Pesche, un 2016 indecifrabile

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L’andamento climatico anomalo, secondo il Cso, impedisce le previsioni

L’andamento climatico inconsueto, con temperature miti durante l’inverno tradotte in un anticipo di primavera, e successivamente freddo e gelate nella prima fase di fioritura, impedisce di fare previsioni sulla prossima campagna pesche. Così i principali produttori europei, Spagna, Italia, Francia e Grecia, hanno deciso di posticipare a fine maggio la diffusione delle consuete previsioni produttive.

E si inizia a riflettere sulla possibilità spostare in avanti, per il 2017, anche l’appuntamento di Europêch. «Sono anni – spiega Elisa Macchi, direttore del Cso di Ferrara – che i produttori europei di Europêch segnalano la difficoltà di fornire previsioni puntuali in aprile, con così tanto anticipo sulla raccolta. Il clima bizzarro di questo inverno ci ha dato ragione e il proseguire dell’incertezza meteorologica di questi giorni non ci permette di sapere oggi quali sono le aspettative di raccolto, soprattutto sulle varietà tardive i cui frutteti, in fase di allegagione, stanno subendo un freddo inusuale per la stagione».

Quello che emerge dai pochi dati diffusi è, innanzitutto, la forte spinta in avanti degli spagnoli sulle pesche piatte, che soprattutto nel sud del paese (vedi tabella) registrano quasi un raddoppio della produzione rispetto alla media 2010-2014 e un incremento del 3% rispetto all’anno scorso.

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