Pere, meno volumi più valore?

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Un avvio positivo con le varietà precoci fa ben sperare per la campagna 2016-17

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Un’offerta nazionale ed europea quantitativamente contenuta e i calibri medio-grandi dei frutti lasciano sperare in una campagna commerciale 2016-17 positiva. Infatti, nel 2016 la produzione italiana di pere è stimata in circa 678mila tonnellate (fonte Wapa) con un calo di oltre il 10% rispetto al 2015 e del 9% rispetto alla media produttiva dell’ultimo triennio. Contemporaneamente, a livello di Unione europea, si stima un raccolto di circa 2,2 milioni di tonnellate con un calo del 9% sia rispetto al 2015, sia rispetto al triennio 2013-2015.

Tra i paesi Ue, l’Italia è leader indiscusso della produzione e del consumo di pere. Nel 2015 nel nostro Paese erano state raccolte 765mila tonnellate. A seguire si piazzavano Belgio e Paesi Bassi con circa 350mila tonnellate, Spagna (300mila t), Portogallo e Francia (130mila t).

La produzione italiana si distingue per la prevalenza dell’offerta di pere della varietà Abate Fetel: per la campagna appena iniziata si prevede un’offerta emiliano-romagnola di circa 220mila tonnellate con un calo del 14% rispetto alla precedente campagna di commercializzazione. Oltre alle pere Abate Fetel, l’Italia produce Conference, Decana del Comizio, William, Carmen e altre varietà di pere estive.

Secondo le stime di Ismea, in Italia, nella campagna 2015-16, la disponibilità di pere ammontava a circa 900mila tonnellate di cui l’85% di produzione nazionale ed il restante 15% di prodotto importato.

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