Peperone dopo fragola ecco perchè conviene

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Da una ricerca condotta presso l’azienda Pantanello di Metaponto

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Coltivare il peperone a ciclo estivo-autunnale, in successione alla fragola, per mercato fresco e industria, è vantaggioso e conveniente. È quanto hanno sostenuto Antonio Buccoliero, divulgatore dell’Agenzia lucana di sviluppo e innovazione in agricoltura (Alsia), e Vincenzo Candido, docente del Safe Università della Basilicata, presentando i primi risultati di una ricerca sulla coltivazione del peperone a ciclo estivo-autunnale dopo fragola condotta nell’Azienda agricola sperimentale dimostrativa “Pantanello” di Metaponto dell’Alsia. L’occasione è stata una giornata dimostrativa organizzata da Bayer CropScience, Alsia e Università presso l’azienda “Lucana-Frutta” di Scanzano Jonico (Mt), con la presenza di agricoltori, tecnici e rappresentanti di industrie di trasformazione provenienti da Basilicata, Calabria, Campania e Puglia.

«Per aumentare la competitività economica occorre realizzare scelte che consentano di ridurre i costi di produzione – ha introdotto Buccoliero –. Nel Metapontino alcuni agricoltori hanno impiantato ortive in successione a colture che lasciano il terreno in condizioni idonee all’inizio di nuovi cicli colturali. È il caso del peperone dopo la fragola. I terreni, a maggio, dopo la fine del ciclo produttivo, vengono ripuliti dai residui colturali della fragola e si trovano in condizioni ottimali per l’avvio di una coltura di peperone. Il terreno, infatti, si presenta idoneo poiché è già sistemato in prode, pacciamato, dotato di impianto di irrigazione e di una “forza vecchia” dovuta alle laute concimazioni che la fragolaia ha ricevuto ma non ha utilizzato pienamente; inoltre, il terreno è provvisto di apprestamenti di copertura che, mitigando il clima interno, consentono di prolungare i cicli produttivi delle colture in successione fino ai mesi autunno-vernini».

«Partendo da tale situazione, continua Buccoliero, l’ortiva è più competitiva avendo costi di produzione più bassi, perché sono risparmiati quelli per la preparazione del letto di trapianto con pacciamatura, la realizzazione dell’impianto di irrigazione e la concimazione di fondo».

 

Trapianto l’11 luglio

Per verificare la validità della tecnica colturale del peperone post fragola e la sua produttività e confrontare la risposta produttiva di nove cultivar (quattro a bacca rossa e cinque a bacca gialla), nel 2014, ha informato Candido, è stato allestito presso l’azienda “Pantanello” un campo sperimentale in una serra-tunnel in metallo e plastica che aveva ospitato una coltura di fragola.

«Il terreno è stato prima ripulito dalle piante di fragola, ormai esaurite avendo completato il ciclo produttivo. Poi sulla plastica di copertura della serra-tunnel è stato applicato uno strato di calce, irrorato con l’ausilio di una lancia, per ombreggiare e quindi contenere le temperature molto elevate che si raggiungono sotto la copertura in piena estate. Il trapianto è stato eseguito l’11 luglio: le piante sono state poste al centro della proda, realizzando nuove buche mediante semplice foratura manuale del telo pacciamante, alla distanza di 0,40 m, con densità di 20mila piante/ha, poiché le baule distano fra loro 1,25 m. A seguito dello sviluppo delle erbe infestanti nei fori della pacciamatura e fra una proda e l’altra, si sono resi necessari interventi di scerbatura manuale».

Per evitare l’allettamento le piante sono state tutorate stendendo un filo di spago ai lati di ogni fila, in modo da formare un binario che le ingabbia, poi fissato a pali posti, precedentemente, a distanza di circa 5 m. L’operazione di legatura delle piante è stata ripetuta due-tre volte man mano che le piante si sviluppavano in altezza.

 

Acqua al mattino

«Gli interventi irrigui sono stati eseguiti sempre al mattino – ha sottolineato Buccoliero –. Questa scelta è stata adottata tenendo conto della fisiologia della pianta secondo cui l’apparato radicale cresce prevalentemente di notte, sempre che la pianta abbia necessità di sviluppare l’apparato radicale.

 

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