 e determinerà una maggiore agevolazione per il settore per complessivi 30 milioni di € all’anno.